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Sardegna

10 febbraio 2008 - 1° Domenica di Quaresima - Anno A

"...dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti ebbe fame..." (da Mt 4, 1-11 )

Così, in questo momento della Sua vita terrena, ha inizio la storia della predicazione di Gesù, che si concluderà drammaticamente nella Passione e nella Morte sul Calvario.
Adesso Gesù sveste gli abiti del falegname di Nazareth per indossare quelli del Maestro di ben altro genere: di quello che riinsegnerà i valori della vita ai Suoi, a noi compresi, secondo quanto ci lascerà in eredità di Parola e di Spirito nel Vangelo, nella "Buona notizia" che la Salvezza nostra inizia il suo cammino, la sua storia.
Adesso Gesù si scopre uomo come noi: ha fame e sete come noi, sia pure in modo da noi differente in quanto queste umanissime, fisiologiche, necessità non dipendono come può accadere a noi anche da vizi o da bramosie oltre natura, ma dal Suo voler essere il più possibile simile e vicino a noi in ogni senso umanamente giusto e normale.
È questo il momento, insomma, nel quale Gesù scende al nostro livello, come d' altronde doveva fin dal momento in cui, nascendo come ognuno di noi, si era fatto uomo. È terminato il tempo della vita silenziosa con Giuseppe e Maria ed ha inizio quello del voler e dover "farsi sentire", del rivelarsi.
Immediatamente però si presenta un ostacolo, del resto previsto ed annunciato: annuncio di inimicizia, di dolore, di quel dolore che colpirà l' anima della innocente e santissima Madre Sua, che sarà inferto dal padrone, dall' ammistratore del dolore nel Mondo, il diavolo, che, ridotto alla cecità al Bene dalla sua ribellione a Dio, è vigile da allora verso ogni forma, ogni manifestazione di Bene. Ne siamo colpiti tutti, uomini, Chiesa, innocenti e colpevoli, sapienti ed ignoranti, giovani e vecchi senza distinzioni, tutti, sia reprobi che perfino santi. Nessuno di noi "da allora" è esente dalla tentazione abile, sottile, sapientissimamente adattata a ciascuno; tutti, nessuno escluso.
Non è stato cosi risparmiato neppure Dio, in persona di Cristo.
Perché? Come mai è stato possibile? A causa della Sua santissima ed infinita innocenza, bontà ed umiltà? La Sua potenza dov' era in quel momento? Forse, pur essendo implicita nella Natura divina, in questo drammatico episodio si legge anche la promessa, l'annuncio del fallimento a cui Satana è destinato.
Il rifiuto di Gesù ai suoi allettamenti è già, nel Suo sapere assoluto, quello di noi credenti; vogliamo che lo sia davvero. Ciò per confortarci. Vogliamo essere anche noi gli angeli consolatori della Sua Passione, i soli tra le creature ad avere una possibilità di attenuare almeno, di sperare di poter confortare in qualche misura il Suo dolore, infinito in quanto dolore di Dio, del Dio della Gioia totale. Siamo stati creati anche per questo motivo: per essere gli "amici", i confortatori del Cuore di Dio offeso dal tradimento del demonio.
Tentiamo di accennare almeno a qualche genere o caratteristica di questa consolazione che Dio attende da noi, da ognuno di noi.
Fondamentale, per citarne una delle principali, è quella che questo brano del Vangelo in sé ci ispira: quella di "non tentare mai Dio", che consiste, prima di tutto, nel non essere mai, neppure minimamente se possibile, indulgenti con noi stessi, nel ritenere - per essere chiari - che non c' è peccato, di nessun genere, neppure il cosiddetto "veniale", che non rechi offesa a Dio. Certo Egli, Infinita Misericordia, è pronto a perdonare e non lesina mai il perdono; ma vedendo "ognuno di noi" uomo come fatto a Sua immagine, che desidera perfetta, resta deluso dalla nostra superbia che è la causa dell' incredulità e, di conseguenza, del peccato.
La risposta che alla fine Gesù dà a Satana ha, come primo elemento, questo significato.

Portiamo anime a Cristo!

 

 

 

 


 

 

 

 



 

 

 

 

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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