Cecconi, di tanti patimenti, non dice. Ciò che gli preme ricordare,
di quei giorni, è altro: la singolare luce che emanava da un
gruppo di compagni italiani, fra le baracche di Cross Hesepe. Una strana
serenità, fra quei prigionieri affamati. Tale per cui lui, 24
enne, non potè non avvicinarsi affascinato, e sottoscrivere quella
tessera di Ac, e diventare dei loro.
«La nostra guida era Rimero Chiodi, un bergamasco,
un uomo di una fede straordinaria. Era lui a condurre la vita cristiana
del campo: messe, rosari, incontri. Lui a guidarci alle visite al cimitero
dei prigionieri di guerra, e al campo di Fullen, chiamato il "campo
della morte", dove erano ricoverati i prigionieri malati. A un
certo punto anzi Rimero, insieme ad altri, scelse di restare a vivere
a Fullen, con i tubercolotici, con quelli che forse non ce l'avrebbero
fatta a tornare; e con loro rimase per mesi dopo che, il 5 aprile del
'45, arrivarono i canadesi a liberarci».
La prigionia nei campi tedeschi, i maltrattamenti verso gli italiani
«traditori», i lunghi giorni confinati, appaiono nel racconto
del maestro mantovano trasfigurati. Pare quasi quei mesi del 1945 siano,
nella memoria di quest'uomo anziano, il fiore più bello della
sua giovinezza.
«Ci chiedevanogli altri: ma voi, come fate
a essere così sereni? Noi rispondevamo semplicemente: noi crediamo
in Gesù Cristo».
La figura dell'amico Chiodi domina i ricordi nella villetta di Cittadella.
Cecconi racconta, e d'improvviso nella gran calura padana tace. Poi:
«Vede, la santità è un mistero. Non
siamo tutti uguali. Ti veniva da chiederti, di fronte a quell'uomo:
perché lu e mi no? Perché io per quanto faccia sto
semplicemente a galla, e lui ci trascina tutti? Era sempre così
libero e lieto.
Renato Sclarandi, cui era dedicata la «cellula» di Ac a
Cross Hesepe era un ragazzo torinese che venne ucciso da una sentinella
nel campo di Hammerstein, nel '44, nell'atto di portare le ostie per
una messa nel campo. Dal petto il suo sangue si allargò sulle
ostie. E chi vide non dimenticò quel sacrificio e quel sangue
misteriosamente sparso sul pane della Messa. A Cross Hesepe, pochi mesi
dopo, un gruppo di ufficiali fece di Sclarandi la sua bandiera - fra
uguali reticolati di filo spinato il simbolo della libertà immensa
dei cristiani, che nessun muro può rinchiudere. Quale Italia
immaginavano i ragazzi di Ac nelle camerate della prigionia? Il dibattito
si alimentava di incontri appassionati, continuava fra i letti a castello,
la sera, nelle baracche. Siamo pronti — dicevano — per fare
l'Italia democratica.>>
Quale Italia?
