"Tutto quello
che fate in parole ed opere si compia nel nome del Signore Gesù,
a gloria di Dio Padre"
(da Col 3, 12-21).
Questo versetto della lettera di Paolo ai Colossesi ricalca e riproduce
esattamente quella che doveva essere, per grazia, l' atmosfera della
casa di Giuseppe, Maria e Gesù. Maria Qualtorta l' ha descritta
come per visione nella sua notissima opera.
A noi non resta che immaginarla nella contemplazione e nella speranza.
Altre volte ci siamo fatti aiutare dal ricordo delle visite alla "Santa
Casa" di Loreto, nelle quali ci si sente come presenti nell' ambiente
e nella presenza viva, perché perenne, delle Santissime Persone
benedette, con Dio, con Gesù vivo e parlante; come già
in Paradiso, nel "Luogo" di Dio dove si adora e si gode della
reale intimità col Padre, immersi nell' Amore dello Spirito Santo,
nel respirare esclusivamente la gloria eterna, per il "sempre".
Ammirati e stupiti da questa costruzione portata colà dagli Angeli,
come dimostra l' essere stata poggiata per terra, data l' assenza di
tracce di fondamenta.
La "Sacra Famiglia" è già, qui sulla Terra,
la "Sede di Dio", la sede nella quale è sorto ed è
maturato il Vangelo, col sentirsi parte della Sua vita grazie alla fede
ed all' Amore-Carità che ci consente di pregustare la totale
beatitudine. In Essa la giornata trascorreva nel lavoro e nella preghiera.
Su questo secondo e principale aspetto dobbiamo fermare spesso la nostra
adorazione. Nulla vieta di immaginare che i primi maestri di Gesù
giovinetto siano stati Giuseppe e Maria; Giuseppe per il lavoro, Maria
per la Parola del Padre celeste e che ciò sia stato voluto e
scelto da Gesù stesso, in modo di ottenere - essendo uomo di
origine divina - le caratteristiche tali da essere più umanamente
preparato per la propria missione salvifica, quelle accumulate prima
della Sua immersione tra gli uomini.
Domina quindi, in realtà, in seno e nell' anima della Santa Famiglia
di Nazareth, la figura di Maria "madre e maestra": sia di
Gesù che di tutti i Suoi discepoli sviluppatisi nel corso della
storia del Cristianesimo.
Maria ha avuto in grazia le "parole e le opere" adatte alla
fondazione, nel modo giusto e santissimo per dare al mondo il Salvatore,
dopo averGli dato un corpo umano.
In Maria va perciò fissata ogni ammirazione, indirizzata ogni
adorazione e rinnovato ogni ringraziamento: alla pari di Gesù
e sotto lo sguardo, benedicente anch ' esso, di Giuseppe, nostro Patrono,
"operaio", da imitare nella figura e nelle opere in difesa
e salvaguardia di Maria e Gesù: nel silenzio, nella umiltà
concreta della massima obbedienza. Giuseppe, Patrono della Chiesa, perciò,
il Santo più potente!
Nella contemplazione della "Santa Famiglia" dobbiamo quindi
cercare, con la sicurezza di ottenere grazie, tutti gli elementi umanissimi
ma ugualmente celesti della "santità" normale, umana
che l' Amore del Padre ci offre e desidera da noi.
Nell' andare con decisione e volontà di ricerca a volerci immedesimare
nella vita e nelle vicende di Nazareth possiamo ottenere la grazia della
conoscenza e del massimo approfondimento della vita colà svoltasi,
di Giuseppe, di Maria e di Gesù per farlo il più possibile
nostro, sì da poter dirci di vivere con Loro; di lavorare con
Loro, di pregare con Loro, di amare come Loro soltanto erano capaci,
per divina grazia, di amarsi, sì da sentirci membri, anche noi,
della "Santa Famìglia".