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La
SOCIETA' OPERAIA
e
la SPIRITUALITA' GETSEMANICA
Alle
soglie del 2000
II bilancio della
Società Operaia alle soglie del nuovo millennio presente (fra molte)
due voci che ritengo doveroso ricordare.
Anzitutto mi riferisco
alle OPERE di cui parla il Simbolo e che furono a Roma l'Istituto Mendel
di Genetica Medica e Gemellologia, la "Domus Pacis" per la Giac,
il Getsemani di Casale Corte Cerro per gli "Attivisti" del Comitato
Civico, il Getsemani di Capaccio Scalo pensato per correggere l'affermazione
di Carlo Levi del titolo del libro "Cristo si è fermato a
Eboli", il Getsemani di Vitinia, che è una chiesa parrocchiale,
diventato ormai un Santuario alla periferia di Roma, il Piccolo Getsemani
di Piedimonte Etneo.
La seconda voce di questo bilancio di fine secolo è quella che
ci riempie di meraviglia e di gioia: un Operaio di Cristo è stato
dichiarato "Venerabile", un' Operaia di Cristo è "Serva
di Dio", presso la Pontificia Congregazione dei Santi, un Operaio
di Cristo è "Servo di Dio" presso il tribunale diocesano
di Ivrea.
L'Operaio di Cristo Venerabile è l'ingegnere Alberto
Marvelli che fece ingresso nella Società Operaia il Giovedì
Santo del 1945, nel Corso di Esercizi Spirituali tenutosi a Rho nella
casa degli Oblati e dal 1945 teneva sul comodino accanto al letto il libro
"Getsemani".
Nell'udienza concessa agli Operai di Cristo in occasione del 50° di
fondazione della S.O., il Pontefice Giovanni Paolo II disse di lui:
"Carissimi,
la vostra Associazione nacque nel 1942, come derivazione dell'Azione Cattolica
Italiana: erano gli anni difficili della guerra, regimi autoritari impedivano
in Europa la libera attività religiosa e sociale. In quella situazione
fu per voi illuminante il mistero della veglia di Cristo nel Getsemani:
vigilare per amore, offrirsi completamente alla volontà di salvezza
del Padre. Come fu vera quella ispirazione! Com'è urgente anche
oggi tale volontaria vigilanza in intima unione col Redentore dell'uomo!
Numerosi membri della vostra Associazione - tra questi il pensiero va
in special modo all'ingegner Alberto Marvelli, apostolo
esemplare nella vita spirituale e nell'impegno civile - hanno mostrato
come, nel mutare dei tempi e delle situazioni - i laici cristiani sappiano
dedicarsi senza riserve alla costruzione del regno di Dio nella famiglia,
nel lavoro, nella cultura, nella politica, portando il Vangelo nel cuore
della società.
Auguro pertanto a tutti voi di perseverare nella fedeltà a Cristo,
vegliando e pregando insieme con Lui, per essere, oggi come ieri, "operai"
generosamente impegnati nella vigna del Signore".
L'Operaia di Cristo Mary
Gedda morta il 29 gennaio 1985 e proposta dal Capo Reparto di Roma
al Tribunale ecclesiastico per il processo di beatificazione,
fu qualificata dal Cardinale Vicario Camillo Ruini con parole di alto
elogio.
La sua causa è ora presso la Pontificia Congregazione dei Santi.
"Un testamento scritto col sangue", così viene presentata
la biografia di Gino
Pistoni del Reparto di Ivrea scritta da Claudio Russo
(Editrice Elle-di-ci, Torino
1994.).
La presentazione è di Monsignor Luigi Bettazzi il quale così
conclude:
"Mi auguro che questa vita di Gino Pistoni, rapida ma completa e
convincente, possa entusiasmare tanti giovani di oggi e far loro capire
quanto sia bello impegnare la propria vita per i grandi ideali della fede
e dell'umanità".
Nato a Ivrea nel 1924 frequenta le scuole medie presso i Salesiani e i
Fratelli delle Scuole Cristiane, essendo già iscritto all'Azione
Cattolica. In un corso di Esercizi Spirituali presso il Castello di Bollengo
nel giovedì santo del 1944 entra a far parte della Società
Operaia e scrive:
"II mio cuore oggi eleva a te un inno di lode... Ti chiedo
la grazia di dividere con te le sofferenze del Getsemani".
Nell'Italia spaccata in due dalla Repubblica nazifascista di
Salò e dall'esercito italiano in dissoluzione, Gino aderisce alla
formazione partigiana e al progetto di distruggere il ponte che immette
nella Valle di Gressoney.
L'impresa è rischiosa e Gino viene colpito alla gamba sinistra
dalle schegge di una bomba.
Non potendo frenare l'emorragia, egli intinge un dito nel suo sangue e
scrive sul telo del sacchetto per i viveri: "Offro la mia vita per
l'A.C. e l'Italia, W Cristo Re".
Accanto alla sua salma fu trovato l'Ufficio della Madonna e un'immagine
di Gesù nel Getsemani.
Spiritualitą
Getsemanica
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Estratto dalla rivista
"La Sapienza della
Croce"
1999-2
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