Società Operaia
Vita Operaia
 
Simbolo
Spiritualità
Storia
Sedi
Documenti
Vita operaia
Collegamenti

Sardegna

16 novembre 2008 - 33a Domenica - Anno A

"Parabola dei talenti e del servo infingardo" (da Mt 25, 14-30)

Dio, avendoci collocati in vita nel mondo, conosce perfettissimamente tutto di noi, infinitamente meglio di quanto noi possiamo di noi stessi, dell' intimo nostro, delle nostre attitudini, capacità, tendenze, di ogni lato e caratteristica personale, di ciascuno.
Dio ci fornisce doti sempre diverse, mai identiche se non solo in apparenza, quelle doti che in sostanza fanno di ognuno di noi una singolare "persona".
Dio ci ama così, in quanto tali, in quanto unici, sì che il suo amore sia moltiplicato all' infinito, quale elemento della creazione che, nel campo universale dello spirito, è la Sua riproduzione, la Sua espansione tendente all' infinito ed all'eterno, l'unica che conti assolutamente per Lui, nella quale creandoci ci ha inserito con amore.
Le nostre doti caratteriali ci definiscono agli occhi di Dio e dovrebbero esser talmente chiare da poterci definire il più esattamente possibile anche a noi stessi.

Un carattere importante sul quale riflettere è che le scelte, i progetti, le preferenze di Dio per l' evolvere della nostra vita non dovrebbero rimanere silenziosamente e segretamente nel volere di Dio, ma dovrebbero essere da noi chiaramente recepite grazie alla indubbia trasmissione che non ci è mai negata, se non nelle estreme condizioni patologiche.
Dio, in sostanza, desidera che noi, proprio in quanto Sue creature, somigliamo a Lui il più fedelmente, anche nella capacità di "vederci".
Ciò al fine che i progetti, le scelte, i desideri di Dio che ci riguardano siano avvertiti da noi perché li facciamo nostri e li impieghiamo fedelmente nella vita comune, quella di relazione col nostro prossimo.

Gesù, usando questa parabola del "servo infingardo" a mo' di avvertimento ed insegnamento sul "giudizio finale", ci induce alla massima attenzione e impegno, a non sprecare il tempo ed il lavoro ( rappresentato qui dai talenti) né a trascurare l'importanza che può essere attribuita ad un nostro atteggiamento svogliato od indifferente nei riguardi della stessa vita, ma a porre come base solida d' ogni nostro gesto o parola, nel viverla in quanto dono prezioso di Dio, onorandola in massimo grado nel nostro comportamento col prossimo. Chi è il nostro prossimo Gesù lo ha messo in luce in altre occasioni, quale la parabola del "buon samaritano ".
Tutto ciò rivela con insistenza l' importanza centrale, fondamentale del concetto di "carità", che sottintende la realtà stessa di Dio in tutto il suo insieme d' estrema giustizia.

La "parabola dei talenti", nella quale il personaggio del padrone rappresenta Dio Giudice, Gesù la conclude perciò con la promessa di "vita nel!' abbondanza"per coloro che "hanno" e di spogliazione per coloro che "non hanno". Ingiustizia? Scarsa compassione? Eccesso di severità? In Dio non può albergare nulla di tutto ciò, bensì perfettissima giustizia associata ad infinita carità. Il senso non può essere che questo, forse: ogni uomo può condannarsi da sé e deve perciò sentire lo stimolo ad autogiudicarsi ed autoregolarsi per il bene, per il meglio in senso assoluto, sia pure umano, nel mettere a buon frutto le proprie doti naturali.
L ' infingardaggine, questa sì, viene condannata ; si autocondanna, per essere più esatti. Essa infatti consiste nel collocare "sotto terra" le buone doti, i buoni princìpi, le virtù naturali che sono state inserite in noi naturalmente, anziché metterle in luce piena a favore del nostro prossimo nel suo senso più esteso . "Dio ci ha fatto come Lui": ci ha fatto buoni, saggi, volenterosi, misericordiosi. Non dobbiamo mai sotterrare i Suoi doni.

Coroncina: "Signore, rendimi tuo servo fedele!"

Portiamo anime a Cristo!



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 



 

 

 

 

Torna alla prima pagina

 

Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.societaoperaia.org