Società Operaia
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Scritti di Luigi Gedda


Onestà e Opportunismo

Carissimi fratelli,
bisogna ritornare, ogni tanto, ai concetti fondamentali della vita operaia e, fra questi, al principio dell'onestà che è tanto importante e necessario, da costituire, anche da solo, un avviamento sicuro della vita spirituale.
Ne si deve pensare che onesto sia soltanto colui che non ruba; è questa una meta grossolana dell'onestà facilmente raggiunta dall'anima cristianamente educata. Ma i confini dell'onestà sorpassano ampiamente i limiti del settimo comandamento e chi tende a perfezionarsi li deve raggiungere. Una frontiera dell'onestà particolarmente delicata e spesso inavvertita è quella dove l'onestà confina con l'opportunismo. Chi lo direbbe che l'opportunista è un raffinato disonesto?
Eppure è così, perché l'opportunista non rende testimonianza ai diritti della verità e cioè alla giustizia, ma ondeggia con indifferenza nel giusto e nell'ingiusto secondo il venticello dell'opinione pubblica e secondo la voce sotterranea del suo tornaconto personale, materiale o spirituale che sia.
Io spero che l'operaio opportunista sia puramente un'astrazione didattica; creata per mettere in difensiva le coscienze operaie. Perché, a dirla schiettamente, un operaio opportunista mi farebbe ribrezzo.
Nè bisogna scambiare la disonestà dell'opportunismo con autentiche virtù come quella della disciplina, oppure come quella della prudenza. Chi interroga la coscienza sa bene dove si tratta di una virtù e dove si tratta di un vizio.
La condotta dell'operaio deve portare il marchio delle virtù cristiane ma deve, con altrettanto impegno, evitare le furbesche manifestazioni dell'opportunismo che svirilizzano il carattere operaio e soprattutto gli tolgono quel "sapore di Cristo" che è consegna, missione, segreto di successo.
Capisco che talvolta l'opportunismo può non essere del tutto consapevole e perciò di minore responsabilità. Ma se queste attenuanti devono essere concesse ad altri, dobbiamo negarle a noi stessi, come operai, appunto perché l'esame sull'onestà deve essere una cura costante del nostro lavoro interiore.
Sincerità, fedeltà, coerenza alla verità, fuga da ogni opportunismo, sono realtà psicologiche che discendono dall'onestà spirituale e che devono inserirsi nella condotta consueta all'operaio adeguatamente rivestite dalle forme e dai metodi che la carità cristiana parimenti suggerisce.
Scusatemi se vi ho annoiato ed abbiatemi vostro affezionatissimo

Luigi
Roma, Settembre 1951

 

 

 

Lettera settembre 1951

 

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