"Lavorando
notte e giorno vi abbiamo annunciato il vangelo"
(da
1Tess 2, 7-9 13)
"Lavorando notte e giorno": come mai? Quale può essere
il significato di questa dichiarazione, tale da farla attinente alla
realtà? Leggiamola almeno come testimonianza della totalità
d' impegno che Paolo profondeva nel suo ministero apostolico, nello
svolgerlo "a tempo pieno".
Ci induce a fare il confronto col nostro e ci costringe a riconoscerne
i limiti e le carenze nell' impegno dedicato ed in metodi del tutto
inadeguati ed insufficienti, quando non opposti.
"Lavorare notte e giorno": che cosa può significare
nella vita pratica e quotidiana nostra? Innanzitutto il cercare di evitare
l' inutile, il dannoso, costituito dalla dispersione, fino a far sì
che anche il riposo sia goduto solo in funzione del rendimento nell'
operare.
Di che mai ci si chiederà conto al nostro presentarci al Giudice
divino? Del bene e del male da noi compiuto: del bene per un premio,
dal male per un castigo.
Perché E' il Dio fattosi uomo? Per insegnarci quel che è
bene e saper distinguerlo dal male, in quanto questo e' l' unico modo
per onorare il Volere di Dio alla cui obbedienza è legato per
Legge Unica della Natura il nostro esser creature degne della sola felicità
assicurataci eterna, onde essere in piena armonia col Creatore.
E' fondamento dell' intera e sola Realtà l' obbedienza a questa
Legge.
Il Vangelo ce l' ha trasmessa, ce la indica ed insegna e noi dobbiamo
sentire la necessità di ripetercela continuamente "notte
e giorno", fino a quando diverrà il nostro "secondo
pane", in realtà l' unico nostro vero alimento.
Gesù Eucaristia che viene a noi quotidianamente purché
noi Lo accogliamo ha voluto assumere questa funzione, quale continuazione
della Sua Opera svolta in Terra.
Con Lui in noi, nel cuore e nella mente non "dormiremo" mai
cadendo nel peccato ma saremo vigili e docili Suoi discepoli.
Coroncina: "Signore rendimi tuo vigile seguace! "
"Portiamo anime a Cristo!