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Testimoni di Vita Operaia

Gino Pistoni nacque a Ivrea, il 25 febbraio 1924, da Dante e Maria Ferrando che lo fecero crescere in una famiglia cristiana offrendogli esempi di onestà, sacrificio e generosa donazione di sé.
A cinque anni inizia la scuola elementare presso l'Opera Pia Morena gestita dalle Suore dell'Immacolata di Ivrea.
Dopo le elementari fu iscritto al Collegio "G. Morgando" di Cuorgné dei Salesiani e vi frequentò le prime tre classi del ginnasio.
Dal 1937 al 1942 continuò e terminò i suoi studi al "Collegio San Giuseppe" di Torino, retto dai Fratelli delle Scuole Cristiane che lo aiutarono a crescere come cristiano e come cittadino, negli anni difficili della sua adolescenza e della affermazione dello stato totalitario.

Nell'autunno del 1942 entrò a far parte dell'Azione Cattolica con un incarico tecnico presso il centro diocesano, a stretto contatto con i dirigenti e l'assistente diocesano.
In poco tempo l'impegno di Gino si moltipllcò e tutti furono colpiti dalla sua testimonianza di fede, di preghiera e di impegno apostolico.

Giovane pieno di vita, dotato di un fisico atletico, praticò con successo il calcio, il basket, lo sci e l'alpinismo; partecipando all'Azione Cattolica, Gino continuò la sua vita di sportivo e aumentò, con il suo carattere sereno, lo spirito, la gioia e l'allegria del gruppo.
Prese sul serio i suoi impegni e rese una preziosa testimonianza in tutti gli ambienti che frequentava.

Il suo impegno nell Azione Cattolica lo portò ad entrare nel Movimento "Società Operia", fondato da L. Gedda nel 1942, che si proponeva di raccogliere quanti volevano vivere nel mondo una vita di totale consacrazione, partecipando all'opera di Cristo Redentore.

Nel 1 944 Gino ricevette la cartolina precetto per entrare nell'esercito della Repubblica di Salò, e fu destinato ad una caserma della città come contabile. Anche in questo ambiente testimoniò senza compromessi la sua fede.
Un commilitone lo ricorda perché, in caserma aveva il coraggio di inginocchiarsi per pregare, tutte le sere.
All'inizio dell'estate fu tra gli organizzatori di un'assalto partigiano alla caserma da cui potè "essere prelevato" senza conseguenze per i suoi. Dopo appena un mese di vita partigiana il 25 luglio 1944, offrì la vita sulle montagne di Gressoney.

Gino Pistoni morì nella sua prima azione partigiana, il 25 luglio 1944, durante un'operazione che mirava a liberare una parte della Valle d'Aosta.
Disceso dal suo riparo con alcuni compagni, per soccorrere nemici feriti, fu sorpreso dall'arrivo di una colonna di nazifascisti, che prese a colpire le postazioni partigiane con i mortai e l'artiglieria pesante, costringendo il suo gruppo al ripiegamento.
Una scheggia di un proiettile di mortaio lo raggiunge e gli recise l'arteria femorale.
Mentre i suoi compagni si mettevano in salvo, ritirandosi più in alto, Gino morì dissanguato.
Più tardi ritrovarono accanto al suo cadavere, fuori dallo zaino, l'Ufficio della Madonna e il sacchetto del pane, su cui aveva scritto, con il dito intinto nel sangue: «Offro mia vita x A. C. Italia W Cristo Re».

<<Il mio cuore oggi eleva a Te, o Signore,
un inno di lode e di ringraziamento
per le molteplici e sublimi grazie che
visibilmente mi hai elargito
in abbondanza in questi ultimi anni.
Ti ringrazio di avermi chiamato,
due anni fa,a far parte dell’Azione Cattolica,
e di aver dato alla mia vita,
prima d'allora veramente vuota,
uno scopo che la rendesse degna di essere vissuta….
Ti chiedo la grazia di dividere con Te
le sofferenze del Getsemani;
accettale benigno e dammi la forza dì sopportarle in espiazione
dei peccati miei e dell'umanità intera.
Concedimi inoltre la grazia necessaria
per vivere una vita interamente
e profondamente cristiana
tutta dedita al Tuo servizio
e alla salvezza delle anime. Amen»

Preghiera scritta da Gino Pistoni in occasione del suo ingresso nella Società Operaia

 

 

 

 

 

 


 


La diocesi di Ivrea ha iniziato il processo di canonizzazione di Gino Pistoni
Ricordi, testimonianze, segnalazioni, richieste di
informazioni e di materiale divulgativo
possane essere inoltrate alla

Curia Diocesana
Pzza Castello, 3
10015 - IVREA (To)
tei 0125 • 641138

 

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Lettera Bergamo 12-09-2008

 

 

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