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20 giugno 2010 -
3a Domenica Ordinaria - Anno C
"Fratelli,
come il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra
pur essendo molte sono un corpo solo, così anche Cristo. Tutti
siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo..."
(1a Co 12,12-21).
In questo lungo brano che la liturgia della parola ci propone oggi
Paolo non intende impartire una lezione di anatomia o di fisiologia,
ma ben altro: dare definizione e corpo alla vera missione che la Buona
Novella di Cristo ha trasmesso al mondo, quella dei fondamenti della
carità che riportino al Padre una umanità rinnovata. Una
umanità fusa e compatta nell' unione di tutti gli uomini, sì
che, i pregi e le virtù di un solo singolo possano essere trasmessi
a tutti, tenendosi a svilupparli esattamente per questo unico scopo
e non per soddisfare il solo progresso personale. Ripeto una frase tante
volte udita: "i santi vengon fatti dai santi", per cui la
santità personale ha meno merito rispetto a quella indotta e
trasrmssa al nostro prossimo più esteso, alla pari di ogni moto
dello spinto.
Il principio paolino messo più in evidenza è quello della
comunione delle anime, che deve travalicare ed annullare ogni diversità.
L ' epoca di partenza era allora ancora quella della pratica della schiavitù,
per cui la tesi qui contenuta parte dal diritto dell' esser uomo come
fondamento della totale uguaglianza, per rivelare ai "gentili"
che essa è legata alla paternità universale dell' Unico
Dio Salvatore, che rende tutti gli uomini fratelli ed interdipendenti
nelle opere, nelle funzioni ed incarichi di ciascuno, che vanno espletati
a vantaggio dell' intera comunità.
Questo principio naturale di giustizia, di unico vero diritto, interrazziale
ed internazionale è purtroppo ancora ignoto ad una parte considerevole
dell' umanità. Millenni di vita e di storia non sono stati sufficienti
alla costituzione stabile e riconosciuta di un ordine vero e reale,
sicché dobbiamo constatare che i poverissimi segni di progresso
dati da quei pochissimi eletti che pagano la loro testimonianza perfino
col martirio, non sono che l' inizio, forse, della vera rinascita dell'
uomo gradita ai desideri di Dio. Lo stato attuale del mondo nel campo
dello spirito, dell' unica fede in un Dio Unico Padre, deve però
essere motivo di impegno da parte dei credenti a non arretrare nella
fede e nel dare esempio d' amore generale.
Abbiamo oggi la gioia e la fortuna di esser guidati da un Pastore eccellente
nel esser Lui esempio vivente, presente, della fede in questa realtà:
Dio E' Amore.
Tutti gli avvenimenti, che i mezzi attuali di informazione rendono di
generale cognizione non possono scoraggiare i credenti e sono anzi materia
indispensabile per accrescere in essi la ferma determinazione nella
fede e nella preghiera. Dio E' Amore e Dio, Dio solo salva.
Egli nel Suo sapere infinito tutto ha da sempre visto e perdonato, tanto
da doversi proclamare che è il Perdono la "gioia di Dio".
Se il "corpo dell' umanità" è il grande malato
il Solo Medico E' Dio.
Egli se ne prende cura, Egli solo conosce i rimedi e valuta il tempo
occorrente per portare l' "amato malato" alla guarigione.
L ' azione associata dei credenti è benedetta e gradita, nonostante
i limiti e le insufficienze umane nella collaborazione e nella testimonianza
degli esempi da dare. Per meglio stimolare le opere apostoliche attuate
dai credenti, e Dio stesso si rende presente nella persona del Figlio
sofferente ed agonizzante, rappresentata dai più poveri, dai
più emarginati, dai dimenticati tanto da chi dovrebbe governare
quanto da coloro che dovrebbero darne almeno notizia, dai perseguitati,
dagli affetti dalle più svariate forme di "lebbra",
dai tanti disperati, dai carcerati tanto innocenti quanto colpevoli,
dagli inguaribili schiavi di vizi o di droghe.
Coroncina:"Signore, aiutaci!"
Portiamo anime a Cristo!
Vita Operaia
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