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Scritti di Luigi Gedda

11 - parte I

IL R.O.S.A.

Se il carisma di Mary fu quello di conquistare il suo interlocutore con la dolcezza dello sguardo, della voce, della comprensione e del tratto, l'uso più raffinato di questo dono veniva riservato a quelli che, come lei, erano ammalati.
Al punto che essa stessa si accorse del bisogno che i malati hanno di ricevere questo aiuto e pensò di fondare nella Società Operaia un reparto speciale riservato non solo agli «operai» ma a tutte le persone ammalate che potevano giovarsi di un colloquio spirituale alle quali mandò dal 1978 in poi, saltuariamente, ma con frequenza, delle lettere circolari.
A questo reparto da lei ideato Mary diede il nome di Reparto Operaio Spirituale Ammalati, che di solito abbreviava con la sigla R.O.S.A., chiamando «rose» i suoi ammalati.
La collezione delle lettere-circolari scritte da Mary nello spaziodi sei anni sono una fonte preziosa per conoscere le vibrazioni del suo spirito come «operaia» e come malata, e per questo ne riporto qualche saggio.
Nella prima lettera (del 2 marzo 1978) Mary riferisce quasi integralmente il magnifico discorso del papa agli ammalati durante l'anno santo e soggiunge «è questa parola del Santo Padre che ripeto a ciascuno di voi, carissimi, come augurio per la Santa Pasqua».
Il riferimento alla parola autorevole del pontefice continua ad essere la colonna portante del suo colloquio epistolare sollecitata dal pensiero che il regnante pontefice rivolge sempre ai malati e anche dalla posizione preferenziale riservata a essi nelle udienze pubbliche, come Mary poteva vedere, sul video di Teleradiosole, nel cortile di Castelgandolfo.
La teologia del dolore attinta a questa fonte accompagna le sue espressioni affettuose, la partecipazione delle sue esperienze di malata, le notizie di cronaca riguardanti la Società Operaia e le intenzioni che essa suggerisce perché la malattia di ciascuno abbia una finalità soprannaturale, ecclesiale.
Nella lettera di Natale 1978 Mary riporta il saluto che Giovanni Paolo II rivolge ai malati nell'udienza del 13 dicembre e aggiunge: «Per ogni membro del R.O.S.A. è di grande conforto questo continuo pensiero del Papa per chi è ammalato, per chi in ogni modo soffre».
Nel maggio successivo, parlando a un gruppo di infermi e di non vedenti ai piedi della Grotta di Lourdes nei giardini vaticani, il Papa disse: «Grazie per la vostra presenza che si può considerare quasi presenza sacramentale del Cristo. Sì, voi siete nella vostra carne ferita e dolorante, l'espressione di Cristo Crocifisso e come il prolungamento della sua passione». Mary riporta queste e le altre parole nella lettera del 22 giugno 1979 e scrive: «Non ho nulla da aggiungere se non di invitarvi ad accogliere quanto il Papa vi dice».
Nella lettera che scrive ai suoi malati dal Getsemani di Casale Corte Cerro nel settembre di quell'anno, Mary echeggia le parole del Papa del 22 agosto: «Voi carissimi infermi, lo sapete, avete un posto privilegiato nel cuore del Papa» e così nella lettera d'Ognissanti riporta le parole che il Papa rivolge ai malati nella visita al santuario di Pompei fra le quali: «Gesù, pur chinandosi sui malati e sui sofferenti per guarirli e consolarli, non ha soppresso la sofferenza stessa, ma ha voluto sottoporsi a tutto il dolore umano possibile, quello morale e quello fisico, nella sua passione sino all'agonia morale nel Getsemani». E Mary commenta: «sarebbe sciupare i meravigliosi insegnamenti del Papa, aggiungere altro» e indica come intenzioni per l'offerta delle loro sofferenze: «quelle del Papa».
In occasione della visita che il 23 dicembre 1979 Giovanni Paolo II fece agli ammalati dell'ospedale di Santo Spirito in Roma disse loro: «Voi conoscete la mia predilezione per tutti coloro che soffrono ed è un atteggiamento che risponde al dovere fondamentale e primario di chi, succedendo a Pietro, ha la formidabile qualifica di Vicario di Cristo. Come potrei fare io le veci di Cristo, se dimenticassi la sua costante preoccupazione per gli infermi?». Mary riportando per esteso questo importante discorso sembra paragonare il papa all'angelo consolatorc di Gesù nel Getsemani perché inserisce una preghiera a questo angelo, non firmata, che io suppongo composta da lei stessa. Eccola:
