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Sardegna

20 febbrio 2011- 7a Domenica - anno A

"Non sapete che lo Spirito di Dio abita in voi?" (1a Col 3, 16-23).

Quanto deve essere stata per Paolo gradevole ed esaltante nella fede questa affermazione, che può perfino collocarsi al vertice di ogni nostro rapporto con Dio! Da parte sua poi, da fariseo ex persecutore dei cristiani!
In queste parole però riscontriamo anche un elemento spirituale aggiunto estremamente esaltante e promettente in senso antropologico: come un segno "panteistico", ma riferito esclusivamente all' uomo, creatura prediletta.
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La venuta di Dio nel mondo nell' Incarnazione del Verbo Cristo ha riconsacrato l' umanità, nel suo totale insieme, al Creatore: questa è la realtà infinita realizzatasi con la "Buona Novella".
Infatti anche la attenzione e cura di Cristo è stata diretta soprattutto ai "lontani", agli emarginati, non come categoria sociale ma come stato morale da redimere. Dio non guarda al titolo o al censo sociale ma ai "peccatori", ai "non giusti", ai poveri, agli emarginati, ai prigionieri.
Addirittura gli assassini sono guardati dalla Carità insita divinamente in Cristo con occhio attento a particolare misericordia: un codice del tutto nuovo ed impensabile, divino, è stato stabilito come legge del mondo al di sopra d' ogni altra precedentemente esistita.

Dovrebbe conseguirne, per noi credenti, un comportamento identico al Suo in ogni nostro rapporto col prossimo considerato nella sua totalità, dato che il volere di Dio dovrebbe esser superiore ad ogni altra legge, esserne lo statuto fondamentale valido per tutto il consorzio umano.

Perciò, scendendo alla morale singola ed interpersonale, lo Spirito di Dio, lo Spirito Santo, Amore tra il Padre ed il Figlio, "Essenza" della Trinità, dovrebbe regolare senza esclusioni ogni minimo e normale comportamento nostro.

Al di sopra d' ogni altro valore dovrebbe essere sempre dominante la Carità. Solo se si regolassero i rapporti nel rispetto di Essa si realizzerebbe la perfezione e concardia assoluta con Dio, restituendoGli il mondo intero nelle condizioni da Lui progettate all'atto della Creazione.

E' utopia? No: la si ritiene tale soltanto a causa dell' indurimento umano prodotto dalla influenza del maligno nelle anime.
Deve essere dunque un punto fermo e costante il pregare lo Spirito perché illumini le coscienze insegnando l' Amore.

Non deve mai venir meno la certezza del compimento totale della Redenzione e del ritorno a Dio di tutti gli uomini.

Portiamo anime a Cristo!

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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