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IL
GRANDE RUOLO SVOLTO DA LUIGI GEDDA
Da <<RINASCIMENTO
POPOLARE>>
anno XIII . n. 3 - lug-set. 2009 - rivista politico
culturale Organo ufficiale del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo
(C.I.S.S.)
Pubblichiamo l'ultimo articolo scritto
dal Direttore Responsabile della rivista, scritto pochi giorni prima
della sua scomparsa. E' una difesa appassionata dell'opera del Prof.
Luigi Gedda, un uomo con cui Filippo Gangere ha avuto la fortuna di
lavorare a lungo e a cui ha dato molto.
Di recente sono stato invitato ad assistere a un ciclo di conferenze
sul tema "Luigi Gedda nella storia del mondo cattolico
italiano del Novecento" presso la Domus Mariae a Roma.
Con me vi erano diversi vecchi amici, legati dallo stesso spirito di
fraterna amicizia con Gedda. Eravamo desiderosi di assistere a una rievocazione
obiettiva della sua reale esperienza storica nell'Azione Cattolica svolta
dal 1934 (quando fu nominato presidente della C.I.A.C. - Gioventù
Italiana di Azione Cattolica) fino al 1960, anno in cui fu sostituito
da Agostino Maltarello alla Presidenza Generale dell' A.C.I. - Azione
Cattolica Italiana. Ma con nostra grande sorpresa abbiamo invece dovuto
ascoltare maestri di storia a senso unico sui rapporti di Gedda con
Lazzati, La Pira, Carretto, Bachelet e con la corrente
di sinistra della Dc.
Ci siamo domandati se fosse logico ascoltare riferimenti a lettere
e appunti sui rapporti di Gedda con i suddetti personaggi, quando il
tema essenziale avrebbe dovuto riguardare l'opera svolta dal Prof. Gedda
nella storia del mondo cattolico italiano del 900. E' ovvio
che sarebbe stato più logico riferirsi a questa storia, dove
il capitolo della vita di Luigi Gedda occupa un posto che sarà
sempre più evidenziato nel tempo, quando la verità storiografica
prevarrà sulle "verità" ideologiche, genuflesse
alle ragioni partitiche in un panorama per molti aspetti frammentato,
in quanto persino fra gli storici si riscontrano diversità di
opinioni.
Bisogna risalire alla storia dell' A.C.I., agli anni '20 sino al 1934,
quando la Gioventù Cattolica era presieduta dal Prof.
lervolino, per capire che ci si trovava di fronte a un'opera
di apostolato fra i giovani in misura alquanto debole, perché
questi erano dominati dalla G.I.L. - Gioventù Italiana del Littorio.
Ci voleva quindi uno "scuotitore" del mondo giovanile cattolico.
Allora nel 1934 Pio XI chiamò il Prof. Luigi
Gedda alla direzione della Gioventù Cattolica fondata da Fani
e Acquaderni. Così iniziò un nuovo sviluppo
della G.I.A.C. con la suddivisione per età degli associati: Aspiranti,
Juniores, Seniores e quindi Uomini di Azione Cattolica.
Venne rinnovata l'Editrice A.V.E. e nel 1938 si aprì l'era del
settimanale per ragazzi "Il Vittorioso", con storie in vignette
illustrate da Caesar, Grilli, Jacovitti,
Graveri e tanti altri.
Durante la guerra 1940-45 Gedda creò il Centro Cattolico Cinematografico,
che tramite la "Orbis Film" realizzò il film "Pastor
Angelicus" sulla vita di Pio XII e altre pellicole sul tema "Guerra
alla Guerra" con attori e registi di grande valore, quali
Vittorio De Sica, Eduardo De Filippo e Roberto
Rossellini. Inoltre negli anni '40 creò il Centro Sportivo
Italiano, l'Associazione dei Medici Cattolici, il Comitato Civico e
l'Unione Internazionale degli Uomini Cattolici.
Negli anni '50 Gedda fece costruire due case per esercizi spirituali
a Casale Corte Cerro e a Paestum, due chiese a Roma (Gesù agonizzante
e San Leone Magno) e il Centro Mondo Migliore a Rocca di Papa. Infine
fondò i Circoli Mario Fani.
Pertanto nel corso del ciclo di conferenze si sarebbe dovuto
parlare della vera storia di Gedda: le sue presidenze nazionali nelle
varie Associazioni e il suo grande servizio reso alla Chiesa e alla
società civile con la realizzazione di opere indimenticabili
al di sopra di ogni polemica, anche nel mondo della Medicina e nell'apostolato
dei laici cattolici. Invece si tira fuori di continuo l'operazione
Sturzo per le elezioni amministrative di Roma nel 1953 e non si ricorda
che chi ha salvato l'Italia dal dominio comunista è stato soprattutto
Gedda attraverso i Comitati Civici nel 1948 e negli anni successivi
fino al 1980 a ogni campagna elettorale. Non è lecito
fare la storia del mondo cattolico rappresentando solo i rapporti con
i contestatori di un uomo dalla fede profonda, dotato di una grande
cultura medico-scientifica e profondamente rispettoso dell'Autorità
Pontificia nella Chiesa Universale.
