Società Operaia
Spiritualità
 
Simbolo
Spiritualità
Storia
Sedi
Documenti
Vita operaia
Collegamenti

Scritti di Luigi Gedda

8 - parte IV

MARY <<OPERAIA>> DI CRISTO

Della SOF rimane un ricordo nella Via Crucis che la Società Operaia ha eretto nel parco del monastero dei Santi Giovanni e Paolo. Lo scultore Peppe Romano, a livello della stazione che ricorda l'incontro di Gesù con la Veronica modellò nel bronzo la sigla della Società Operaia Femminile.
L'inaugurazione di questa Via Crucis avvenne con la partecipazione di Mary nel 1982.
Ancora, deve essere rilevato l'interessamento di Mary per la causa di beatificazione dell'ingegnere Alberto Marvelli. Riporto quanto ne scrisse padre Paolo Todaro passionista e padre spirituale della Società Operaia:

Ricordo il suo gaudio, pacato e sereno, nei successi dell'apostolato nella parrocchia della Navicella in sintonia con i programmi del Parroco, Mons. Mario Di Sora; la festosa letizia che sapeva suscitare tra i non vedenti negli incontri mensili da lei programmati; la sua vera gioia nell'aiutare a definire e poi eseguire la vocazione in clausura, tra le carmelitane della Nocetta, della sig.na Paola, sua collaboratrice domestica. La Mary era per me, sacerdote e religioso, una «struttura univoca con Cristo Gesù». In casa o in clinica, nei luoghi di cura o nei Gets-mani, in condizioni anche tormentose del suo male, nulla rallentava il suo lavoro: il suo era un «essere, vivere e agire ovunque e sempre come vera Operaia di Cristo, senza spazi di nullità». Questo spiega la serenità del suo essere, la concretezza del suo agire. Solo chi la visitava con una certa frequenza, si poteva render conto dell'assiduo lavoro e della vasta rete di apostolato che la cara Mary svolgeva nel silenzio del suo ambiente. Fu lei che mi parlò del pensiero di Luigi di far introdurre la causa di beatificazione dell'"operaio" Alberto Marvelli e con lei io stesso programmai i preliminari perché la Postulazione Generale della mia Congregazione (Passionisti) ne assumesse l'incarico. Tutto il mio lavoro di coordinamento tra Luigi, il mio Padre Generale e il Postulatore P. Federico Menegazzo, passò per le mani della Mary; al felice esito di questo programma, la Mary ne fu entusiasta. Se oggi la Chiesa onora già l'Operaio Marvelli come venerabile, sono state infatti riconosciute le sue eroiche virtù, all'inizio di questo cammino sarà sempre presente l'azione silenziosa ma efficace di chi sa, come la Mary, che il silenzio e l'umiltà nulla toglie all'agire.
Alcuni mesi prima che ci lasciasse, celebrai la santa messa nella camera attigua alla sua: rivisse allora nella mia mente l'altra santa messa celebrata, tanti anni addietro, nelle catacombe di S. Callisto durante la quale Mary, con altre poche persone, recitò il Simbolo per consacrarsi come prima Operaia della SO. Una vocazione e consacrazione iniziate ufficialmente in ambienti di martiri e vissute nel fedele stile dei martiri: in quei momenti celebrativi la cara Mary era per me membro dell'Unico Corpo in offerta al Padre nel Sacrificio di redenzione. Rimarrà quindi sempre per me una indimenticabile sorella di intercessione e di mediazione presso la bontà del Signore.

Quando poi, all'inizio degli anni sessanta ebbe luogo il mio matrimonio con Linda, il comportamento di Mary che passava la direzione della casa a mia moglie fu edificante.
Lo sforzo durato così a lungo per vigilare il focolare domestico con il dovuto amore e rispetto per la seconda moglie di nostro padre, affrontando le vicende, a volte turbinose, della mia vita organizzativa e universitaria, veniva ora alleggerito e il lavoro di Mary per la Società Operaia, per la parrocchia e per il prossimo, aveva modo di espandersi e di radicarsi. La sua salute, sempre più cagionevole, poteva giovarsene. Non per questo, però, ma per la nobiltà del suo animo, l'accoglienza che Mary fece a Linda e l'apertura del cuore e della mente verso di lei, segnò un trionfale capitolo della sua vita intcriore che rifulse nella nostra famiglia come uno specchio al quale, ancor più di prima, abbiamo confrontato e modulato i nostri sentimenti e il nostro agire.
L' anellino di perle che Linda donò a Mary in quel giorno aveva un intimo significato che Mary apprezzò con reciprocità di affetto.
Agli anni sessanta appartiene un documento che ho rintracciato nelle carte di Mary e che riporto perché oltre alla sua importanza per essere firmato da S. E. monsignor Angelo dell'Acqua, sostituto alla Segreteria di Stato di Giovanni XXIII, dimostra l'attenzione con la quale mia sorella seguiva gli avvenimenti dei personaggi della Chiesa e tanto più se legati a quella zona del Lago Maggiore che lei ben conosceva. Infatti il futuro cardinale e vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma era nativo di Sesto Calende.

SEGRETERIA DI STATO
DI SUA SANTITÀ

Gent.ma Sig.na,
mi reco a premura di dare riscontro alla stimata del 9 corr. mese, con la quale Ella, con nobili espressioni avvalorate da fervorose preghiere, augura alla mia cara mamma un pronto ristabilimento in salute.
Mentre la ringrazio di cuore per questo suo gesto di fine delicatezza, ben volentieri formulo per Lei i migliori voti di ogni bene.
Mi torna, infine, particolarmente gradito assicurarLa del mio quotidiano ricordo nella santa messa.
Profitto dell'occasione per conformarmi con sensi di distinta stima.
Di Lei dev.mo nel Signore

ANGELO DELL'ACQUA, Sostituto

Dal Vaticano, 12 gennaio 1965

II ricordo quotidiano nella santa messa del Sostituto nella Segreteria del Pontefice dimostra come il lavoro dell'Operaia Mary fosse conosciuto e apprezzato.

Capitolo 9 - La rivista TABOR





























 

 

 

 

 

******

Edizioni A.V.E 1987

******

 

 

INDICE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.societaoperaia.org