"Facendo il
bene sopporterete con pazienza la sofferenza"
(da 1 Pt 2, 20-25)
Troviamo anche in questo detto di Pietro uno degli elementi presenti
nella agonia di Gesù nel Gethsemani, dove ebbe inizio la Sua
Passione.
E' stato quello il momento della Sua vita umana che, forse al di sopra
di ogni altro Suo insegnamento ed esempio, ha voluto santificare il
dolore umano, riscattandolo dal castigo conseguente alla disobbedienza
del "primo uomo ", tanto da poter perfino renderlo virtù
salvifica.
Il detto di Pietro può esser letto anche in questa versione:
"farete il bene sopportando la sofferenza ", per avvicinarci
ancor più alla figura del Cristo Sofferente.
L ' umanissimo inserimento della "pazienza ", diretto a noi
comuni uomini, è come la veste più adatta per numerosissime
circostanze della vita sulla Terra. La pazienza è il mezzo indispensabile
per la sopportazione virtuosa capace di trasformare in bene ogni nostra
azione e soprattutto ogni nostro sacrificio. "Bene"
e "pazienza" che si accomunano e si compenetrano.
C'è naturalmente di più: Dio, vedendoci, mediante la Grazia
santifica il bene, la pazienza e la sofferenza qui mirabilmente associate,
per opera della nostra "buona volontà", apportatrice
di "pace", sorgente di santità. Ci si avvicina in tal
modo al massimo della perfezione creativa, perché, sempre per
la Grazia misericordiosa di Dio, il nostro accogliere la sofferenza
con pazienza procura Bene per l' insieme dell'umanità.
Va così fatta la riflessione, basata sulla fede, che la sofferenza
di una qualsiasi parte o zona o etnia umana apporta bene generale ed
ha valore in quanto fatto reale ed indubbio.
Ogni cataclisma, ogni epidemia che colpisce in qualunque parte della
Terra, o una qualunque popolazione, serve a compensare quello che in
altre parti è stato deviato, rinnegato, oppresso; ed altrettanto
dicasi per ogni sacrificio o preghiera diretta a Dio.
E' questo l'insegnamento lasciatoci dalla "strage degli Innocenti",
vittime sante immolate perché il Figlio di Dio appena nato potesse
salvarsi. Ogni dolore, ogni prova della vita, ogni malattia, ogni incidente
sia mortale che indenne, ha senso se visto come compensazione di nostre
mancanze, come avvertimento disposto per il nostro ravvedimento onde
ricondurci al bene.
Pazienza costante e pratica del bene, della benevolenza, della carità
fraterna: questa è la linea che Gesù è venuto ad
insegnare esemplarmente. Il premio, garantito, sarà costituito
dalla capacità di sopportare il "male ", il dolore
ed ogni genere di disagio.
Al contrario, invece, il piacere, il vizio, il sopruso verso gli altri
non procurerà null' altro che "male" e disperazione,
sempre.
Coroncina: "Signore, pietà! ''
"Portiamo anime a Cristo!