|
|
5 - parte II
TORINO CAMPIDOGLIO
A Casale Corte Cerro il lavoro apostolico
di Mary fu più facilmente e immediatamente innestato nella struttura
della Gioventù Femminile di Azione Cattolica raccogliendo sorelle
e parenti dei soci del locale Circolo della Gioventù Cattolica
Maschile fondato nel 1917 nella frazione Caffaronio presso il viceparroco
don Giuseppe Zerboni. Quando il circolo cambiò nome chiamandosi,
secondo il modello ambrosiano, Unione Giovani e si trasferì con
la venuta dell'arciprete don Pietro Belloni nella casa parrocchiale,
allora sorse anche il circolo della Gioventù Femminile che aveva
sede presso le Suore Giuseppine che gestivano l'asilo infantile.
Anche qui la Mary non aveva una carica organizzativa definita ma era
l'anima del Circolo e continuava a esserlo, per corrispondenza, anche
quando si trovava a Torino.
I -'apostolato che Mary andava sviluppando in luoghi diversi e nelle
varie forme a cui si è accennato era la parte di cui aveva l'iniziativa
e il controllo.
Le visite, le telefonate, la correzione di bozze di stampa, le commissioni
varie a cui era sottoposta non si potevano contare, né si possono
adeguatamente riferire. Un profilo di Mary tracciato dal professore
Paolo Brezzi dell'università di Roma, che allora collaborava
con me nella GIAC di Torino, può darcene un'idea:
I miei ricordi della compianta e indimenticabile Mary Gedda risalgono
a tempi ormai assai lontani ma sempre vivi nella memoria; essi possono
agevolmente essere distinti in due differenti momenti della mia vita:
quello torinese e quello romano.
II primo concerne gli anni 1931-1938 e corrisponde a uno dei periodi
«eroici» dell'Azione Cattolica giovanile allorquando dopo
la chiusura dei circoli e subito dopo la loro riapertura con un altro
nome (associazioni) e nuovi ordinamenti, la Gioventù Cattolica
torinese ebbe per presidente diocesano prima Luigi Gedda e poi trasferendosi
egli a Roma per assumere più alte responsabilità il
sottoscritto che, coadiuvato da un bel gruppo di valorissimi amici,
cercò di proseguire le innovazioni di finalità e di
metodo introdotte da poco in quell'organizzazione.
La famiglia Gedda abitava in Via Musine 5, a poca distanza dalla mia
residenza (Via Giacomo Medici) - vivevo con mia madre presso mia sorella
sposata - quindi le occasioni per avere contatti erano abbastanza
frequenti, anche fuori delle relazioni di ufficio.
Mary era già allora la solerte e riservatissima segretaria
di Luigi e coadiuvatrice di tutti noi in tante incombenze pratiche,
con una dedizione assoluta al fratello e con una grande comprensione
per la nostra vivacità e invadenza (avevamo tutti pressapoco
venticinque anni!). Io ebbi anche la fortuna di trascorrere una breve
permanenza a Casale Corte Cerro (Novara, presso il Lago d'Orta), ove
la famiglia Gedda passava le vacanze, né mancò anche
l'occasione per qualche scambio d'informazioni, diciamo così
accademiche, con Mary data la mia specializzazione di studio in storia
e la preparazione, da parte sua, della tesi di laurea in storia del
Risorgimento italiano.
Dopo il mio trasferimento a Roma per ragioni professionali, dato che
anche la famiglia Gedda risiedeva ormai in questa città, la
frequentazione con Luigi e Mary si verificò per un altro motivo,
la gestazione e poi la redazione della rivista Tabor, di cui ella
era l'umile e silenziosa, come sempre, ma ognora la efficientissima
e vigile segretaria pronta sia a sollecitare l'invio di un articolo,
sia a comprendere alcune critiche (magari fuori luogo) mosse alla
pubblicazione da qualche troppo focoso collaboratore.
Del periodo nel quale Mary fu vicedirettore di Tabor ci occuperemo
diffusamente in seguito.
Capitolo
6 - Roma <<La Navicella>>
|
******
Edizioni A.V.E 1987
******
|
INDICE
Per tornare a "Spiritualitą"
|