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1 febbraio 2009 -
Domenica ordinaria - Anno B
"Andò
per tutta la Galilea: predicava nelle sinagoghe e scacciava i demoni"
(da Mc 1, 29-39)
Anche in questo episodio sono citati quei "demoni"
che solo Gesù poteva scacciare. Ma perché ancora tanta
insistenza? Cerchiamone i motivi, che, trattandosi di parole del Vangelo,
sono reali.
Il pensiero va evidentemente non solo a quei " demoni " che
erano presenti ed attivi all' epoca di Gesù e nella società
palestinese di allora, ma a tutti quelli di sempre, quelli che lo sono
ancora tra noi di oggi, nel!' attuale società, pur se in modi
e manifestazioni diverse ed impensabili, tali da renderli non facilmente
riconoscibili.
Consideriamoli e prendiamone coscienza adesso dopo la Rivelazione ed
alla luce della fede. Rimane più che mai valido l' avvertimento
per individuarli, per evitarli e per riuscire a combatterli in qualche
efficace modo, perfino partendo da semplici supposizioni o sospetti,
data l' immensa astuzia di un nemico del genere. In ogni caso, se qui
nel Vangelo se ne denuncia la presenza e l' attività per quell'
epoca è perché ciò valga per tutti i tempi, per
tutto l' insieme delle anime, che, fino al felice giorno della generale
conversione, sono in perenne minaccia.
Gesù è presente anche oggi, potremmo dire - a nostro vantaggio
- più che mai, pur non apparendo; è l'"Onnipresente",
che si manifesta a chi Lo invoca con fede, nella preghiera perché
scacci i demoni che insidiano le anime nostre; questo è il dato
certo che muove il nostro spirito alla invocazione: non siamo abbandonati
a noi stessi, giacché esiste sempre la possibilità di
esser difesi, di essere illuminati. Basta chiedere il Suo aiuto, che
sempre giungerà. E' l' Opera Sua ad essere attiva per tutti i
tempi, fino alla fine, come sostanza della Sua Presenza.
Se poi intendiamo trovare un senso onnicomprensivo dello "scacciare
i demoni", pensiamo a quanti nostri simili vivono in peccato permanente,
costante e purtroppo non riconosciuto per loro chiara volontà.
Inoltre notiamo come in questo brano di Matteo, che è successivo
a quello del 1, 21-28 e lo integra, i demoni sono scacciati anche dalle
"sinagoghe". E ' un riferimento o almeno un accenno a quelli
che possono albergare in varia misura e modo anche nelle attuali nostre
chiese? Ciò è sempre probabile per il valido motivo che
satana cerca sempre di colpire il più in alto possibile. Anche
nelle chiese può ben inserirsi la non retta intenzione, almeno
come il cercare di emergere, di far valere la propria figura sui confratelli.
Là dove Cristo è presente nella Sua realtà sacramentale,
più che altrove, il demonio cerca di insinuarsi per comandare,
pur di guastare, pur di corrompere o quanto meno di disturbare. Egli
mira sempre verso il più alto, sempre più contro ciò
che è a Dio più vicino e quindi più sacro: il suo
odio smisurato glielo impone. Quale deve essere il nostro atteggiamento
al riguardo? Occorre esser fermi nell' ordine, nella disciplina, in
fatto di quantità e qualità d' impegno, nel pensiero,
e perché su tutto domini la carità, che è simboleggiata
dalla Croce di Cristo ( B. Pascal, Pensieri ), croce che è l'
opposto divino rispetto a quanto può essere, in misura sempre
sottovalutata, satanico; il diavolo si accontenta anche del minimo.
La Croce di Cristo è il più potente ostacolo all' opera
di satana, come nella collaborazione umana lo è il martirio,
quale massima testimonianza di carità e di fede. Noi fedeli siamo
tenuti a dare proprio questa testimonianza, anche nell' ambiente della
chiesa che abitualmente frequentiamo, nell' essere sempre di esempio
agli altri fedeli. Chiediamo perciò luce a questo riguardo.
Coroncina: "Signore, aumenta
la mia fede!"
Portiamo anime a Cristo!
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