Gli storici e gli uomini di fede che volessero raccontare l'opera del
Prof. Gedda nella storia del mondo cattolico italiano del 900 dovrebbero
leggere con attenzione il discorso dell'On. Prof. Giuseppe Vedovato
tenuto in un convegno su "La Storia di Luigi Gedda e la
società civile".
Egli, citando scritti dell'On. Giuseppe Saragat e del
Sen. Benedetto Croce, ricordò che questi autorevoli
personaggi si resero conto della forza del cattolicesimo italiano solo
quando gli uomini di Azione Cattolica si adunarono a Roma per festeggiare
il 25° anniversario di quella Unione fondata da Pio XI. Questa manifestazione,
organizzata dal Presidente Gedda, avvenne il 7 settembre 1947, sette
mesi prima del famoso voto del 18 aprile 1948. Alla folla dei "baschi
blu" - che gremiva Piazza San Pietro - il Papa disse: "Il
tempo della riflessione e dei progetti è finito; è l'ora
dell'azione, siete pronti ?.... I fronti contrarii nel campo religioso
e morale si vengono sempre più chiaramente delineando: è
l'ora della prova !".
In quel discorso di Vedovato si poteva anche leggere questa importante
affermazione:
"A chi notava che l'apporto della Chiesa è stato enfatizzato,
si può rispondere che questo apporto decisivo è stato
riconosciuto anche in sede laicista e, per di più, esiste un
contributo precedente non formalizzato ma fondamentale che consiste
nel lavoro silenzioso della Chiesa a difesa e sviluppo dell'Azione Cattolica
Italiana negli anni '20, '30 e '40, lavoro che rappresenta lo zoccolo
sul quale la DC ha potuto raccogliere intorno a sé un elettorato
ragguardevole".
Uno dei più alti servizi cristiani alla collettività
è stato quello delle testimonianze rese o promosse da Luigi Gedda
attraverso i "mass-media" e l'Ente dello Spettacolo da lui
presieduto, articolatesi in Centro Cinematografico, Teatrale e Televisivo.
Il ricostruire la coscienza nazionale dell'Italia sul cardine del cattolicesimo
è stato compito ben degno di assorbire i generosi propositi di
tutta una generazione. Gedda così sinteticamente li
annotava nel settembre 1992: "Ognuno di noi avverte indubbiamente
che le strutture sociali del passato sono consunte, abusate e incapaci
di consentire il progresso umano nel secolo ventesimo".
E conclude con un pensiero, che facciamo anche nostro: "Fortunati
coloro che dagli avvenimenti sanno ricavare una norma che non sia quella
dell'opportunismo e dell'inerzia, ma di un servizio migliore reso al
Vangelo nel suo compito di salvezza per il mondo moderno".
Pertanto sia dagli avversari politici e sia dalle somme autorità
religiose viene riconosciuto che la vocazione spirituale e apostolica
di Luigi Gedda ha contribuita alla formazione dell'uomo-cittadino.
Egli era convinto che tutto vale, ciò che esiste, ciò
che Dio ci chiede giorno per giorno. Ma la grandezza più vera,
quella su cui si misura tutto e che dà valore a tutto, è
quella interiore dello spirito dell'amore, quella che deriva dalla presenza
e dall'azione dello spirito di Dio. Dove questa presenza viene a mancare
o è rifiutata, rimane l'illusione o l'ipocrisia, e si prepara
il disastro, e l'amarezza delle rovine.
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Nella storia
del mondo cattolico
italiano
del Novecento la vita
di Luigi Gedda
occupa un posto
che sarà sempre
più evidenziato
nel tempo,
quando la verità
storiografica
prevarrà sulle
"verità" ideologiche,
genuflesse
alle ragioni partitiche
in un panorama
per molti aspetti
frammentato,
in quanto persino
fra gli storici
si riscontrano
diversità di opinioni.
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Nel 1934 Pio XI chiamò Gedda alla dirczione della Gioventù
Italiana di Azione Cattolica
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Negli anni '50 Gedda fece costruire due case
per esercizi spirituali a Casale Corte Cerro e a Paestum, due chiese
a Roma (Gesù agonizzante e San Leone Magno) e il Centro Mondo
Migliore a Rocca di Papa. Infine fondò i Circoli Mario Fani.
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Non è lecito fare la storia del mondo cattolico rappresentando
solo i rapporti con i contestatori di un uomo dalla fede profonda,
dotato di una grande cultura medico-scientifica e profondamente
rispettoso dell'Autorità Pontificia nella Chiesa Universale.
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Chi ha salvato l'Italia dal dominio comunista è stato soprattutto
Gedda attraverso i Comitati Civici nel 1948 e negli anni successivi
fino al 1980 a ogni campagna elettorale.
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"Fortunati coloro che dagli avvenimenti sanno ricavare una
norma che non sia quella dell'opportunismo e dell'inerzia, ma di
un servizio migliore reso al Vangelo nel suo compito di salvezza
per il mondo moderno". Luigi Gedda
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Gedda era convinto che tutto vale, ciò che esiste, ciò
che Dio ci chiede giorno per giorno. Ma la grandezza più
vera, quella su cui si misura tutto e che dà valore a rutto,
è quella ulteriore dello spirito dell'amore, quella che deriva
dalla presenza e dall'azione dello spirito di Dio. Dove questa presenza
viene a mancare o è rifiutata, rimane l'illusione o l'ipocrisia,
e si prepara il disastro e l'amarezza delle rovine.
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