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T O R I N O
Non mea voluntas
sed tua fiat!
Pianezza,
1 Febbraio 2008
Carissimi/e,
abbiamo contemplato Gesù Bambino, l'abbiamo visto rapidamente
crescere e smarrito a 12 anni a Gerusalemme e poi l'abbiamo visto al
Giordano mentre Giovanni Battista lo battezzava. Ora ci accingiamo a
vederlo entrare in azione per annunciare il Regno di Dio e per dire
a tutti che Egli è “l'Agnello di Dio che toglie
il peccato del mondo”. Egli ristabilisce l'amicizia tra
Dio e l'uomo; Egli è veramente il nuovo Adamo e Maria la nuova
Eva che rigenerano alla Grazia l'umanità decaduta con il peccato
originale. L'antica Alleanza viene completata e trasformata
con la nuova Alleanza e la misericordia di Dio Padre irrompe nella nuova
creazione dando origine ad una nuova umanità.
La liturgia quaresimale ci presenta questi eventi e ce li propone non
solo come meditazione, ma come atti che devono arricchire la nostra
vita di fede e ancorarci solidamente alla Parola di Dio.
Le parole che Dio rivolse ad Abramo dicendo:”Vattene dal tuo paese,
dalla tua patria e dalla casa di tuo padre verso il paese che io ti
indicherò” (Gen. 12,1), sono le stesse che Dio fa risuonare
alle nostre orecchie e alla nostra anima quando dice: “Esci
dal tuo egoismo, lascia le tue abitudini e segui le indicazioni che
io ti darò”. Dio ci vuole docili alla sua parola, obbedienti
ai suoi insegnamenti che ci dà attraverso la Chiesa, umili nell'eseguire
le opere che ci possono santificare. Come dice San Paolo: “Egli
ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già
in base alle nostre opere” (2 Tim. 1,9) che avrebbero potuto solo
farci insuperbire di più, ma “secondo il suo proposito
e la sua grazia” (ib.) Solo accettando la sua proposta e il dono
della sua fede riusciremo ad arrivare al Tabor e vedere Gesù
sfolgorante nella sua divinità.
Come potremo rifiutare l'amicizia d'un Dio che si veste della nostra
carne, che si assoggetta al dolore e alla sofferenza, che accetta la
morte più infamante e che, nonostante le nostre fragilità,
debolezze e incostanza, ci apre le le braccia e se le fa inchiodare
su una croce per non chiuderle mai e darci così la sua misericordia
ad ogni istante? Voglia veramente Iddio negarci questa possibilità
di rifiutarlo, ma che finalmente riconosciamo la grandezza del suo amore,
l'immensità della sua bontà e “la sazietà
insaziabile” della sua gioia infinita.
I fratelli che ci hanno preceduti già godono di questa visione
beatifica e, se potessero, verrebbero a testimoniarci la bellezza di
queste realtà che contemplano e adorano non più come mistero
di fede, ma come mistero d'amore che tutto li pervade e li possiede.
Nel nostro incontro ricorderemo il nostro fratello Angelo Porto che
proprio in gennaio ha lasciato questa “casa provvisoria”,
come la chiama San Paolo, per entrare nella dimora del Padre, per la
quale Gesù “ha vinto la morte e ha fatto risplendere la
vita e l'immortalità” (2Tim. 1,10).
Domenica 17 febbraio ci ritroveremo
dunque all'Oasi di S. Chiara, presso le Suore Missionarie Francescane,
in Via L. del Carretto 6, per meditare i grandi temi della rivelazione
che Dio ci ha fatto attraverso il suo Figlio Gesù Cristo. Inizieremo
il nostro ritiro con la recita di Lodi alle 9,15 e proseguiremo poi
con la Meditazione del nostro Padre Don Nicola e la Santa Messa alle
11,30. Seguiranno il pranzo, l'istruzione fraterna e l'adorazione al
Ss. Sacramento che concluderà la nostra giornata.
Raccomando a tutti la prenotazione per il pranzo e la puntualità
per l'inizio della nostra giornata da passare tutta con Gesù.
Un cordiale e fraterno saluto a tutti nel Signore Gesù sofferente
e gioiosamente risorto.
Marcello

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