DICEMBRE
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Statua di Gesù - Cripta del Getsemani di Casale Corte Cerro
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IL GETSEMANI DI PAESTUM

Parlare di Getsemani in Cilento sembra un controsenso.
Il nome Getsemani ricorda un luogo lontano in terra santa, poco fuori le mura della vecchia Gerusalemme.
Eppure, da tanti anni, da circa mezzo secolo, era il 1959 quando fu inaugurato, un luogo chiamato Getsemani è collocato nel Cilento, e in posizione sopraelavata su terreno collinare del Comune di Capaccio , guarda i famosi, grandiosi templi di Paestum.

Nell’estate del 1955, il Vescovo di Vallo della Lucania , Mons. Domenico Savarese - così ci racconta l’arch. Ildo Avetta che fu progettista unico del complesso del Getsemani costituito dal Santuario e dalla Casa di Spiritualità – aveva invitato per una conferenza il Prof. Luigi Gedda, allora Presidente Generale dell’Azione Cattolica Italiana. Concluso l’incontro, il Prof.Gedda era ripartito in macchina verso Roma percorrendo le note strade dell’epoca. Arrivato nella piana di Paestum fu colpito dalla vista di un esteso bosco che si sviluppava sotto l’antico santuario della Madonna del Granato. Chiese all’autista di deviare e raggiunse proprio la zona del santuario dove scese dalla macchina per sostare in preghiera nel profondo silenzio del luogo e ammirando lo straordinario spettacolo del bosco che scendendo dal monte Calpazio raggiungeva i margini della piana dove si fermava per lasciare spazio alle intense e pregiate coltivazioni orticole.
LA TENUTA DEL PRINCIPE

Le immagini della stupenda natura ammirata colpirono a fondo il Prof. Gedda che rientrato a Roma chiese all ’ arch. Avetta e al Dott. Mario Cristallini , amministratore della Fondazione Getsemani ( i loro nomi si leggono nell’epigrafe apposta sulla facciata del Santuario a ricordo del compimento dei lavori) di recarsi a Paestum per visionare il sito descritto e riferirgli sulla possibilità di realizzare in quel luogo un Getsemani del Sud. Appunto , del Sud perché quello del Nord, ugualmente voluto da Gedda e realizzato dallo stesso Avetta , inaugurato alla fine del 1950, esisteva già nel comune di Casale Corte Cerro, sulla pendici del monte Mottarone, in provincia di Novara, tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta.
Il territorio individuato a Paestum era chiamato “tenuta del principe” ed era costituito dagli undici ettari che rimanevano di una riserva di caccia dei Principi Carafa. Dopo pochi mesi la fondazione Getsemani acquistò il terreno che all’epoca era di proprietà dei fratelli D’Alessio di Capaccio.
Il Prof. Gedda incaricò l’arch.Avetta, di famiglia torinese, ma nato a Buenos Aires, di realizzare il Getsemani.
Accanto al Santuario con chiesa superiore dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo e cripta dedicata a Gesù agonizzante nel Getsemani, sarebbe stata realizzata la Casa di Spiritualità per ospitare 165 persone, numero simbolico che rappresentava le diocesi che rientravano nel territorio di quella che all’epoca era la Cassa del Mezzogiorno. All’architetto fu dato un mandato ben preciso : salvare tutte le querce secolari e lasciare in loco tutte le piante che non interferissero in modo determinante con la costruzione del santuario e della casa.
Quando ancora non esisteva alcuna legge ambientalistica, il rispetto dell’ambiente fu totale e magari fosse stato così negli anni successivi per tante altre costruzioni realizzate nel Cilento.
Il rispetto per la natura comportò che la Casa di spiritualità, invece di essere costruita in un solo blocco come a Casale Corte Cerro, fu costruita in tre parti distinte per salvare una zona del bosco. Un esempio particolare dell’attenzione posta per la salvaguardia delle piante si ha nel piccolo chiostro che raccorda la casa al santuario al cui centro svetta ancora oggi un albero secolare che non fu toccato durante i lavori.

