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T O R I N O

Non mea voluntas sed tua fiat!

Festa di San Giuseppe 2009

Carissimi/e,
è veramente straordinario come sembra che il tempo ci incalzi con il succedersi delle stagioni. Anche le cadenze liturgiche ci coinvolgono con il loro rapido susseguirsi: prima l'Avvento, poi il Natale, poi il ciclo post-natalizio ed ora il periodo quaresimale: Tutto ci invita a meditare e riflettere sulla vita del Signore Gesù.
Il Mercoledì Santo ci introduce drammaticamente sull'antefatto della Passione ed è veramente impressionante la semplicità e la sobrietà di parole che l'evangelista Matteo usa per trasmetterci la sua testimonianza degli eventi che hanno trasformato radicalmente la sua vita.
“Quanto mi volete dare perchè io ve lo consegni?” Sono le scarne parole del mercanteggiamento tra Giuda e i sommi sacerdoti per eliminare Gesù. Poi le poche parole degli Apostoli a Gesù, ignari del retroscena che si preparava: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?”
A loro insaputa, sarebbe stata l'ultima per Lui qui in terra. Quindi la triste rivelazione di Gesù: “Uno di voi mi tradirà”, e il dolore profondo degli Apostoli che lo interrogano: “Sono forse io, Signore?” Ormai sapevano per esperienza che Gesù non diceva mai parole a vuoto, senza senso, superflue. Avevano quindi colto tutta l'amarezza del Signore in quelle parole. Il tradimento serpeggiava tra loro e Satana stava per entrare nel cuore di uno di loro. Il traditore fa eco anche lui alla domanda dei compagni, ma aggiungendo l'enfasi di un titolo stonato sulle sue labbra:
Rabbì, sono forse io?” Lapidario Gesù: “Tu l'hai detto”.
Così Matteo ricorda e narra la notte del tradimento, la notte che avrebbe scatenato la furia infernale e il tentativo estremo di far recedere Gesù dalla sua Passione.
Sono pennellate essenziali che ci introducono nella meditazione del compimento delle promesse di Dio e nella dimostrazione del bene immenso che Gesù vuole ad ogni singolo uomo che viene in questo mondo, ad ognuno di noi.
Quali parole affioreranno sulle nostre labbra per confortare Gesù? Riusciremo ad avere le uniche parole che Lui si aspetta da tutti noi, da ognuno di noi in modo particolare? Nessuna parola gli sarà più gradita, in risposta del suo sacrificio, di quella che potrà esprimere amore e affetto, come nell'espressione di San Tommaso: “Mio Signore e Dio mio”.
E' il dono e l'apertura totale del cuore alla sua Misericordia e al suo Amore salvifico.
Meditando i misteri pasquali, decidiamoci a metterci seriamente alla scuola di Cristo, alla scuola del suo amore che vuole estendere a tutti gli uomini. Non facciamolo aspettare inutilmente, trovando scuse meschine e idiote come quelle della parabola degli invitati a nozze. Usiamo della libertà, ma non abusiamo della sua pazienza di Padre amoroso e fedele. Per un atto di amore Dio ci ricolmerà al centuplo nell'eternità, perchè solo Lui è Amore infinito e assoluto.
Vivendo dunque la liturgia pasquale, lasciamoci coinvolgere pienamente e totalmente da questo mistero d'amore portando nella vita di ogni giorno questa impronta della Pasqua, di questo passaggio dalla morte alla vita della Grazia.

Vi aspetto pertanto Mercoledì 8 aprile all'Oasi di Santa Chiara, in Via L. del Carretto 6,

al pomeriggio con inizio della Meditazione alle 15,30.
Seguirà il Vespro, la Santa Messa alle 18,
la cena alle 19 e lo scambio degli auguri alla fine.
Vi prego di prenotare la cena per tempo, dandone avviso a Iole (011/8990322) o a me (011/9661843).

Sempre in Gesù sofferente e gioiosamente risorto,

vostro

Marcello



 

 

 

 



 


 


 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 


 

 

 





 

 


 

 

 

 


 



 





 

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