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19 0ttobre 2008 -
29a Domenica - Anno A
"Rendete
a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è
di Dio"
(da Mt 22, 15-21)
Farisei, sadducei, erodiani...sono alcune sette, alcuni
"partiti politici" nei quali si suddivideva la società
di allora in Israele. Gesù, anche se cerca in prevalenza il popolo
minuto, li avvicina e li tratta con speciale severità ed attenzione.
Il vero "diverso" però E' Lui, E' l' unico vero "altro",
che ha voluto farsi come uno di noi per poterci tutti comprendere e
raggiungere.
Per Lui non esistono né titoli né categorie sociali, ma
semmai anime individuali, tutte singole in quanto a fede e fedeltà,
sincerità e bontà. L ' effìge di Cesare che appare
nella moneta quindi nulla Gli esprime fuori dalla normale umanità
che Egli considera. Per Lui vale Dio, il Padre, e di conseguenza tutto
ciò che sia degno del Padre. Quel che ha potuto muoverLo alla
nostra redenzione e salvezza è l'essere stati creati a "sua
immagine", l' essere noi riportati il più diffusamente possibile
a quei valori e, mosso da infinita misericordia, ha guardato a noi come
Suoi fratelli nel Creatore.
Egli E' venuto tra noi e risiede ancora tra noi ancor oggi per ripetercelo
continuamente e per riadeguarci a questa unica, vera, completa e fondamentale
realtà.
Nell' insegnamento al quale questo episodio si riferisce, Gesù
cita per primo "Cesare", l' autorità, chi ha il potere,
che comanda e detta le leggi; e così, espressamente dichiara
come giusto principio il non disprezzare mai le leggi, e rigetta il
volersi autogovernare; lo mette al primo posto, quale riferimento necessario
di ordine e giustizia, per il bene della collettività. Pone poi
Dio Padre non in una posizione - come dire? - "Cesare-dipendente",
ma per indurre a considerare il bene e la giustizia sociale come surrogati
indispensabili di quella giustizia che Dio guarda e giudica.
Ciò che è giusto per il mondo, in sostanza, deve essere
in sintonia coll' idea stessa che di Dio si deve maturare e coltivare,
ed alla profonda realtà della divinità che Gesù
è venuto a riportare nel Mondo, vera ed unica condizione per
meglio sviluppare, accanto alle virtù "sociali", le
virtù morali più elevate che conducono a Dio ed alla realizzazione
del Suo Regno nel mondo.
Questo episodio del Vangelo perciò contiene, in concentratissima
sintesi, l' insegnamento sociale cristiano, che ha portato tutta la
società, comprendendovi in parte anche quella non cristiana,
alla vera modernità sociale nel mondo.
In esso sono contenuti tutti i princìpi che dovrebbero guidare
ogni aspetto della giustizia internazionale, fino a consentire la scomparsa
dei privilegi e degli abusi, delle dittature e delle oligarchie, fino
a far raggiungere l' equa distribuzione delle risorse nel divieto assoluto
degli sprechi e degli ingiusti arricchimenti: per la realizzazione di
un mondo nel quale domini unica vera sovrana la carità internazionale.
Non si tratta di utopie: si tratta di ricondurre il Mondo alla Legge
di Dio ed a quel che Essa auspica fin dal primo momento della creazione
dell' uomo, fatto a Sua somiglianza nello spirito.
Portiamo anime a Cristo!
Coroncina: "Signore, insegnaci sempre la Tua Legge!"
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Riprendiamo
le
"Ore
gethsemaniche"
il 23
ottobre.
Messa: Cristo
Re,
ore 18.
Inizieremo con un'ora di adorazione eucaristica guidata da
Tino Marongiu


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