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1 marzo 2009 -1a
domenica di Quaresima - Anno B
Il brano del Vangelo dell' ultima domenica del tempo
ordinario ci ha fatto riflettere sul significato, importanza e caratteri
del digiuno cristiano.
Questo di oggi invece ci introduce nel vivo dell' argomento portandoci
a stare a fianco di Gesù che, prima di iniziare la Sua predicazione,
si apparta nel deserto per quaranta giorni per porsi a diretto contatto
di colloquio col Padre, ma nel dover sopportare l' importuna presenza
del tentatore.
Dopo di che l' evangelista sinteticamente cita subito le prime parole
di esordio, annuncio della predicazione: "Convertitevi e credete
al Vangelo!".
Anche noi, per la "nostra Quaresima", siamo sollecitati a
partire dal considerare nella loro più reale portata queste Parole
di Cristo, per farle nostre onde poterle usare. La parola fondamentale
e di vera partenza è questo "convertitevi!", che definisce
la nostra vocazione e ci invita alla diffusione della Parola di Cristo.
La nostra personale conversione è indispensabile. Non è
mai un qualcosa di intero ed acquisito, ma è da rinnovare quotidianamente:
senza di essa nulla ci sarà concesso, a nulla potrà approdare
qualsiasi iniziativa nostra e la nostra anche buona volontà rimarrà
sterile; senza intima e profonda virtù qualsiasi opera espressa
in nome di Dio non avrà successo.
E ' questo il vero elemento fondante ed impegnativo. L ' agire, il testimoniare,
quindi compreso il predicare quale dimostrazione di testimonianza, impegna
Dio per nostro tramite, per cui a Lui dovremo risponderne con spirito
di assoluta dedizione; i Suoi princìpi e la Sua Parola che li
insegna hanno una sacralità infinitamente impegnativa, netta
quale anche gli uomini consacrati sono coinvolti nel dover esserne degni.
Nel presentarci, nel parlare e nel fare, noi presentiamo Dio intero
nella Sua volontà, in base alla nostra specifica vocazione, nelle
Sue infinite Virtù, cercando di non escluderne alcuna, convogliandole
possibilmente tutte, nei più svariati campi della vita e della
fede.
La vera, autentica e completa, matura conversione deve appunto comportare
la piena ed efficace capacità di esprìmere ed evidenziare
le Virtù di Dio.
La prima di esse qui citata è la "fede".
Da essa possiamo e dobbiamo iniziare, come intenzione per questa Quaresima,
dedicandola però primariamente alla revisione del nostro personale
credere, riguardandone, ristudiandone le caratteristiche più
intime e profonde, aiutandoci, oltre all'invocazione a Gesù e
Maria, nel proporci gli esempi di Santi o di elette anime perché
ci guidino e ci suggeriscano la via migliore, che abbia come tendenza
e scopo la sempre agognabile "perfezione".
Il contenuto intero del Vangelo, soprattutto, sia per noi il manuale
fisso di istruzione e di ispirazione. Esso ci guidi con effetto sacramentale,
che ci porti appunto alla ferma e determinata volontà di credere,
nonostante le molestie del mondo dalle quali non dobbiamo lasciarci
mai distrarre, nessun attimo escluso.
Lo strumento da impiegare sia la preghiera arricchita dalla speranza,
chiedendo, supplicando con insistenza, senza tentennamenti, senza mai
lasciar adito a dubbi, che ne annullerebbero gli effetti; e nell' abbandonarci
alla misericordia di Dio, che concede quel che Lui sa essere nostro
vero ed unico bene, attendendo pazientemente i "tempi di Dio",
misteriosi, fatti per provare anche col sacrificio quanto noi sappiamo
"credere".
Coroncina: "Padre, non la
mia volontà, ma la tua sia fatta!"
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