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18 ottobre 2009 - 29a Domenica - anno B

"Gli dissero: "Signore, concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra" (Mc 10, 35-45)

Con divina pazienza e cortesia Gesù non poteva che trattare come assurda una simile richiesta, segno dell' incapacità umana di discernere in fatto di valori veri.
E' la logica continuazione ed arricchimento della risposta data al giovane ricco. Essa definisce ancora quel che ha importanza per Dio; che, essendo immisurabile ed infinito, non ha limiti in ogni particolare della propria Essenza.
Qui Gesù dichiara esplicitamente che Dio, pur essendo l'"Infinito" è, proprio in quanto tale, il " Più Piccolo", che accetta di avere al proprio fianco coloro che berranno il calice della salvezza che soltanto Lui ha potuto bere.
Il motivo di questa Sua Natura, unica divina venuta nel Mondo, risiede nella Sua stessa Essenza: l' "Amore ".
Per amore Dio E', per amore crea, per amore perdona, per amore salva. Per amore si è Incarnato in Cristo, onde essere visibile, credibile, somigliante a noi uomini, creature a Lui più dilette in tutto il Creato.
Si è Incarnato come il più piccolo e povero, rivelandosi diverso nella carità e nella Parola, in contenuti ed in effetti prodigiosi atti a stimolare la nascita della fede in noi. In questa occasione Gesù dichiara ciò che può portare l' uomo al trionfo: il saper bere il calice della Passione che trionfa su tutto, in quanto ha acquisito quel diritto, stabilito dal Padre e grazie a Lui solenne al di sopra di ogni avvenimento della Storia. Che avrà il culmine certamente alla fine dei Tempi, che vedranno l' Uomo Finale sedere davvero alla destra di Dio per il Suo massimo compiacimento e gioia. Vero coronamento della Sua Gioia, della Sua Gloria. Si concluderà così tutta la Storia: in una Gloria eterna.

A noi non può esser concesso il chiederlo, ma è doverosissimo il desiderarlo e, soprattutto, il costruirlo, con il nostro lavoro continuo nell' anima nostra nella vita attuale della vita attuale. Gesù Uomo ci vuole Suoi compagni di fede e di testimonianza garantendoci grazie ad esse il giusto trionfo a nostra personale misura, che a ben considerare è superiore dal "semplice sederci" al Suo fianco nella, beatitudine eterna, nella quale non ci saranno per noi seggi o qualsivoglia condizioni di raggiunto dominio, ma soltanto oblio totale e definitivo d'ogni male, d' ogni affanno, d' ogni genere d' ansia, d' ogni possibile rivalsa o protesta, in una pace tale da non esser più nemmeno definibile con gli attuali consueti termini.
Quel che dobbiamo chiedere, con costante ed incessante insistenza, è che ci si renda degni, in qualche misura, della divina e infinita giustizia di Dio, della "beatitudine".
Siamo stali creati come uomini, siamo venuti al mondo per compiacenza amorosa di Dio, unicamente per questo esclusivo scopo: per credere in Dio, per adorarLo, per testimoniarne la ''Carità nel mondo che ci ospita, per farla lievitare fino a renderLa Sovrana del Creato. In questo noi siamo co-creatori. E' questa la nostra "gloria".

Coroncina: "Signore, fammi trionfare con Te!"

Portiamo anime a Cristo!

 

 

 

 

 


 




 


 

 


 

 

 

 


 

 

 



 

 

 

 


 

 

 


 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 



 

 

 

 

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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