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23 maggio 2010 -
Domenica di Pentecoste - Anno C
"Uno solo
è lo Spirito, uno solo è il Signore, che opera tutto
in tutti: a ciascuno è data una particolare manifestazione
dello Spirito per l' utilità comune"
(1 Co 12,3-13).
In questa dichiarazione di Paolo possiamo intravedere la "comunione
dei santi" contenuta nel "Credo".
Partiamo dal dato di fede che Dio vede perfettamente nell' intimo più
segreto dell'anima nostra, ch ' Egli considera "santa ", in
potenza stessa dell ' esser stata creata. La destinazione alla santità
di ogni anima per l' opera santificante di Dio è una realtà
presente fin dalla creazione dell' uomo. E' Dio Spirito Santo che si
moltiplica per questa finalità, potremmo dire all' infinito,
per quanti uomini esistano e senza la esclusione di alcuno.
Questa universalità, divina ed inimitabile, segna il confine
tra ciò che è opera umana e quella dello Spirito, confine
di abissale profondità che Cristo ha rivelato insegnandoci espressamente
come attraversarlo mediante la santità di vita.
E' virtù umanissima ogni tentativo di ridurne almeno la distanza,
nel cercare di apprendere ogni metodo atto a procurarci qualche merito
agli occhi ed al cuore di Dio.
La Chiesa ha l'investitura divina per gestire tutta l' opera, ne traccia
il percorso, ne fissa i tempi ed i termini. Attraverso la Chiesa, la
manifestazione dello Spirito giunge ai fedeli, ai quali spetta quella
libera adesione in obbedienza, che è "santificante ".
Grazie alla Chiesa è garantita dallo Spirito la comune utilità,
che si attua in spirito interessando "tutti": coscienti o
ignari, perché tutti indistintamente per le caratteristiche individuali
di ciascuno, parimente amato nello Spirito Santo, Amore.
Questa "comune utilità" è elemento divino che
garantisce la salvezza finale delle anime, tanto più estesa quanto
più diffusa come fede ed amore universale. Nella "Mente"
di Dio è questo il vero ed unico destino con cui si concluderà
la creazione dell ' uomo, insito nel progetto iniziale stesso di essa;
irrinunciabile per il Creatore, certezza per i credenti e auspicio per
il ricupero degli atei, al di sopra di ogni genere di speranza e motivo
vero di quella gioia intima che imprime nel cuore del credente la presenza
dello Spirito.
Tutta la concezione di vita e di rapporti tra gli uomini e tra loro
e Dio dovrebbe esser regolata in base a questi princìpi, quale
segno che lo Spirito domina la sorti del Mondo.
Siamo ancora lontani da tale condizione; ma la fede, che rende capaci
di vedere, guarda al futuro e non all' oggi e dice a noi credenti che
la manifestazione dello Spirito ha operato fin dall' inizio e si rivelerà
quando il Tempo sarà maturo: quando l' opera del Signore otterrà
in tutti gli uomini gli effetti voluti, iniziando dal riconoscimento
universale della Sua Esistenza, della Sua presenza, del Suo Amore per
ciascun uomo e per l' intera umanità. In ciò siamo forse
ancora ai primi passi.
Il solo, ma determinante elemento che può accelerare il processo
della manifestazione universale dello Spirito è la conversione
mondiale all'amore, la scomparsa dei conflitti, il giusto livellamento
delle condizioni di vita e di istruzione, la vera e definitiva istituzione
di un unico e definitivo governo che garantisca e gestisca il tutto
per tutti con giustizia. In definitiva il trionfo dell' amore tra i
popoli.
Coroncina:"Spinto Santo Amore,
convertici!"
Portiamo anime a Cristo!
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