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Capitolo IX
IL <<FIAT>>
DI MARIA SANTISSIMA
<<Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto">>. (Luca 1,38).
Solo una persona avrebbe potuto confortare umanamente
Gesù per la solitudine nella quale i discepoli lo lasciarono
nella notte del Getsemani, questa persona era sua madre Maria Santissima.
Quale fosse il legame di Maria con suo Figlio possiamo rapidamente ricostruirlo
rileggendo l'episodio avvenuto circa vent'anni prima, quando Giuseppe
e Maria, in occasione di un pellegrinaggio a Gerusalemme, smarrirono
Gesù che aveva allora 12 anni. «Credendolo nella carovana
- narra l'evangelista - fecero una giornata di viaggio e poi si misero
a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono
in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio,
seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E
tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza
e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse:
«Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre
e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché
mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre
mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque
con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre
serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza,
età e grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2,44-52).
Maria «serbava tutte queste cose nel suo cuore». Colleghiamo
queste parole a quelle che il medesimo San Luca scrisse di Maria quando
Gesù nacque a Betlemme e i pastori lo visitarono: «Maria,
da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore»
(Lc 2,19). Ricordiamo prima ancora quale fu la domanda che Maria pose
all'Angelo Gabriele quando questi le disse: «Ecco concepirai un
figlio» (Lc 1,31) Maria rispose: «Come è possibile?
Non conosco uomo» (Lc, 1,34).
Questi episodi, ciascuno a suo modo, dimostrano la vivace intelligenza
di Maria e il suo desiderio di non fermarsi alla superficie degli avvenimenti,
ma di capirne il significato e la natura.
Un'altra breve indagine nella psiche di Maria possiamo ricavarla dal
racconto di ciò che avvenne alle nozze di Cana, quando Gesù
si dimostrò riluttante a occuparsi del vino nel banchetto e sua
madre, nonostante questa riluttanza, dice ai servi: «Fate quello
che vi dirà» e Gesù disse loro: «Riempite
di acqua le giare» e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di
nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola»
(Gv 2,5-8). Episodio toccante che dimostra il potere che Maria sapeva
di avere sopra il comportamento di suo Figlio; questi, a sua volta,
sapeva quale fosse il suo dovere verso la madre.
Data questa intelligenza molto viva, intuitiva e responsabile della
madre di Gesù, perché lei non è presente nel Getsemani
nel momento dell'angoscia di suo Figlio e della sua cattura?
Questa domanda è quella che si pone chi medita il Getsemani e
si collega a un'altra più misteriosa domanda: perché Maria
non ha partecipato nel Cenacolo all'ultima Pasqua di Gesù? Se
infatti avesse preso parte a quel rito sarebbe scesa anch'essa nell'Orto
del Getsemani e avrebbe potuto assistere suo Figlio come gli fu vicina
sul Calvario ai piedi della Croce.
Per cercare di spiegarci questa assenza, ricordiamo che Gesù
aveva programmato con esattezza la celebrazione della sua ultima Pasqua
come risulta dalla narrazione dell'evangelista: «Il primo giorno
degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero:
"Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare
la Pasqua?" Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo
loro: "Andate in città e vi verrà incontro un uomo
con una brocca d'acqua; seguitelo e là dove entrerà dite
al padrone di casa: Il Maestro dice: dov'è la mia stanza, perché
io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà
al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta;
là preparate per noi". I discepoli andarono e entrati in
città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua»
(Mc 14,12-16).
Nel suo programma Gesù intendeva utilizzare la Pasqua per istituire
due sacramenti: l'eucarestia e il sacerdozio. Non risulta che egli abbia
previsto la presenza di Maria in questa circostanza. Maria, in altro
modo, aveva ricevuto dallo Spirito Santo la carne e il sangue di Gesù
il giorno nel quale ebbe luogo l'Incarnazione ed era diventata sacerdotessa
il giorno nel quale aveva partorito il Figlio di Dio fatto uomo.
Certamente Maria, dovunque fosse nella notte del Getsemani, rispettava
il volere di Gesù ed anche in questa occasione ripeteva, nella
sua essenza, la risposta data a Gabriele: Ecce ancilla Domini, fiat
mihi secundum verbum tuum. L'antico fiat di Maria si univa
al fiat che suo Figlio pronunciava nel Getsemani.
Per questo motivo la presenza di Maria nel Getsemani è reale
ma spirituale perché contrassegnata dalla sua assenza fisica,
la quale permette alla passione di Gesù di raggiungere il suo
vertice, quello di una solitudine assoluta, di una espiazione totale,
di una umanità così umiliata da non trovare neppure il
conforto di una madre; anzi di maggiormente soffrire al pensiero di
lei lontana e anch'essa, per intelligenza e intuizione, vittima dell'angoscia.
Per questi motivi la «Società Operaia», dalle sue
origini, si è sentita in dovere di rivolgersi a Maria con quelle
forti parole del Simbolo Operaio che dicono: «Noi crediamo in
Maria nella sua onnipotente intercessione e le chiediamo di poter conoscere
e fare la volontà di Dio per confortare i dolori di Gesù
nel Getsemani, le chiediamo inoltre di servire la Chiesa e il Papa con
il cuore ardente dei primi cristiani, secondo i bisogni dell'ora che
volge».
Il ricorso a Maria non è solo un sentimento che ripetiamo nel
Simbolo, ma un atto doveroso che l'Operaio rinnova ogni giorno con la
recita del Santo Rosario e del Piccolo Ufficio della B.V. Maria. Sarebbe
bene che l'Operaio/a recitasse ogni domenica con il Papa l'Angelus di
mezzogiorno, ricordando che ebbe inizio nel 1954 con le seguenti parole
di introduzione:
«Qui la Radio Vaticana in collegamento con la Radiotelevisione
Italiana. Trasmettiamo dalla residenza estiva di Castel Gandolfo la
preghiera dell'Angelus che il Santo Padre Pio XII reciterà
tra qualche istante in occasione della solennità dell'Assunta
nell'anno Mariano, annuendo così benignamente alle suppliche
dell'Azione Cattolica italiana, che con tutti gli altri fedeli desiderano
unirsi alla preghiera del Papa».
Se poi l'Operaio avesse la possibilità di recarsi in pellegrinaggio
a Gerusalemme e al Getsemani storico, gli consiglierei di trattenersi
sulle soglie del podere custodito dall'Ordine dei Frati Minori per visitare
il Santuario, custodito da Monaci ortodossi, che consiste in una grotta
chiamata «La tomba della Vergine». Se la tradizione toponomastica
fosse attendibile (l'archeologo P. Bagazzi O.F.M. la ritiene sicura
al 90%), è là, sul limitare del Getsemani, che gli Apostoli
avrebbero pensato di seppellire la Madre di Gesù e da quella
tomba può aver avuto luogo l'Assunzione di Maria SS. al cielo.
L'Assunzione è un dogma, mentre «la tomba della Vergine»
è solo una tradizione locale. Però fa pensare alla meditazione
che anche la Chiesa nascente può aver fatto sulla presenza spirituale
di Maria SS. nel Getsemani del suo Gesù, collegando in questo
modo i due fiat che hanno salvato l'umanità.
Capitolo
X - GIUDA, UNO DEI DODICI
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"SPIRITUALITA'
GETSEMANICA"
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Ed.Massimo 1992
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