Carissimi Fratelli,
Approfitto di questa lettera per comunicarvi alcuni pensieri che da
molto tempo si agitavano in me e che recenti avvenimenti mi consigliano
di esprimere affinché la nostra cara Società cresca al
riparo da quelle insidie che il demonio tende alle opere di bene.
Anzitutto, ricollegandomi anche a quanto scrivevo tempo addietro sulla
necessità che gli operai dedichino tempo e forze allo studio,
vorrei insistere sul fatto che il primo studio, necessario e possibile
a tutti, dev'essere quello della nostra Santa Religione.
É infatti un pericolo in cui cadono le anime buone e indaffarate,
quello di accontentarsi di obbedire docilmente e lietamente alla Legge
di Dio e alla Legge Ecclesiastica senza preoccuparsi di sondare queste
meravigliose leggi per coglierne lo spirito animatore, la conseguenzialità,
l'architettura, i presupposti dogmatici, le strutture portanti teologiche
e filosofiche, l'applicazione nel tempo e via dicendo.
É ben vero che il semplice Catechismo, ancor meglio del Poema
Sacro, contiene il succo di ogni verità e basta all'uomo più
incolto per gareggiare in sapienza con l'uomo più sapiente; è
ben vero che la fede e l'umiltà valgono agli occhi di Dio più
di ogni costruzione del pensiero umano e, come la storia dei Santi dimostra,
bastano per santificarsi e per santificare.
É ben vero tutto questo, ma è altrettanto vero che trascurando
di esercitare il nostro pensiero sugli argomenti di fede non rendiamo
a Dio un omaggio di adorazione del quale ha diritto ed impoveriamo il
nostro apostolato di un sicuro presidio e di un’arma efficacissima.
Capita poi a motivo di questa candida ignoranza di molti buoni operai
della vigna che si prendano lucciole per lanterne, frammenti di verità
per la verità una e indivisibile, imboccando viottoli che possono
da un momento all’altro rasentare l’abisso, perciò
bisogna darsi premura dì pensare fortemente le cose di Dio, partendo
dal convincimento che nella nostra Religione è un «rationabile
obsequium», un ancoraggio sicuro del pensiero umano, un basamento
granitico per ogni sviluppo del pensiero.
Per non sbagliare, l'occhio deve rivolgersi continuamente alla luce
di Pietro; con questa garanzia, ogni sviluppo del pensiero umano conduce
a Dio.
Inoltre volevo meditare con voi sopra un fenomeno spirituale che spesso
si verifica in seno alla Chiesa nostra Madre la quale, mentre ha inesauribili
tesori di dolcezza per i singoli erranti, ordinariamente rifiuta di
entrare in rapporto con le chiese ereticali e dissidenti. Questo comportamento
è significativo e dimostra che la Chiesa, distingue fra l'errante
e l'errore, piena di amore per il primo nel quale scorge l'immagine
di Gesù Crocifisso e intollerante per il secondo che rappresenta
Satana e cioè il nemico di Dio.
Dobbiamo imparare dalla nostra Madre, che è delicatissima sugli
argomenti di fede, a non permettere la minima flessione dei principi
nella nostra intelligenza perché può produrre nel tempo
e nelle azioni proprie ed altrui dei cicloni che poi nessuna forza umana
basta a frenare e che possono devastare la Chiesa e la Civiltà.
Pronti ad ogni duttilità ed accondiscendenza sul piano dell'azione,
gli operai devono essere intolleranti e inflessibili su tutto ciò
che ha attinenza con il Dogma e cioè con la verità insegnata
dalla Chiesa; qui i compromessi sono colpevoli e pericolosissimi.
L'operaio se ne guardi.
Con questi pensieri vi auguro buona Quaresima e vi raccomando di approfittarne
per prepararvi alla Grande Notte nella quale ricorderemo più
che in ogni altro Giovedì dell'anno la Divina Agonia del Getsemani.
Vostro