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IL GETSEMANI DI PAESTUM
Nell’estate del 1955, il Vescovo di Vallo della
Lucania , Mons. Domenico Savarese - così ci racconta l’arch.
Ildo Avetta che fu progettista unico del complesso del Getsemani costituito
dal Santuario e dalla Casa di Spiritualità – aveva invitato
per una conferenza il Prof. Luigi Gedda, allora Presidente Generale dell’Azione
Cattolica Italiana. Concluso l’incontro, il Prof.Gedda era ripartito
in macchina verso Roma percorrendo le note strade dell’epoca. Arrivato
nella piana di Paestum fu colpito dalla vista di un esteso bosco che si
sviluppava sotto l’antico santuario della Madonna del Granato. Chiese
all’autista di deviare e raggiunse proprio la zona del santuario
dove scese dalla macchina per sostare in preghiera nel profondo silenzio
del luogo e ammirando lo straordinario spettacolo del bosco che scendendo
dal monte Calpazio raggiungeva i margini della piana dove si fermava per
lasciare spazio alle intense e pregiate coltivazioni orticole.
Le immagini della stupenda natura ammirata colpirono a fondo il Prof.
Gedda che rientrato a Roma chiese all ’ arch. Avetta e al Dott.
Mario Cristallini , amministratore della Fondazione Getsemani ( i loro
nomi si leggono nell’epigrafe apposta sulla facciata del Santuario
a ricordo del compimento dei lavori) di recarsi a Paestum per visionare
il sito descritto e riferirgli sulla possibilità di realizzare
in quel luogo un Getsemani del Sud. Appunto , del Sud perché
quello del Nord, ugualmente voluto da Gedda e realizzato dallo stesso
Avetta , inaugurato alla fine del 1950, esisteva già nel comune
di Casale Corte Cerro, sulla pendici del monte Mottarone, in provincia
di Novara, tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta.
Il Getsemani si presenta come una straordinaria costruzione
arricchita dal valore espressivo della luce che lo caratterizza e dal
rapporto armonico delle masse architettoniche che si inseriscono nell’ambiente
naturale che è fonte di ispirazione per la realizzazione degli
immobili. Abbiamo accennato prima ad un “piccolo chiostro”
ed è ora di parlare del “grande chiostro” riservato
ai partecipanti a corsi di esercizi spirituali e a quanti altri vogliano
vivere momenti di preghiera personale. Sarebbe vano cercare il “grande
chiostro” tra le mura del Getsemani perché questa tradizionale
struttura monacale è stata realizzata, per felice ispirazione dell’architetto
Avetta, sulle ampie terrazze degli edifici sconvolgendo tradizioni secolari.
Invece che nel chiuso delle mura della casa il chiostro è totalmente
immerso, di giorno e di notte , nell’atmosfera incantata del cielo
di Paestum. Certo, continua l’arch. Avetta, Gedda ebbe qualche difficoltà
ad accettare questa forma di chiostro , ma alla fine ne fu pienamente
convinto e ne approvò la realizzazione.
La chiesa, dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo, è una costruzione a due piani: una cripta inferiore ed una chiesa superiore, percorse entrambe dalla struttura della cupola che parte direttamente dal piano inferiore per innalzarsi fino all’altezza di ventiquattro metri. Gli ampi spazi tra un elemento e l’altro della struttura in cemento della cupola sono completamente riempiti con “d a l l e s ” (piastrelle vetrose trasparenti) colorate con le quali sono state realizzate le immagini dell’Assunta e di innumerevoli martiri, santi e sante , legati al culto e alla devozione del mezzogiorno d’Italia. E anche qui la splendida luce del Cilento ha un ruolo determinante nel dare vita alla sequenza delle immagini colorate . Vale la pena di precisare, ad onore del progettista e dei costruttori che l’ardita cupola ha resistito indenne, come d’altronde la stessa Casa, al sisma del 25 novembre 1980. Al centro del pavimento della chiesa superiore c’è un “occhio”, ovvero un ampio foro che consente di vedere nella sottostante cripta la statua di Gesù agonizzante che è diventato, se così si può dire, il “cuore “del Getsemani . Basti pensare che nella chiesa superiore era stato tutto predisposto per accogliere le celebrazioni dei matrimoni che quasi sempre vengono invece celebrati nella cripta proprio perché gli sposi scelgono di essere accanto a Gesù nell’ orto degli ulivi. Successivamente anche la cripta inferiore è stata arricchita di uno speciale altare degli Sposi , realizzato in un unico blocco di marmo prelevato dalle stesse cave delle Alpi Apuane dalle quali Michelangelo trasse il marmo per la Pietà e per il Mosè .
Col passare del tempo tante cose mutano e anche per il Getsemani sono
cambiate tante cose. Nel febbraio del 1989 arrivarono a Paestum i Padri
Oblati di S.Giuseppe (O.S.J.) ,fondati da San Giuseppe Marello, e il
1° maggio dello stesso anno il Prof.Gedda affidò ai Giuseppini
la Direzione della Casa e del Santuario e ciò avvenne durante
la solenne cena in onore di S.Ecc. Mons.Giuseppe Rocco Favale che il
giorno seguente fece il suo ingresso nella diocesi di Vallo della Lucania.
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