Carissimi/e,
è veramente straordinario come sembra che il tempo ci incalzi
con il succedersi delle stagioni. Anche le cadenze liturgiche ci coinvolgono
con il loro rapido susseguirsi: prima l'Avvento, poi il Natale, poi
il ciclo post-natalizio ed ora il periodo quaresimale: Tutto ci invita
a meditare e riflettere sulla vita del Signore Gesù.
Il Mercoledì Santo ci introduce drammaticamente sull'antefatto
della Passione ed è veramente impressionante la semplicità
e la sobrietà di parole che l'evangelista Matteo usa per trasmetterci
la sua testimonianza degli eventi che hanno trasformato radicalmente
la sua vita.
“Quanto mi volete dare perchè io ve lo consegni?”
Sono le scarne parole del mercanteggiamento tra Giuda e i sommi sacerdoti
per eliminare Gesù. Poi le poche parole degli Apostoli a Gesù,
ignari del retroscena che si preparava: “Dove vuoi che ti prepariamo,
per mangiare la Pasqua?”
A loro insaputa, sarebbe stata l'ultima per Lui qui in terra. Quindi
la triste rivelazione di Gesù: “Uno di voi mi tradirà”,
e il dolore profondo degli Apostoli che lo interrogano: “Sono
forse io, Signore?” Ormai sapevano per esperienza che Gesù
non diceva mai parole a vuoto, senza senso, superflue. Avevano quindi
colto tutta l'amarezza del Signore in quelle parole. Il tradimento serpeggiava
tra loro e Satana stava per entrare nel cuore di uno di loro. Il traditore
fa eco anche lui alla domanda dei compagni, ma aggiungendo l'enfasi
di un titolo stonato sulle sue labbra:
“Rabbì, sono forse io?” Lapidario
Gesù: “Tu l'hai detto”.
Così Matteo ricorda e narra la notte del tradimento, la notte
che avrebbe scatenato la furia infernale e il tentativo estremo di far
recedere Gesù dalla sua Passione.
Sono pennellate essenziali che ci introducono nella meditazione del
compimento delle promesse di Dio e nella dimostrazione del bene immenso
che Gesù vuole ad ogni singolo uomo che viene in questo mondo,
ad ognuno di noi.
Quali parole affioreranno sulle nostre labbra per confortare Gesù?
Riusciremo ad avere le uniche parole che Lui si aspetta da tutti noi,
da ognuno di noi in modo particolare? Nessuna parola gli sarà
più gradita, in risposta del suo sacrificio, di quella che potrà
esprimere amore e affetto, come nell'espressione di San Tommaso: “Mio
Signore e Dio mio”.
E' il dono e l'apertura totale del cuore alla sua Misericordia e al
suo Amore salvifico.
Meditando i misteri pasquali, decidiamoci a metterci seriamente alla
scuola di Cristo, alla scuola del suo amore che vuole estendere a tutti
gli uomini. Non facciamolo aspettare inutilmente, trovando scuse meschine
e idiote come quelle della parabola degli invitati a nozze. Usiamo della
libertà, ma non abusiamo della sua pazienza di Padre amoroso
e fedele. Per un atto di amore Dio ci ricolmerà al centuplo nell'eternità,
perchè solo Lui è Amore infinito e assoluto.
Vivendo dunque la liturgia pasquale, lasciamoci coinvolgere pienamente
e totalmente da questo mistero d'amore portando nella vita di ogni giorno
questa impronta della Pasqua, di questo passaggio dalla morte alla vita
della Grazia.
Vi aspetto pertanto Mercoledì 8
aprile all'Oasi di Santa Chiara, in Via L. del Carretto
6,
al pomeriggio con inizio della Meditazione
alle 15,30.
Seguirà il Vespro, la Santa Messa
alle 18,
la cena alle 19 e lo scambio
degli auguri alla fine.
Vi prego di prenotare la cena per tempo, dandone avviso a Iole (011/8990322)
o a me (011/9661843).