Carissimi fratelli,
vi scrivo di ritorno dal pellegrinaggio a Lourdes dove mi sono recato
con due treni di Uomini di A.C. sani e con un treno di pellegrini ammalati.
Anche nel 1935 ero stato a Lourdes ma questa era la prima volta che
vi giungeva come Operaio e perciò sentivo, pensavo e cercavo
di agire come sente, pensa e deve agire un operaio. L'appartenenza alla
Società Operaia crea in ciascuno di noi una visione del mondo
ed un modo di essere; per questo motivo è una grande cosa che
avvolge e compenetra la nostra vita.
La impressione che mi ha fatto Lourdes e stata di una cittadella dove
domina incontrastata ed amata la Volontà di Dio. La prima ad
osservare questa volontà e a dirigere verso di essa le anime
che accorrono a Lei èla Regina del luogo, Maria, che si presentò
a Bernardetta e si ripresenta ad ognuno come un capolavoro della divina
Volontà, la quale sospese, nei suoi riguardi, quello stato di
corresponsabilità al peccato d'origine che grava sulla progenie
umana. Iddio volle, e Maria fu l'Immacolata Concezione.
Questo primato della divina Volontà rifulge in Maria e rifulge
nella città di Maria. Più ancora, quel particolare aspetto
della divina Volontà che appare in Maria si estende e costituisce
il clima del Santuario.
La Volontà divina, nel caso di Maria, ci appare, oso dire, allo
stato nascente; come quella forza sovrana che ha stabilito una legge
ma che può, per ciò stesso, sospenderla.
Gli ammalati che vengono trasportati a Lourdes da ogni parte del mondo,
non chiedono forse, sul piano della salute fisica, la stessa cosa? Non
chiedono essi che il peccato d'origine che ha intaccato le loro carni
con i morsi della malattia premonitrice della marte, contenga il suo
flusso funesto e consenta ad essi di godere il privilegio di una buona
salute?
L'intervento della divina volontà che gli ammalati invocano per
intercessione di Maria è ben più limitato come dignità
e come durata, ma è pur sempre una domanda che la Volontà
di Dio sospenda quelle leggi di condanna che furono comminate all'uomo
nel Paradiso Terrestre.
La Volontà di Dio è dunque il fulcro spirituale di Lourdes.
Ma anche per tutti gli altri, per quelli che non hanno un miracolo da
invocare oppure che il miracolo non ottengono, anche per quésti
opera, sia pure in altro senso, la Volontà di Dio.
L'atmosfera di Lourdes che colpisce per la sua immaterialità
come se a Lourdes il pellegrino fosse fuori del tempo e fuori della
vita consueta, è come un mare dove le acque dei fiumi si placano
e si congiungono.
Il mare placido che assorbe e trasumana la volontà dei singoli
e per l'appunto la Volontà di Dio.
A Lourdes si sente che non siamo soli, in balia della nostra volontà
povera e contradditoria, ma che al disopra di noi come guida e fra noi
come legame, vi è una Volontà superiore che ci comprende
e ci esalta verso limiti che sorpassano le possibilità della
natura umana, forza onnipotente e onnisapiente, forza infinitamente
buona alla quale possiamo affidarci con piena fiducia, come figli nelle
broccia della madre, e questa forza è la volontà di Dio.
Perciò è che in tutti fluisce un'onda misteriosa di pace
e di bontà, di serenità e di abbandono, di certezza e
di fede.
L'azione di Maria in questo sensibile contatto della volontà
dell'uomo singolo con la Volontà divina è evidente e inconfondibile.
Il suo tono materno impregna questo rapporto e fa capire all'uomo che
la Voluntas Dei non è disumana, ma comprensiva e materna.
Sulla base di questi pensieri ho formulato l'augurio che un pellegrinaggio
di Operai possa, carne tale, raggiungere Lourdes per meditare nel clima
di Maria quella dolce Volontà che fece di Lei l'Immacolata Concezione.
Con questo progetto, fraternamente vi abbraccio
Luigi