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T O R I N O
Non mea voluntas
sed tua fiat!
Pianezza,
Ss. Angeli Custodi
AVVENTO DEL SIGNORE
2008
Carissimi/e,
stiamo amcora vivendo l'attesa per la venuta del Signore che non tarderà
a venire. Ma chi lo aspetta veramente? Quante luci, quanti addobbi,
quanto chiasso! Dov'è il posto di Dio in tutto questo? Dov'è
il desiderio del Signore che arriva? La liturgia che vivremo proprio
la IV domenica di Avvento,
ci aiuta a scoprire questo luogo sacro dove potremo contemplare il Dio
vivente, il Dio della nostra gioia.
A Davide, che si preoccupava che l'arca di Dio fosse ancora sotto una
tenda, mentre egli aveva una grande e bella casa, Dio fa dire dal profeta
Natan che sarà Egli, il Signore, a costruire a lui una casa e
una discendenza stabile per il tempo futuro. Dio ha già un suo
tempio “non costruito da mani d'uomo”, ma “pieno di
grazia” e dello splendore della Sua santità. E' l'evangelista
Luca che ci rivela qual è il tempio che Dio si è costruito
e nel quale si rivelerà a tutta l'umanità:
“Ecco concepirai un figlio – dice l'angelo Gabriele
a Maria – lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà
grande e chiamato figlio dell'Altissimo” (Lc.1, 31-32)
E questo sarà possibile “perchè lo Spirito
Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la
potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque
santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc.1,35)
Ecco il luogo sacro dove Dio si rivela e lo si può contemplare
e adorare nel suo splendore: è il cuore dell'uomo ripieno di
grazia. Noi possiamo cercare e tentare di trovare Dio da tutte le parti
più impensate e più appariscenti, ma è dentro di
noi soltanto che lo potremo trovare con più facilità e
semplicità.C'è una pagina delle Confessioni di S.Agostino
che è veramente illuminante al riguardo e la voglio rileggere
con tutti voi.
“Tu eri dentro di me ed io stavo fuori e ti cercavo gettandomi
impuramente su queste cose belle che pure sono tue creature. Tu
eri con me, ma io non ero con te; mi trattenevano lontano da te
le creature che senza di te nemmeno esisterebbero. Tu mi hai chiamato
e gridato fino a rompere la mia sordità. Tu sei
balenato ed hai fatto risplendere la tua luce per allontanare la mia
cecità. Mi hai toccato ed ora ardo del desiderio della tua pace”.
Veramente stupenda questa riflessione di questo grande santo. Ogni parola
è una pietra scagliata con forza contro “la sordità”
dell'uomo contemporaneo, che rifiuta di sentire la voce di Dio; contro
la sua cecità che rifiuta la luce illuminante del Verbo. Sembra
di risentire l'eco del vangelo di S. Giovanni :”In lui (il Verbo)
era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle
tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta” (Gv.1, 4-5).
Non sia così per noi, cari fratelli e sorelle: spalanchiamo la
nostra anima a Cristo che viene; adoriamo la sua Volontà di salvezza;
non vanifichiamola con la nostra pigrizia e indolenza, con il nostro
amore alle nostre piccole cose, ma, come dice S. Agostino, ardiamo del
desiderio della sua pace, del suo amore, della sua luce. Così
facendo prepareremo veramente un buon Natale e Gesù troverà
dei cuori accoglienti e amanti della Volontà del Padre.
Ci ritroviamo pertanto sempre all'Oasi di S. Chiara, Via L. del Carretto
6, ospiti delle nostre care Suore che non solo ci preparano il pranzo,
ma pregano sempre per tutti noi.
Ricambiamole con altrettanta preghiera, riconoscenza e affetto.
Le Lodi inizieranno alle 9,30 cui seguirà la Meditazione di
Don Nicola, la S. Messa alle 11,30, il pranzo alle 12,30 e il
pomeriggio in adorazione a Gesù.
Scambio di auguri, saluti e congedo per le 16,30/17,00.
A tutti il mio cordiale abbraccio e saluto in Gesù sofferente
e gioiosamente risorto.
Marcello
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