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Sardegna

20 marzo 2011- 2a Domenica di Quaresima - anno A

"Soffri per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio" (da 2 Tim 1,8-10)

E ' come il "cum Crucifìxo condolere " da considerare comandamento base di ogni devozione cristiana che si fonda sull' amore a Cristo.
Il vangelo infatti ha la vera conclusione nella crocifissione e morte di Cristo, come sintesi assoluta di ogni suo contenuto, di ogni altra espressione.
La forza che Dio fornisce a chi si rende vittima con Cristo è dono del vangelo; ma Dio riconosce, gradisce e premia la generosità nel darsi senza misura per la causa della salvezza.
Il cristiano vero, autentico e completo, è colui che accetta ogni prova della vita come partecipazione alla sofferenza di Cristo Redentore; ne assorbe possibilmente in volontà ogni particolare, ogni momento, ogni episodio, applicando, in generale, ciascuno di essi ad una intenzione che rechi bene a chiunque abbia richiesto aiuto.
Dovrebbe però essere spontanea, nella preghiera e nei sacrifici da affrontare, la dedica "ai bisognosi", sconosciuti da noi ma non da Dio e da Dio amati oltremodo proprio in quanto tali. Agli " sconosciuti ", da aggiungere a tutte le altre intenzioni dirette a fatti o a persone note, in un silenzio parlante, non al Mondo che è totalmente sordo, ma chiaro a Dio, che tutto avverte, in un colloquio silenzioso e segreto a Lui estremamente gradito, non solo in quanto intimo, ma perché totalmente nostro.
La Croce è la sìntesi assoluta sia per il passato che per il futuro nostro, bisognosi entrambi del perdono; ed è la massima garanzia della Salvezza.
Se noi, in quanto credenti e dichiaratamente devoti, adoriamo realmente Cristo Crocifìsso, non dovremmo perciò limitare la nostra devozione alla preghiera, ma, seguendo il Suo esempio, associandola ad essa, accettare, desiderare e chiedere la nostra "porzione di croce", a Sua discrezione, a Sua scelta. La capacità di resistenza, di sopportazione, fino a goderne la certezza, ci saranno fornite in abbondanza, in rapporto e misura della nostra generosità che solo Dio, che "vede nel segreto dell' anima", conosce e valuta, santificandola e donandola misteriosamente a Suo totale piacimento.
Come Cristo si sentì interamente svuotato fino ad avvertire l' essere stato abbandonato, così chi si dona totalmente deve volersi affidare alla volontà di Dio Padre, affinchè diffonda lo Spirito Santo in tutti coloro cha hanno necessità di essere salvati: nell' assoluto silenzio dell' animo e col solo tutto il cuore aperto e donato nell' annullamento di sé.
Tale annullamento, per quanto avvertito e vissuto e sofferto, per fede sappiamo che verrà compensato e premiato sia qui in Terra che poi nella beatitudine; "per ora", tuttavia, è croce, è dolore, è morte al mondo.

Coroncina: "Signore, donami la sapienza della croce!"

Portiamo anime a Cristo!

Vita Operaia


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 


 



 

 

 

 

 

 

 


 

 


 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 



 

 

 

 

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

Sull'obbedienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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