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T O R I N O

Non mea voluntas sed tua fiat!

IN RICORDO DI CAMILLO PAGANONI

Ciao, Camillo, uomo buono e generoso, amico e fratello nel nostro cammino verso la patria eterna.

E' con dolore ma anche con gioia che ho saputo che ci hai lasciato qui in terra e sei entrato sorridente nella Casa del Padre. Quanta gente buona ti ha accolto lassù! Certamente l'abbraccio del Padre, prima di tutto, del nostro fratello Gesù e della nostra Mamma Celeste.

Gesù ti aspettava perchè sei stato un suo Operaio sempre pronto al lavoro e al compimento della Sua Volontà.
Il lavoro non ti faceva paura e l'hai affrontato con serenità e con gioia in tutte le situazioni della tua vita. La vita dell'uomo è di settanta anni, ottanta per i più robusti, dice il Salmista, e tu hai fatto parte di questa seconda categoria.
Robusto e vigoroso è stato il tuo fisico fino all'ultimo. Resistente alla fatica e anche al male che ti ha aggredito nei tuoi ultimi anni. Solo ti sei arreso quando hai capito che il Padre ti chiamava per l'ultimo sacrificio e tu non ti sei tirato indietro, onorando il nostro motto di Operai:"Non la mia, ma la tua Volontà sia fatta, Padre!".
Così con le mani piene delle tue buone opere, ti sei presentato alle porte del Paradiso e non hai avuto difficoltà a farti aprire.
Anzi ti hanno spalancato le porte tutti gli amici che ti attendevano: quelli italiani e quelli...africani. Sì, perchè tu ti sei fatto amici anche laggiù nella sperduta e calda Africa a Rwamagana, in Rwanda, e a Kikwit, in Congo.
Tanta gente curata con affetto dalla tua carità e dalla tua professione di medico oculista. Quanti hanno recuperato la vista per opera delle tue mani e perchè Gesù guidava e animava il tuo cuore generoso? A che cosa è servita la tua liquidazione dopo tanti anni di lavoro e di fatica? Ad alleviare le sofferenze di questa povera umanità doppiamente cieca, moralmente e materialmente.

Per tanti anni ho imparato ad averti amico generoso e silenzioso nella cara Società Operaia, tu come Operaio della prima ora, io come ultimo dell'ultima ora. Non poche volte ho apprezzato i tuoi saggi consigli e suggerimenti in questi ultimi dieci anni di cammino e ringrazio veramente il Signore per avermi donato un amico come te.
Certamente a me si uniscono tanti altri che magari non conosco, ma che ti hanno conosciuto e ti portano nel cuore.

Grazie per tutto quello che hai fatto per la nostra Associazione e per l'esempio che ci hai dato camminando sempre verso il Signore, soprattutto quando più dura era la salita e più numerose le difficoltà.

Arrivederci, Camillo.

Con affetto fraterno, sempre nel Signore Gesù sofferente e gioiosamente risorto.

Marcello

Pianezza, 6 Agosto 2010 – Festa della Trasfigurazione di Gesù

 

 

 

 


 



 





 

 

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