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Piemonte
eccoci alla ripresa del nuovo anno. Le
vacanze ormai, per chi le ha fatte, sono un ricordo per tutti. Le fabbriche
hanno ripreso il loro ritmo, la scuola ha riaperto i battenti e riassorbito
migliaia di giovani che dovranno prepararsi alla vita di domani. I nostri
governanti anche hanno ripreso le loro diatribe a volte ridicole a volte
feroci, per tutti però sempre pesanti e portatrici di nuovi sacrifici.
Ed è a questi sacrifici che rivolgo il mio pensiero e invito la
vostra riflessione.
Alcuni di noi hanno affrontato in queste vacanze i disagi e le sofferenze provocate dalla salute e qualcuno ha dovuto fare ricorso anche all'opera di abili ed esperti chirurghi. Altri invece sono sempre più impegnati sul fronte d'una decadenza fisica che bussa insistentemente alla porta del nostro corpo. Il tempo ci lascia inesorabile i suoi segni sul volto e nella memoria. Ma in tutto questo ci vengono in soccorso la preghiera e la fede, anche se una domanda inquietante conclude il vangelo della domenica XXIX che ci accoglierà nella nostra giornata di ritiro: “Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc. 18,8) E' una domanda questa che arriva dopo che nelle precedenti letture è risuonato forte e pressante l'invito a pregare sempre e a non stancarci mai. Addirittura San Paolo, esortando il discepolo Timoteo, usa proprio dei termini che non lasciano spazio a dubbi ed incertezze, parlando della predicazione: “opportune et importune”. E poi dà una sequenza di verbi incalzanti perchè ci si adoperi per la salvezza eterna: “Ammonisci, rimprovera, esorta...”. Tutto perchè non ci scoraggiamo e non ci lasciamo distrarre da quello che è il fine ultimo della nostra esistenza: amare, lodare, esaltare, celebrare la misericordia e la bontà di Dio. Il nostro cammino di quest'anno avrà sempre e unicamente questo
obiettivo e quanto più approfondiremo questo argomento e ci attrezzeremo
per utilizzare lo strumento della preghiera, tanto maggiore sarà
il nostro godimento nella contemplazione e nella visione di Dio.
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