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Sardegna

26 dicembre- Santa Famiglia - Anno A

"Tutto quello che fate in parole ed opere si compia nel nome del Signore Gesù, a gloria di Dio Padre" (da Col 3, 12-21).

Questo versetto della lettera di Paolo ai Colossesi ricalca e riproduce esattamente quella che doveva essere, per grazia, l' atmosfera della casa di Giuseppe, Maria e Gesù. Maria Qualtorta l' ha descritta come per visione nella sua notissima opera.
A noi non resta che immaginarla nella contemplazione e nella speranza.

Altre volte ci siamo fatti aiutare dal ricordo delle visite alla "Santa Casa" di Loreto, nelle quali ci si sente come presenti nell' ambiente e nella presenza viva, perché perenne, delle Santissime Persone benedette, con Dio, con Gesù vivo e parlante; come già in Paradiso, nel "Luogo" di Dio dove si adora e si gode della reale intimità col Padre, immersi nell' Amore dello Spirito Santo, nel respirare esclusivamente la gloria eterna, per il "sempre".
Ammirati e stupiti da questa costruzione portata colà dagli Angeli, come dimostra l' essere stata poggiata per terra, data l' assenza di tracce di fondamenta.

La "Sacra Famiglia" è già, qui sulla Terra, la "Sede di Dio", la sede nella quale è sorto ed è maturato il Vangelo, col sentirsi parte della Sua vita grazie alla fede ed all' Amore-Carità che ci consente di pregustare la totale beatitudine. In Essa la giornata trascorreva nel lavoro e nella preghiera.

Su questo secondo e principale aspetto dobbiamo fermare spesso la nostra adorazione. Nulla vieta di immaginare che i primi maestri di Gesù giovinetto siano stati Giuseppe e Maria; Giuseppe per il lavoro, Maria per la Parola del Padre celeste e che ciò sia stato voluto e scelto da Gesù stesso, in modo di ottenere - essendo uomo di origine divina - le caratteristiche tali da essere più umanamente preparato per la propria missione salvifica, quelle accumulate prima della Sua immersione tra gli uomini.

Domina quindi, in realtà, in seno e nell' anima della Santa Famiglia di Nazareth, la figura di Maria "madre e maestra": sia di Gesù che di tutti i Suoi discepoli sviluppatisi nel corso della storia del Cristianesimo.
Maria ha avuto in grazia le "parole e le opere" adatte alla fondazione, nel modo giusto e santissimo per dare al mondo il Salvatore, dopo averGli dato un corpo umano.
In Maria va perciò fissata ogni ammirazione, indirizzata ogni adorazione e rinnovato ogni ringraziamento: alla pari di Gesù e sotto lo sguardo, benedicente anch ' esso, di Giuseppe, nostro Patrono, "operaio", da imitare nella figura e nelle opere in difesa e salvaguardia di Maria e Gesù: nel silenzio, nella umiltà concreta della massima obbedienza. Giuseppe, Patrono della Chiesa, perciò, il Santo più potente!

Nella contemplazione della "Santa Famiglia" dobbiamo quindi cercare, con la sicurezza di ottenere grazie, tutti gli elementi umanissimi ma ugualmente celesti della "santità" normale, umana che l' Amore del Padre ci offre e desidera da noi.

Nell' andare con decisione e volontà di ricerca a volerci immedesimare nella vita e nelle vicende di Nazareth possiamo ottenere la grazia della conoscenza e del massimo approfondimento della vita colà svoltasi, di Giuseppe, di Maria e di Gesù per farlo il più possibile nostro, sì da poter dirci di vivere con Loro; di lavorare con Loro, di pregare con Loro, di amare come Loro soltanto erano capaci, per divina grazia, di amarsi, sì da sentirci membri, anche noi, della "Santa Famìglia".

Coroncina: "Giuseppe, Maria e Gesù voglio vivere con Voi!"

Portiamo anime a Cristo!

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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