IL GRANDE CHIOSTRO

Il Getsemani si presenta come una straordinaria costruzione arricchita dal valore espressivo della luce che lo caratterizza e dal rapporto armonico delle masse architettoniche che si inseriscono nell’ambiente naturale che è fonte di ispirazione per la realizzazione degli immobili. Abbiamo accennato prima ad un “piccolo chiostro” ed è ora di parlare del “grande chiostro” riservato ai partecipanti a corsi di esercizi spirituali e a quanti altri vogliano vivere momenti di preghiera personale. Sarebbe vano cercare il “grande chiostro” tra le mura del Getsemani perché questa tradizionale struttura monacale è stata realizzata, per felice ispirazione dell’architetto Avetta, sulle ampie terrazze degli edifici sconvolgendo tradizioni secolari. Invece che nel chiuso delle mura della casa il chiostro è totalmente immerso, di giorno e di notte , nell’atmosfera incantata del cielo di Paestum. Certo, continua l’arch. Avetta, Gedda ebbe qualche difficoltà ad accettare questa forma di chiostro , ma alla fine ne fu pienamente convinto e ne approvò la realizzazione.
La chiesa, dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo, è una costruzione a due piani: una cripta inferiore ed una chiesa superiore, percorse entrambe dalla struttura della cupola che parte direttamente dal piano inferiore per innalzarsi fino all’altezza di ventiquattro metri. Gli ampi spazi tra un elemento e l’altro della struttura in cemento della cupola sono completamente riempiti con “d a l l e s ” (piastrelle vetrose trasparenti) colorate con le quali sono state realizzate le immagini dell’Assunta e di innumerevoli martiri, santi e sante , legati al culto e alla devozione del mezzogiorno d’Italia. E anche qui la splendida luce del Cilento ha un ruolo determinante nel dare vita alla sequenza delle immagini colorate . Vale la pena di precisare, ad onore del progettista e dei costruttori che l’ardita cupola ha resistito indenne, come d’altronde la stessa Casa, al sisma del 25 novembre 1980.
Al centro del pavimento della chiesa superiore c’è un “occhio”, ovvero un ampio foro che consente di vedere nella sottostante cripta la statua di Gesù agonizzante che è diventato, se così si può dire, il “cuore “del Getsemani . Basti pensare che nella chiesa superiore era stato tutto predisposto per accogliere le celebrazioni dei matrimoni che quasi sempre vengono invece celebrati nella cripta proprio perché gli sposi scelgono di essere accanto a Gesù nell’ orto degli ulivi. Successivamente anche la cripta inferiore è stata arricchita di uno speciale altare degli Sposi , realizzato in un unico blocco di marmo prelevato dalle stesse cave delle Alpi Apuane dalle quali Michelangelo trasse il marmo per la Pietà e per il Mosè .


IL GETSEMANI OGGI

Col passare del tempo tante cose mutano e anche per il Getsemani sono cambiate tante cose. Nel febbraio del 1989 arrivarono a Paestum i Padri Oblati di S.Giuseppe (O.S.J.) ,fondati da San Giuseppe Marello, e il 1° maggio dello stesso anno il Prof.Gedda affidò ai Giuseppini la Direzione della Casa e del Santuario e ciò avvenne durante la solenne cena in onore di S.Ecc. Mons.Giuseppe Rocco Favale che il giorno seguente fece il suo ingresso nella diocesi di Vallo della Lucania.
Dal luglio del 1997 gli stessi Oblati di S.Giuseppe hanno acquistato la proprietà del complesso che oggi è diretto con passione e dedizione dal P. Lino Mela o.s.j. .
Sono stati conclusi da poco rilevanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento della Casa di Spiritualità nel mentre continua intensa la vita del Santuario con le sue stagioni dello spirito animate da liturgie, pellegrinaggi , vie crucis nell’incanto del bosco, pastorale del turismo , corsi di esercizi spirituali, incontri giovanili, convegni teologico-culturali ed altre attività che comportano l’ospitalità nella Casa.

 

 

 



 

 

 

 

 


 




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da Antonio Cerino

r.o.d di Roma


 

 

 

 

 

 

 

 

Casale Corte Cerro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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