Società Operaia
Spiritualità
 
Statua di Gesù orante nella cripta della chiesa del Getsemani di Paestum
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Scritti di Luigi Gedda

La SOCIETA' OPERAIA

e la SPIRITUALITA' GETSEMANICA

Nasce la Società Operaia

II primo problema che ci siamo posti fu quello di trovare un nome che potesse qualificare un gruppo di laici desiderosi di partecipare, umilmente ma attivamente, alla missione salvatrice di Gesù, che raggiunge nel Getsemani quando Egli fu catturato, un sublime esempio di obbedienza al volere divino.

Il nome prescelto per il singolo fu quello di "Operaio" e, di conseguenza, il nome del gruppo fu quello di "Società Operaia".
Con questo nome volevamo anche ricordare che Gesù forse per oltre vent'anni aveva frequentato il laboratorio di falegnameria di San Giuseppe e lavorato in esso.
Per i rapporti che S. Giuseppe ebbe con la vita nascosta e operativa di Gesù lo scegliemmo come nostro Patrono!

"Operaio" fu il nome che Gesù adoperò quando "vedendo le folle che ricorrevano a Lui ne sentì compassione perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: "La messe è molta e gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!" (Matteo 9, 36-38) ed anche quando istruisce gli apostoli inviandoli con ampi poteri a evangelizzare le città d'Israele, Egli soggiunge "L'operaio ha diritto al suo nutrimento" (Matteo 10, 10).
Le citazioni della parola "operaio" da parte di Gesù vengono riportate anche dal Vangelo di Luca (Luca 10, 2-7).

Non essendo possibile né prudente abbozzare in quei giorni del nostro primo incontro uno Statuto della Società Operaia, decidemmo di redigere quanto meno un testo che valesse ad esprimere una volontà comune e cioè, con termine derivato dal greco, un Simbolo.

Per stendere la minuta del Simbolo scesi dal convento del Celio a Porta Metronia, e cioè a casa mia, anche per aggiornare mia sorella Marie (oggi Serva di Dio) e poterla considerare come membro femminile della Società Operaia.
La prima stesura del Simbolo avvenne sull'ampio terrazzo di cui l'appartamento disponeva.

Il testo del Simbolo sottoposto all'approvazione dei primi "Operai di Cristo" subì solo alcuni ritocchi, ed è il seguente:

Noi crediamo in Dio Padre
e lo ringraziamo per la vocazione che ci diede.
Noi crediamo in Dio Figlio
e ci consacriamo come suoi Operai.
Noi crediamo in Dio Spirito Santo
e gli chiediamo i lumi
per bene intendere la via delle opere
alla quale vogliamo dedicarci:
con spirito di santificazione
così che ogni opera venga anzitutto costruita
con la preghiera, il sacrificio e le virtù cristiane;
con spirito di rinuncia
così che ogni opera costruita
non appartenga agli Operai come tali,
ma alla Chiesa attraverso le persone e gli enti
che naturalmente devono possederla;
con spirito di rispetto
per le altre organizzazioni, iniziative e persone.
Noi crediamo in Maria
nella sua onnipotente intercessione
e le chiediamo di poter conoscere e fare
la volontà di Dio
per confortare i dolori di Gesù nel Getsemani;
le chiediamo inoltre di servire la Chiesa e il Papa
con il cuore ardente dei primi cristiani
secondo i bisogni dell'ora che volge.
Sia aperta la nostra vita
a quanti ne comprendono la bellezza
e siamo tutti, al cospetto di Dio e del mondo,
buoni Operai
Così sia.

Stabilimmo di denominare "Reparti" i gruppi degli Operai di Cristo che potevano sorgere nelle Diocesi con l'autorizzazione del Vescovo come era consuetudine dell'Azione Cattolica e che i Capi-Reparto si raccogliessero ogni anno per un corso di Esercizi Spirituali nel convento dei Santi Giovanni e Paolo affinchè lo spirito getsemanico della Società non venisse meno e potesse espandersi.
Un'altra Operaia di Cristo che desidero ricordare fu Teresa Filippi, la quale prima ancora che sorgesse il Reparto di Torino, appartenendo alla famiglia che possedeva una cartiera alla periferia di Torino, regalò alla S.O. il materiale che occorreva.

Intesa comune era quella di recitare il Simbolo e di pregare nella serata fra il Giovedì e il Venerdì di ogni settimana, cioè in coincidenza approssimata del Getsemani sofferto da Gesù.
L'inserto contenuto nel simbolo "noi crediamo in Maria - nella sua onnipotente intercessione - e le chiediamo di poter conoscere e fare la volontà di Dio - per confortare i dolori di Gesù nel Getsemani" - ebbe tale importanza nella vita di pietà dell'Operaio di Cristo che da allora parecchi Operai recitano ogni giorno il <<Piccolo Ufficio della Beata Vergine>>.

Dato che gli Operai del Reparto di Roma lavoravano quasi tutti negli uffici dell'Azione Cattolica di Largo Cavalleggeri 33, nelle immediate vicinanze del Vaticano, usavamo raccoglierci nell'ultima spianata della Basilica per pregare, mentre nell'ultimo piano del palazzo pontificio era illuminata una finestra che documentava la presenza e il lavoro di Pio XII.

Il riconoscimento della Societą Operaia


La Madonna Assunta - Mosaico dell'abside della Chiesa del  Getsemani di Casale Corte Cerro (VB)

Estratto dalla rivista

"La Sapienza della Croce"

1999-2

 

 

 

Immagine tratta dal mensile del Santuario di Arenzano e Praga-Padri Carmelitani Scalzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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www.societaoperaia.org