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Sardegna
E’ l’episodio della guarigione del paralitico per il quale
gli amici scoperchiano il tetto della casa per poterlo presentare a
Gesù perché lo guarisca. Possiamo così fare la nostra lettura sulla scena col dire che
per avvicinarci a Gesù, per giungere alla sua presenza, occorre
a volte impiegare qualunque espediente; per cui pensiamo subito agli
esempi che i Santi ci offrono in fatto di volontà e di speciale
determinazione e santo orgoglio pur di poter raggiungere i fini che
si prefiggono nel cammino verso Dio, verso la Verità, verso la
gloria di assicurarsi il “posto” nella vita eterna. Partendo da questo stato, da quella condizione gradita a Dio – e soltanto da essa per raggiungere gli obiettivi che veramente contano – si può procedere sulla via della cosiddetta “perfezione”. Occorre, come primo e fondamentale movimento, “alzarsi”, cioè collocarsi inizialmente al di sopra di tutto ciò che istintivamente la nostra stessa coscienza ci dice non essere degno di Dio, per gli unici risultati che possono esserGli graditi. E’ un rapporto non di sudditanza o sottomissione che può essere anche comoda, ma l’unico valido se ispirato e mosso dall’amore. Dio E’ Amore e richiama e richiede Amore. Con ciò potremmo aver espresso l’essenziale occorrente ad essere santi come Dio ci desidera: questo è fortunatamente verissimo. Senonché l’esempio di santità somma fornitoci ed insegnatoci da Cristo, personificazione di Dio in terra, ci suggerisce, senza imposizione, che è “gradita” la massima misura di santità, pur trattandosi sempre di qualcosa di relativo per la condizione umana a fronte dell’infinita ed unica vera Santità che appartiene soltanto alla Trinità Santissima. Questo “Alzati e cammina!” che Gesù ci indirizza adesso, in questa paginetta di Vangelo, ci dice che come primo passo per accontentarLo in questa vita dobbiamo seguirLo nel Suo viaggio tra gli uomini, tra le genti di ogni epoca e di ogni regione nel fare o quantomeno imitare quel che Lui farebbe se fosse ancora tra noi. La fede ci dice ch’Egli E’ presente: sotto forma di Chiesa,
sotto quella delle opere di carità e di evangelizzazione, tramite…noi,
Suoi testimoni. Egli è con noi, e, fattosi Esempio, “cammina”
con noi, parla, opera con noi, trasmette amore e bontà attraverso
noi, si fa presente e si fa riconoscere tramite noi. E c’è di più: c’è che il nostro camminare con Lui è la sola arma capace di contrastare l’opera malefica del nemico di Dio, di quel Lucifero causa di ogni disgrazia. Camminare. Camminare senza fermarsi, senza guardarsi dietro, ma avendo nella luce della fede ben evidente la meta, considerandola non solo reale qual è sicuramente, ma vedendola come già compiuta nel Tempo che appartiene a Dio solo e che sfugge, per la condanna subita per sempre a chiunque può osare atteggiarsi a suo nemico o negatore.
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