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Statua di Gesù orante - Cripta del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

XVIII

La virtù del silenzio


Carissimi Fratelli,

tanto vasta ed alta e profonda è la nostra fede nella volontà di Dio che avvolge e dirige il mondo e gli umani, altrettanto dev'essere il credito che a questa onnipresente e onnipotente Volontà noi facciamo, cosicché dalla contemplazione intellettuale, il principio della volontà di Dio si allarghi a comprendere ogni manifestazione pratica della nostra vita.
Perché anche qui altro è sentire la coerenza ed il fascino di una visione spirituale del mondo, altro è rifletterla nelle azioni, grandi o piccole che siano.
Fare credito alla volontà di Dio vuol dire ammettere pienamente che essa è superiore alle nostre modeste possibilità, che il suo gioco si svolge sopra innumerevoli elementi che sfuggono alla nostra considerazione, che è rispettosa della libera volontà dei singoli, che tutto considera anche quello che, di noi stessi, noi ignoriamo.
Fare credito alla volontà di Dio vuole anche dire apprezzare quel grande monito uscito dalla bocca di Gesù «Non giudicate» e la conseguente applicazione dì esso.
Porre il giudizio di uomo è opera sovrumana perché soltanto Iddio conosce compitamente la materia che deve giudicarsi.
La grazia di Dio può comunicare all'uomo le conoscenze e la sensibilità necessaria per assolvere a diversi mandati di giudizio che talora si impongono a guisa di dovere; ma ciò non toglie che l'operaio debba sempre avvertire la sapienza del consiglio di Gesù e debba esimersi, per quanto può, di giudicare il prossimo.
Basti pensare, se non altro, alle infinite volte che fummo traditi o, quanto meno, incompresi nelle nostre intenzioni che apparvero capovolte e imbrattate, per dire sulla base di una bruciante esperienza, come sia difficile conoscere gli uomini ed arrischiato giudicarli.
Basti pensare, del resto che la perfetta giustizia e il riassetto di ogni posizione umana secondo verità, viene realizzato a regola d'arte dalla perfettissima volontà di Dio, prima o poi, ma sempre nel momento più opportuno.....
Mi sembra che appartenga alla virtù del silenzio, fondamentale per l'operaio questa dote, di sapersi esimere dal formulare giudizi quando doveri speciali non richiedano di formularli.
Bisogna dunque che io mi preoccupi di realizzare quest'aureo silenzio e voi con me.


Vi abbraccio

Luigi

Roma, SS. Pietro e Paolo 1949

 

 

 

 

Lettera giugno - luglio 1949

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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