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LUIGI GEDDA SEI ANNI DOPO

Lo scorso 26 settembre si sono compiuti sei anni dalla morte di Luigi Gedda.
Aveva novantotto anni quando morì il 26 settembre del 2000, mentre volgeva al termine l’indimenticabile Grande Giubileo e parlarne a distanza di sei anni dalla morte può suscitare qualche perplessità la prima delle quali riguarda proprio l’oblio del nome.
Chi è quest’ uomo del quale ora si vuole parlare? Vi sono innumerevoli motivi per ricordare oggi e portare avanti nel tempo il nome di Luigi Gedda, ma qui di seguito non potrò che indicarne qualcuno e alla fine ne troverò uno che ci riguarda molto da vicino.

Gedda fu un cattolico interamente al servizio della Chiesa nell’Azione Cattolica Italiana, fino alla Presidenza Generale, negli anni tra il 1934 e il 1959.
Venticinque anni guidando l’Azione Cattolica voluta allora, come oggi, dalla Chiesa. Non un movimento ecclesiale, ma Chiesa.
Da cittadino fu strenuo difensore delle libertà civili e guida della più grande, la vera, unica battaglia civile che sia stata combattuta in Italia.
Fondando e guidando i Comitati Civici orientò gli elettori italiani nel 1948 sulla scelta tra libertà e negazione della libertà.
Oggi, dopo cinquantotto anni da quello storico 18 aprile del 1948, la libertà, la nostra libertà civile e religiosa ha il suo fondamento in quella scelta guidata sul piano civile da Luigi Gedda.
Molte sono le opere che ancora ci parlano di Luigi Gedda: il Centro Sportivo Italiano, la casa editrice AVE, lo straordinario Istituto Mendel per la ricerca nel campo della genetica medica, ed altre ancora, ma la vera eredità spirituale che viene da Luigi Gedda è la SOCIETA' OPERAIA per vivere la spiritualità getsemanica.
Essere vicini a Gesù nel momento in cui si consegna alla volontà del Padre. "…non sia fatta la mia ma la Tua Volontà ."(Lc 22.42)

Possiamo seguire Gedda lungo i tanti percorsi della sua vita ma la linea principale che ci porta a lui è la sua spiritualità getsemanica intesa come modo di vivere il Vangelo. Tutto.
Spiritualità alimentata da preghiera che tante volte ho condiviso con lui durante gli incontri del giovedì sera dedicati alla meditazione di Gesù nell’Orto degli Ulivi.
E ancora pregando l’abbiamo ricordato nella ricorrenza della sua morte con la messa in memoria celebrata dal Card. Fiorenzo Angelini nella cappella privata della sua residenza in via della Conciliazione in Roma.
Il Cardinale, con intense parole ha ricordato la vita di Luigi Gedda definendola una vita “ martirizzata”; << un’anima che ha sofferto moltissimo>> ha continuato il Cardinale <<e che qui, in questa cappella ha pianto>>.
Bastano poche parole o poche righe per incontrare Luigi Gedda ? Certamente no, ci vorrebbe ben altro.
In estrema sintesi ho potuto solo accennare alle molteplici attività della sua lunga vita.
Vorrei ora prelevare dalla sua vita la sua spiritualità getsemanica per farla nostra. Per vivere come lui il Vangelo. Tutto.
E' un tempo, questo che viviamo, tra i tanti tempi della storia, in cui Gesù agonizzante non deve essere lasciato solo nell'Orto degli Ulivi. Penso che questo possa essere il modo più efficace per sottrarre all’oblio il nome di Luigi Gedda.

Antonio Cerino

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