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dal Presidente di S.O. - gennaio 2008
A) Identità del Laico
1.-) Il
Laico è l'essere che partecipa - in modo unico, sussistente,
irripetibile, intrasferibile a terzi - della comune natura umana essendo,
quindi, persona. Infatti la "comunità" è la
comune natura umana incarnata dall'insieme delle persone in ogni momento
storico ("Unitas conveniens pluribus dìcitur communitas"
J.Gredt, Elementa philosophiae, Herder 123.1)
Tale "partecipazione" ci è rivelata dal Genesi "Facciamo
l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza" (1,26). Tommaso
d'Aquino, nell'analizzare tale rivelazione, spiega : "(...) per
immagine si vuoi significare una realtà <intelletuale, dotata
di libero arbitrio e sostanzialmente capace di dominio dei propri atti>
; dopo quanto abbiamo detto in precedenza dell'Esemplare, cioè
di Dio, e delle realtà che sono procedute dalla divina potestà
secondo la Sua volontà, ci rimane da considerare la Sua immagine,
cioè l'uomo, secondo che egli stesso è principio delle
proprie opere, quasi avente libero arbitrio e dominio delle proprie
opere" (S.Th. Prologo alla I,IIae)
Dunque l'essere umano è una unità reale complessa, la
più complessa "quasi anello di congiunzione tra le realtà
subumane o cosmiche e le realtà sovranaturali" come
insegna l'Aquinate, dall'agire interiore intenso e molteplice, dall'operare
estermo multiforme e creativo: nell'unità familiare, nella convivenza
civile, nella comunione ecclesiale, nell'ambiente naturale, perché
tale è la sua natura, come voluta dal Creatore.
Sempre S. Tommaso spiega che la parola "natura" significa
la "sostanza" considerata dal punto di vista dinamico. Dunque
la persona è sostanzialmente un essere dinamico, dotato delle
due facoltà che qualificano l'umano dell'uomo, ossia il pensare
e il volere.
E tale dinamica - dal concepimento alla morte - è attivo/recettiva:
da dentro di me a fuori da me e, all'inverso, dalla realtà oggettiva
posta fuori da me, dentro me. Agire interiore, quindi, che implica l'operare
esterno a responsabilità personale.
Per concludere rileviamo di conseguenza che la dinamica della persona,
oltre che per esprimere e sviluppare la propria natura personale, è
per un fine, anzi per un ordine di fini a partire da un fine ultimo
traente, e grazie ad un principio, anzi ad un ordine di principi, a
partire dal primo principio indicativo. Ordine dei fini e ordine dei
principi grazie ai quali ogni persona nell'insieme delle persone,
costruisce la storia in positivo o in negativo. E l'insieme delle persone
- nel loro essere dinamico, nel loro agire e nel loro operare - è
il popolo, ossia l'insieme dei Laici.
2.-) Noi conosciamo, alla
luce delle nostre sofferte esperienze personali, le nostre inadeguatezze
rispetto a tale compito. Dunque Gesù è il Creatore che
si fa, in Cristo, creatura per riportare le creature al Progetto della
Creazione. Gesù assume su di sé la comune natura umana
per offrire ad ogni uomo che lo voglia, la Grazia del Suo Spirito che
rende "idonea ogni persona, che lo voglia, a riproporsi, ogni giorno,
in dialogo con il Padre che la chiama" (§15 IL per il Sinodo
mondiale concernente il Laicato)
3.-) Chiariamo altresì
il significato di "laicità". L'Aquinate spiega
che gli atti umani ricevono la specie dall'oggetto cui sono correlati
(S.Th.I,IIae Q18). Ciascuno di noi è "laico"
nella misura in cui sintonizza in modo corretto il proprio
intelletto ed in modo giusto il proprio volere, nonché
il proprio operare, rispetto l'oggetto e la diversità
degli oggetti diversifica gli atti. Contestualmente, come
già accennato sopra, ciascuno di noi deve (come "dover essere"
del proprio essere) rapportare globalmente e sistematicamente
il proprio agire ed il proprio operare all'ordine dei fini, o ordine
delle perfezioni e all'ordine dei principi, grazie all'unità
del proprio essere personale.
Questo permette,inoltre, di "pensare e volere" "ex
parte obiecti" e non solo "ex parte subiecti"
, come, malauguratamente, capita troppo spesso e non solo da parte delle
singole persone, ma altresì da parte delle singole Aggregazioni.
B) Cosa deve fare il Laico
Deve "vivere la vita" ("Io sono la via, la verità,
la vita" Gv. 14.4, ma tutto il NT è il Vangelo della
vita), deve "costruire in positivo la storia". "Mia
madre ed i miei fratelli sono coloro che la Parola di Dio ascoltano
e ad essa danno forma (storica)" (Le. 8,20).
Quando Gesù sostiene che "II sabato è fatto per
l'uomo e non l'uomo per il sabato" (Mc.2,27) o laddove Matteo
dichiara "Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia (...)
che operarlo per costruire la pace (...) i perseguitati per la giustizia
(...)" (Mt.5,3/12) il Cap. che finisce con l'esortazione "siate
dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste"
o il Cap. VI di Luca che esorta a "non giudicare il prossimo"
o le affermazioni contenute nel Canto di Maria "Ha rovesciato
dal trono i potenti ed elevato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati
e rimandato i ricchi a mani vuote (...) (Lc. 1,52/53) per non continuare
oltre, sono espressioni del NT le quali confermano che il Laico opera
la vita nella realtà per costruire in positivo la storia.
Il nostro compito di Laici è, nell'attuale fase storica, progettare
e costruire la "civiltà nuova" come indicato subito
all'inizio dell'Instrumentum laboris predisposto dalla S.Sede
per il Sinodo sull'Europa svolto recentemente.
Gli ordini strutturali della vita propriamente umana e, quindi, della
civiltà si configurano nelle dinamiche proprie della persona
umana: persona e unità familiare, persona e convivenza civile,
persona e Trinità, persona e ambiente naturale. In particolare
per quanto riguarda la convivenza civile - in quanto risultante dall'operare
delle persone nel loro insieme e, al tempo stesso, complesso di strutture
al servizio della persona - deve venir considerata in modo corrispondente
alle costanti operative umane: culturali, sociali, economiche, politiche,
giuridiche, delle necessità primarie. Che sono le categorie
logiche utilizzate per la Gaudium et Spes.
Risulta perciò evidente che l'operare delle persone nel loro
insieme è volto a costruire il processo di sviluppo storico (ossia
personale e comune) alla pienezza o perfezione. E per progettare e costruire
la "civiltà nuova" tutti noi dobbiamo concorrervi
secondo questi criteri di massima.
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Testo schematico della riflessione svolta alla Consulta Nazionale
Aggregazioni Laicali sulla
Chiamata e Missione dei Laici nella Chiesa
e nel Mondo
di Giulio Alfano
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Operaia"
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