Società Operaia
Vita Operaia
 
Simbolo
Spiritualità
Storia
Sedi
Documenti
Vita operaia
Collegamenti

Sardegna

3 aprile 2011- 3a Domenica di Quaresima - anno A

"Fratelli, un tempo eravate tenebra" (da Ef. 5,8-14)


Paolo ce lo ricorda benevolmente e perché noi non ci scoraggiamo non tanto nel non dimenticarlo mai quanto nell' essere costantemente decisi a non ricadervi più.

Il vero problema infatti sta nell' evitare le ricadute, i ritorni al passato, all' egocentrismo, alla presuntuosa autosufficienza.
Tutto il nostro essere e volere deve essere teso al progresso nel seguire la Volontà di Dio non solo quale ideale umano istitutivo, emblema della nostra consacrazione ad Essa, ma come vera ed unica forza propulsiva per l' anima nostra.

Anche se la misericordia di Dio ha cancellato ogni nostra colpa, sappiamo bene che esse difficilmente svaniscono nella nostra memoria. E' questo un fatto squisitamente umano, che deve rappresentare, nel profondo rammarico, una espressione d' amor di Dio, essenziale per la promessa fermamente rinnovata di non cader più in avvenire in nessun genere di colpa, facendoci da noi stessi "perfetti come il Padre Nostro", a Sua gloria.
La preghiera pre-eucatistica del "confìteor" deve esprimere e rispondere a questa precisa ed esclusiva esigenza.

Ricordo spesso, a me stesso prima d' altri, quella rivelazione di Sanit'Antonio abate, che chiese a Gesù cosa potesse dardi di sé, essendosi ormai privato di tutto per Lui; ebbe questa immediata risposta: "Antonio, dammi tutti i tuoi peccati: godo tantissimo nel perdonarli!".
Mai possiamo cancellare dalla mente e dal cuore, per cercare di purificarli al massimo, che quel che mantiene in vita non il nostro fragile corpo ma l' anima nostra destinata alla vita eterna, è l' Amore di Dio, che tutto vede perché già visto, che tutto sa perché da sempre noto, che proprio per tali motivi tutto perdona, come già perdonato.

Se "un tempo eravamo tenebra ", possiamo ben gioire nel sentirci immersi nella luce. Ciò è realtà e Dio se ne compiace, in quanto soddisfa i desideri che nutre nei nostri riguardi: è un santo gioire con Dio, non vi è dubbio. Ma allo stesso tempo dobbiamo aborrire ogni forma e genere di imperfezione, anche se umanissimamente ciò può considerarsi utopia: importante, in sostanza è il volerlo, iniziando dal non volere il contrario.
Sono tutti questi, elementi essenziali di vita.

La sostanza, che citiamo a conclusione, è sempre la medesima: fin dal primissimo momento della Creazione. Dio ha creato Tutto per la perfezione, ma ha posto all' apice di questo Tutto l' uomo, facendolo "a Sua immagine", regalandogli ed affidandogli il Creato, con la speranza-certezza che ne sarebbe diventato sempre più degno.


Coroncina: "Signore, che io veda!"

"Portiamo anime a Cristo!




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 


 



 

 

 

 

 

 

 


 

 


 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 



 

 

 

 

Torna alla prima pagina

 

Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.societaoperaia.org