"Soffri per
il vangelo, aiutato dalla forza di Dio"
(da 2 Tim 1,8-10)
E ' come il "cum Crucifìxo condolere " da
considerare comandamento base di ogni devozione cristiana che si fonda
sull' amore a Cristo.
Il vangelo infatti ha la vera conclusione nella crocifissione e morte
di Cristo, come sintesi assoluta di ogni suo contenuto, di ogni altra
espressione.
La forza che Dio fornisce a chi si rende vittima con Cristo è
dono del vangelo; ma Dio riconosce, gradisce e premia la generosità
nel darsi senza misura per la causa della salvezza.
Il cristiano vero, autentico e completo, è colui che accetta
ogni prova della vita come partecipazione alla sofferenza di Cristo
Redentore; ne assorbe possibilmente in volontà ogni particolare,
ogni momento, ogni episodio, applicando, in generale, ciascuno di essi
ad una intenzione che rechi bene a chiunque abbia richiesto aiuto.
Dovrebbe però essere spontanea, nella preghiera e nei sacrifici
da affrontare, la dedica "ai bisognosi", sconosciuti da noi
ma non da Dio e da Dio amati oltremodo proprio in quanto tali. Agli
" sconosciuti ", da aggiungere a tutte le altre intenzioni
dirette a fatti o a persone note, in un silenzio parlante, non al Mondo
che è totalmente sordo, ma chiaro a Dio, che tutto avverte, in
un colloquio silenzioso e segreto a Lui estremamente gradito, non solo
in quanto intimo, ma perché totalmente nostro.
La Croce è la sìntesi assoluta sia per il passato che
per il futuro nostro, bisognosi entrambi del perdono; ed è la
massima garanzia della Salvezza.
Se noi, in quanto credenti e dichiaratamente devoti, adoriamo realmente
Cristo Crocifìsso, non dovremmo perciò limitare la nostra
devozione alla preghiera, ma, seguendo il Suo esempio, associandola
ad essa, accettare, desiderare e chiedere la nostra "porzione di
croce", a Sua discrezione, a Sua scelta. La capacità di
resistenza, di sopportazione, fino a goderne la certezza, ci saranno
fornite in abbondanza, in rapporto e misura della nostra generosità
che solo Dio, che "vede nel segreto dell' anima", conosce
e valuta, santificandola e donandola misteriosamente a Suo totale piacimento.
Come Cristo si sentì interamente svuotato fino ad avvertire l'
essere stato abbandonato, così chi si dona totalmente deve volersi
affidare alla volontà di Dio Padre, affinchè diffonda
lo Spirito Santo in tutti coloro cha hanno necessità di essere
salvati: nell' assoluto silenzio dell' animo e col solo tutto il cuore
aperto e donato nell' annullamento di sé.
Tale annullamento, per quanto avvertito e vissuto e sofferto, per fede
sappiamo che verrà compensato e premiato sia qui in Terra che
poi nella beatitudine; "per ora", tuttavia, è croce,
è dolore, è morte al mondo.
Coroncina: "Signore, donami la sapienza della croce!"
Portiamo anime a Cristo!