
NOTA
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Giuseppe Berti.
Nato da madre piacentina l’8 dicembre del 1899 a Mortara, si
era laureato in filosofia all'Università Cattolica ed aveva
svolto a lungo l'attività di insegnante, soprattutto al liceo
Manin di Cremona. Fin dagli Anni Venti aveva guidato il gruppo giovanile
del movimento cattolico piacentino, partecipando alla fondazione del
Partito Popolare e, come intellettuale, alla lotta antifascista. Fatto
segno a violenze fisiche nel 1923 per la sua posizione socio-politica
a difesa della libertà, nel periodo della Repubblica di Salò,
nel natale del 1944, fu anche incarcerato. Era sospettato di coordinare
l'attività partigiana della federazione universitaria cattolica.
Per molti anni fu presidente della giunta diocesana di Azione Cattolica
ed in tale ruolo percorse in lungo e in largo la diocesi, impegnato
come animatore. Nella sua parrocchia, Sant’Anna (a Piacenza),
fu alla testa del movimento vincenziano. Particolarmente vicino ai
ceti operai, fondò e diresse nella nostra città le ACLI
e l'ENAIP per la formazione professionale dei giovani.
Il 18 aprile 1948 fu eletto deputato nel primo Parlamento della repubblica
italiana insieme ad altri parlamentari piacentini. Faceva parte dei
candidati della Democrazia Cristiana e si impegnò soprattutto
sui problemi della scuola. L'intensa attività pubblica non
lo ha mai distolto dagli studi di storia locale. Era membro attivo
della Deputazione di storia patria per le province parmensi, è
stato presidente dell'Istituto storico della resistenza e, per le
benemerenze acquisite nella scuola, ebbe dal ministero la medaglia
d'oro.
Come studioso le sue numerose pubblicazioni possono essere divise
in tre filoni: il pensiero filosofico, il movimento cattolico e la
resistenza.
Giuseppe Berti, il “professore”, moriva il 6 giugno 1979,
a seguito delle conseguenze di un incidente stradale.
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ricordo di un Amico