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MARY
<<OPERAIA>> DI CRISTO
Della SOF rimane un ricordo nella Via
Crucis che la Società Operaia ha eretto nel parco del monastero
dei Santi Giovanni e Paolo. Lo scultore Peppe Romano, a livello della
stazione che ricorda l'incontro di Gesù con la Veronica modellò
nel bronzo la sigla della Società Operaia Femminile.
L'inaugurazione di questa Via Crucis avvenne con la partecipazione di
Mary nel 1982.
Ancora, deve essere rilevato l'interessamento di Mary per la causa di
beatificazione dell'ingegnere Alberto Marvelli. Riporto quanto ne scrisse
padre Paolo Todaro passionista e padre spirituale della Società
Operaia:
Ricordo il suo gaudio, pacato e sereno, nei successi dell'apostolato
nella parrocchia della Navicella in sintonia con i programmi del Parroco,
Mons. Mario Di Sora; la festosa letizia che sapeva suscitare tra i
non vedenti negli incontri mensili da lei programmati; la sua vera
gioia nell'aiutare a definire e poi eseguire la vocazione in clausura,
tra le carmelitane della Nocetta, della sig.na Paola, sua collaboratrice
domestica. La Mary era per me, sacerdote e religioso, una «struttura
univoca con Cristo Gesù». In casa o in clinica, nei luoghi
di cura o nei Gets-mani, in condizioni anche tormentose del suo male,
nulla rallentava il suo lavoro: il suo era un «essere, vivere
e agire ovunque e sempre come vera Operaia di Cristo, senza spazi
di nullità». Questo spiega la serenità del suo
essere, la concretezza del suo agire. Solo chi la visitava con una
certa frequenza, si poteva render conto dell'assiduo lavoro e della
vasta rete di apostolato che la cara Mary svolgeva nel silenzio del
suo ambiente. Fu lei che mi parlò del pensiero di Luigi di
far introdurre la causa di beatificazione dell'"operaio"
Alberto Marvelli e con lei io stesso programmai i preliminari perché
la Postulazione Generale della mia Congregazione (Passionisti) ne
assumesse l'incarico. Tutto il mio lavoro di coordinamento tra Luigi,
il mio Padre Generale e il Postulatore P. Federico Menegazzo, passò
per le mani della Mary; al felice esito di questo programma, la Mary
ne fu entusiasta. Se oggi la Chiesa onora già l'Operaio Marvelli
come venerabile, sono state infatti riconosciute le sue eroiche virtù,
all'inizio di questo cammino sarà sempre presente l'azione
silenziosa ma efficace di chi sa, come la Mary, che il silenzio e
l'umiltà nulla toglie all'agire.
Alcuni mesi prima che ci lasciasse, celebrai la santa messa nella
camera attigua alla sua: rivisse allora nella mia mente l'altra santa
messa celebrata, tanti anni addietro, nelle catacombe di S. Callisto
durante la quale Mary, con altre poche persone, recitò il Simbolo
per consacrarsi come prima Operaia della SO. Una vocazione e consacrazione
iniziate ufficialmente in ambienti di martiri e vissute nel fedele
stile dei martiri: in quei momenti celebrativi la cara Mary era per
me membro dell'Unico Corpo in offerta al Padre nel Sacrificio di redenzione.
Rimarrà quindi sempre per me una indimenticabile sorella di
intercessione e di mediazione presso la bontà del Signore.
Quando poi, all'inizio degli anni sessanta ebbe luogo il mio matrimonio
con Linda, il comportamento di Mary che passava la direzione della casa
a mia moglie fu edificante.
Lo sforzo durato così a lungo per vigilare il focolare domestico
con il dovuto amore e rispetto per la seconda moglie di nostro padre,
affrontando le vicende, a volte turbinose, della mia vita organizzativa
e universitaria, veniva ora alleggerito e il lavoro di Mary per la Società
Operaia, per la parrocchia e per il prossimo, aveva modo di espandersi
e di radicarsi. La sua salute, sempre più cagionevole, poteva
giovarsene. Non per questo, però, ma per la nobiltà del
suo animo, l'accoglienza che Mary fece a Linda e l'apertura del cuore
e della mente verso di lei, segnò un trionfale capitolo della
sua vita intcriore che rifulse nella nostra famiglia come uno specchio
al quale, ancor più di prima, abbiamo confrontato e modulato
i nostri sentimenti e il nostro agire.
L' anellino di perle che Linda donò a Mary in quel giorno aveva
un intimo significato che Mary apprezzò con reciprocità
di affetto.
Agli anni sessanta appartiene un documento che ho rintracciato nelle
carte di Mary e che riporto perché oltre alla sua importanza
per essere firmato da S. E. monsignor Angelo dell'Acqua, sostituto alla
Segreteria di Stato di Giovanni XXIII, dimostra l'attenzione con la
quale mia sorella seguiva gli avvenimenti dei personaggi della Chiesa
e tanto più se legati a quella zona del Lago Maggiore che lei
ben conosceva. Infatti il futuro cardinale e vicario di Sua Santità
per la diocesi di Roma era nativo di Sesto Calende.
SEGRETERIA DI STATO
DI SUA SANTITÀ
Gent.ma Sig.na,
mi reco a premura di dare riscontro alla stimata del 9 corr. mese,
con la quale Ella, con nobili espressioni avvalorate da fervorose
preghiere, augura alla mia cara mamma un pronto ristabilimento in
salute.
Mentre la ringrazio di cuore per questo suo gesto di fine delicatezza,
ben volentieri formulo per Lei i migliori voti di ogni bene.
Mi torna, infine, particolarmente gradito assicurarLa del mio quotidiano
ricordo nella santa messa.
Profitto dell'occasione per conformarmi con sensi di distinta stima.
Di Lei dev.mo nel Signore
ANGELO DELL'ACQUA, Sostituto
Dal Vaticano, 12 gennaio 1965
II ricordo quotidiano nella santa messa del Sostituto nella Segreteria
del Pontefice dimostra come il lavoro dell'Operaia Mary fosse conosciuto
e apprezzato.
Capitolo
9 -
La rivista TABOR
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Edizioni A.V.E 1987
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