«Io ti saluto, o Santo Angelo Consolatorc del mio Gesù Agonizzante e lodo con te la SS. Trinità per averti scelto, fra tutti, a consolare e fortificare Colui che è la consolazione e la forza di tutti gli afflitti. Ti supplico, per questo onore che hai avuto e per l'obbedienza, l'umiltà e l'affetto con cui hai soccorso la Santa Umanità del mio Salvatore Gesù, che soccombeva per il dolore alla vista delle mie colpe, degnati consolarmi nell'afflizione che ora mi opprime e in tutte le altre che potranno sopravvenirmi in seguito e particolarmente quando mi troverò nell'agonia. Amen».
Fra le parole più toccanti pronunciate da Giovanni Paolo II sulla teologia del dolore vi sono certamente quelle diffuse per radio dal Policlinico Gemelli il 24 maggio 1981 dopo il grave attentato subito in Piazza San Pietro: «Desidero oggi rivolgermi in modo particolare a tutti gli ammalati, esprimendo ad essi, io, infermo come loro, una parola di conforto e di speranza. Quando, all'indomani della mia elezione alla Cattedra di Pietro, venni per una visita al Policlinico Gemelli, dissi di voler appoggiare il mio ministero papale soprattutto su quelli che soffrono. La Provvidenza ha disposto che al Policlinico Gemelli ritornassi da malato. Riaffermo ora la medesima convinzione di allora: la sofferenza, accettata in unione con Gristo sofferente, ha una sua efficacia impareggiabile per l'attuazione del disegno divino della salvezza».
Riportando queste parole lapidarie e integralmente anche quelle successive, Mary ha certamente pensato che esse rivelavano a lei e ai suoi malati un aspetto nuovo della sofferenza, quello di sostenere il Papa nel suo immane compito di condurre la Chiesa in salvo attraverso le mareggiate del nostro tempo. Il florilegio di Mary nel raccogliere le parole del papa ai malati riguarda anche il Messaggio per la Quaresima, per la visita all'ospedale dei Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina (5 aprile 1981) e alla casa di cura Villa Betania (22 dicembre 1982).
Mary esulta quando viene a sapere che Mons. Luigi Novarese, un sacerdote romano che dedicò ai malati gran parte della sua vita, aveva pubblicato il libro La sofferenza nel magistero di Giovanni Paolo II (1978-1982) e così lo presenta nella sua lettera del settembre-ottobre 1983: «È uscito un libro che dovrebbe essere il "Vademecum", cioè il compagno di ogni "rosa"» e si premura di ottenere dai Volontari della Sofferenza, che ne sono gli editori, uno sconto per i suoi ammalati.
La teologia del dolore attinta alla parola del Pontefice e attraverso questa alla suprema fonte del Salvatore, viene ritrovata da Mary nelle parole dei santi. Riporto alcune delle sue molte citazioni per dimostrare come fossero scelte con estrema cura.
Nella lettera-circolare luglio-agosto 1983, da santa Teresina del Bambino Gesù: «Senza amore non si vive, senza sofferenza non si ama», e da san Giovanni Bosco: «Le anime si istruiscono con la parola, ma si salvano con la sofferenza... Non è la sofferenza che santifica, ma la pazienza nel sopportare pazientemente la sofferenza».
Nella lettera-circolare di novembre-dicembre 1983, da san Giuseppe Benedetto Cottolengo: «Siamo sempre allegri nel Signore. Egli pensa a noi più di quanto noi pensiamo a lui»; dalla serva di Dio suor Faustina Kowalska nella lettera-circolare di maggio-giugno 1983 riporta alcune parole che Gesù le disse: «Nel giardino degli Ulivi le anime tiepide mi ispirarono la più grande avversione [...] per loro l'ultima tavola di salvezza è il ricorso alla mia Misericordia».
Dal servo di Dio padre Mariano da Torino nella lettera circolare luglio-agosto 1984: «Di tutte le penitenze, la migliore è fare ogni giorno la volontà divina anziché la nostra, malgrado le nostre ripugnanze, noie, stanchezze. Dove non posso giungere con l'eroismo, voglio giungervi con l'umiltà».

11 - Parte II



 

 





































 

 

 

 

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Edizioni A.V.E 1987

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INDICE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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