|
|
La
SOCIETA' OPERAIA
e
la SPIRITUALITA' GETSEMANICA
Spiritualità
getsemanica
La nascita e gli sviluppi della Società
Operaia che ho riassunto, derivano dal linguaggio muto ma eloquente della
statua di Gesù agonizzante nella grotta voluta da Pio XI nel giardino
dei Passionisti sul Colle Celio e dai testi dei Vangeli e della lettera
agli Ebrei che ho citato.
Non sapevamo che vi fossero altre fonti getsemaniche a cui ispirarci fino
al 1984, quando l'editrice Ares di Milano pubblicò la prima edizione
italiana di uno scritto di San Tommaso More a cui fu dato il titolo
"Nell'orto degli ulivi".
San Tommaso More fu Lord Cancelliere, ossia Primo Ministro del re Enrico
VIII di Inghilterra, il quale ripudiò sua moglie Caterina d'Aragona
per sostituirla con Anna Bolena e dopo aver chiesto inutilmente alla Santa
Sede l'annullamento del suo matrimonio, separò la Chiesa di Inghilterra
dalla Chiesa Cattolica Romana.
A tal fine chiese ai suoi sudditi di firmare una dichiarazione di non
obbedienza ad autorità estere (cioè al Papa) e di considerare
lui stesso come capo della Chiesa d'Inghilterra.
Sir Thomas More diede le dimissioni dalla sua carica politica e fu l'unico
laico che rifiutò di firmare la dichiarazione richiesta dal re.
Per questo fu arrestato e recluso nella Torre di Londra. Propostosi di
occupare il tempo della sua prigionia scrivendo in inglese la storia della
Passione di Cristo, incominciò dalla minuta descrizione di ciò
che Gesù soffrì nel Getsemani, ma non potè continuare
perché fu processato il 1° luglio 1535, condannato e decapitato
il 6 luglio.
La prima edizione in inglese di quest'opera
getsemanica è del 1557.
Una seconda e più copiosa fonte di spiritualità
getsemanica fu quella che conoscemmo nel 1995 in base al libro
di Jean Ladam: "La Sainte de Paray,
Margherite Marie", stampato nel 1977 con l'imprimatur
del vescovo Mons. Gaidon.
Pur avendo visitato precedentemente il monastero e la cappella dove Gesù
manifestò a Santa Margherita Maria Alacocque il suo dolore per
il disinteresse dei cristiani al suo amore per cui aveva sofferto e li
aveva salvati, non conoscevo le parole che Gesù le rivolse in un
venerdì del 1674 e che traduco dal francese:
"Tutte le notti dal giovedì
al venerdì ti farò partecipare a quella mortale tristezza
senza che tu la possa comprendere, a una specie di agonia più
atroce della morte.
E per unirti a me in questa umile preghiera che io presentai allora
a mio Padre durante tutte le mie angosce, ti alzerai fra le undici e
mezzanotte per prostarti durante un'ora con me, la faccia contro terra,
sia per attenuare la divina collera invocando misericordia per i peccatori,
sia per attenuare in qualche modo l'amarezza che io provavo per l'abbandono
dei miei apostoli, che mi obbligò a rimproverarli perché
non avevano potuto vegliare un'ora con me e durante un'ora farai ciò
che io ti insegnerò... È qui che io ho sofferto più
che in tutto il seguito della mia Passione, vedendomi totalmente abbandonato
dal cielo e dalla terra, carico dei peccati di tutti gli uomini. Comparso
davanti alla santità di Dio, che senza alcun riguardo alla mia
innocenza ma in preda al suo furore mi faceva bere il calice che conteneva
il fiele e l'amarezza della sua giusta collera. Non esiste creatura
che possa capire la gravita dei dolori che io dovetti allora soffrire.
È esattamente il dolore che prova l'anima criminale quando compare
davanti al tribunale della santità che pesa su di lei e la sommerge
nel suo giusto furore".
Un'altra ed anche maggiore rivelazione, che si riallaccia al Getsemani,
viene fatta dal Sacro Cuore a Santa Margherita Maria, che la comunica
alla superiora in una lettera del 1688:
"Un giorno di venerdì,
durante la santa comunione, Egli disse a questa sua indegna serva...
Io ti prometto, la grande misericordia del mio Cuore che il suo potentissimo
amore concederà a tutti quelli che si comunicheranno per nove
primi venerdì del mese consecutivi, la grazia della penitenza
finale.
Non moriranno in mia disgrazia e senza ricevere i sacramenti, il mio
Cuore sarà il loro sicuro rifugio negli ultimi istanti".
San Tommaso More fu canonizzato il 19.5.1935
e Santa Margherita Maria il 13.5.1920.
Essi sono il suggello di quella che
la Società Operaia vive e diffonde con il nome di Spiritualità
Getsemanica.

|
|
Estratto dalla rivista
"La Sapienza della
Croce"
1999-2
|
Torna a "Spiritualitą


Torna
a "Spiritualitą
Torna
a "Spiritualitą |