Società Operaia
Spiritualità
 
Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XI

Troviamoci per pregare insieme

Carissimi fratelli,

la nostra cara Società Operaia rappresenta un'esperienza nuova anche dal punto di vista organizzativo. Le esperienze devono essere raccolte, interpretate, definite con quel sapiente amore con il quale gli operai devono cercare e seguire gli echi ed i riflessi della volontà di Dio.
Abituati come siamo dalle formule organizzative dell'Azione Cattolica abbiamo tardato un pò ad accorgerci di una verità che si è fatta strada attraverso l'esperienza e cioè che può anche esistere un'organizzazione di individui con poche, pochissime adunanze. Eppure, se ci pensate, la nostra vita si svolge così, con un minimo di tecnica e coi un massimo di fattori spirituali.
«Vita e spirito» potrebbe essere la sintesi della formula operaia. Uno di voi mi diceva un giorno «troviamoci per pregare assieme» e fu profeta. Tutti i Reparti della Società Operaia trovano oggi la grande efficacia, non solo soprannaturale ma anche naturale ed umana nella preghiera in comune. É soprattutto l'ora getsemanica del giovedì sera che convince di questa dolce realtà, quando gli operai si raccolgono, nel cuore della notte per parlare con Dio e per mettere se stessi come singoli e come unità, al cospetto di Dio.
Quasi senza accorgersene siamo venuti tutti nel convincimento che questa preghiera è il più tenace vincolo che noi abbiamo, non solo verso il divino Agonizzante, ma fra mi stessi.

Non occorrono poi molte parole, né lunghe adunanze, né ordini del giorno, né chiacchiere interminabili per dirigere la comunità operaia.
La preghiera ha valso a cementare le intelligenze ed i cuori, a seppellire le piccole diversità di opinione, a cancellare le passioncelle, a togliere la polvere umana dal nostro ingranaggio sociale.
Il ricordo dei lontani, degli ammalati e dei morti ha esteso la realtà spirituale oltre i confini dello spazio e del tempo. Il Reparto e l'intera Società nella notte di ogni Giovedì escono come rinnovati e mondi da un bagno salutare. Efficacia della preghiera in comune!
Non ci pensavamo, non lo abbiamo fatto per questo, ma la nostra esperienza coincide, esattamente, con quella dei primi cristiani. Anche allora la Chiesa si riuniva sopratutto per celebrare i divini misteri e per pregare e queste riunioni fecondavano il seme dei santi e dei martiri.
Uniamo la nostra piccola esperienza a questo grande, storico insegnamento e celebriamo la preghiera in comune farne un mezzo, il più certo, per avere Gesù fra noi.

Luigi

Giugno-Luglio 1948


 

 

 

 

 

Lettera giugno-luglio 1948

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.societaoperaia.org