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Sardegna

25 gennaio 2009 - 4a Domenica ordinaria - Anno B

"Lo spirito immondo, straziandolo, uscì da lui..." (da Mc 1, 21-28)

Anche per aver studiato medicina, riteniamo che i tanti "indemoniati" che appaiono in vari episodi dei Vangeli, altro non erano, per lo più, con buona probabilità, che ammalati di mente o anche epilettici; e l' accesso epilettico è infatti spesso rappresentato e descritto con notevole precisione per l' epoca.
La presente citazione di Marco può perciò indurci ad altre riflessioni di ordine generale e quindi altrettanto utili per la nostra meditazione.
Possiamo partire dalla definizione "spirito immondo" e volgere il nostro sguardo a quanto spesso noi abbiamo impatto con esseri, persone o anche situazioni che ne evidenzino la presenza, la voce, le opere.
E' chiaro che in tal modo la visuale si estende a macchia d'olio, anche perché siamo letteralmente circondati da fatti che ne fanno ulteriormente pesare la frequenza. Il "diavolo", il "separatore" tra noi e Dio, è presente nel mondo più di quanto noi non riusciamo a supporre ed a scoprire anche con la massima buona volontà ed alla luce della fede in Dio.
Egli si annida, con sapienza caratteristica a suo modo perfetta, in ogni dove, perfino nelle persone a noi più care, alle volte, nel cercare di alterarne il carattere o la personalità, pur partendo da doti naturali di prim' ordine. Pensiamo a quanto può deviarsi lo spirito di chiunque se vi si insinua l' orgoglio, il credersi, il "sapersi", come "quando si inserisce nel suo animo quel falso autogiudizio capace di nascondere ogni vera realtà, su cui spesso poi si insinua profondamente il "peccato di presunzione", a sua volta deleterio per la vita spirituale del soggetto. Fatte le debite proporzioni, ma anche basandoci sulla semplice analogia, possiamo identificare lo "spirito immondo" anche nell' orgoglio di qualsiasi genere o grado che stravolge l'animo. Esso, contrastando l' opera di Dio per il bene, è satanico, per quel "meno bene" di cui il "diavolo" si accontenta, in vista del peggio, sempre a disdoro della volontà di Dio, la sola a dover ed a voler guidare l' anima nostra nella stretta amicizia col Padre. E' questo il vero "strazio" delle anime.
Constatiamo anche qui come tantissime figure che i Vangeli ci propongono hanno un significato ed un riferimento spirituale volti al bene delle anime.
Il termine, la figura opposta rispetto ad ogni "spirito immondo", in conclusione, è quella di Gesù, dell' umile Gesù, del Gesù povero, del Gesù che, Lui solo, ha pienamente testimoniato l' Amore al Padre.
Ogni qual volta noi ci vantiamo o ci gloriamo per meriti o successi riportati, ci rifacciamo all' atteggiamento del primissimo "spirito immondo" comparso nella nostrs storia: quello superbo di Lucifero e compagni, di colui che "strazia le anime". In tante occasioni il Vangelo ci istruisce per immagini analogiche. Questa degli "indemoniati" è una della tante e leggiamola pure in tal modo a vantaggio della nostra autointrospezione come argomento da non sottovalutare.
Facciamoci umili, perché lo siamo davvero nella pura realtà: mettiamoci alla presenza di Dio Infinito che ci vuole grandi in virtù del Suo amore per noi, che ci "fa" grandi quanto più noi riusciamo a mostrarGli la nostra piccolezza, la nostra limitatezza, la nostra enorme debolezza, che tanto Lo commuove e Lo spinge a misericordia.

Coroncina: "Cuore di Gesù, fa' il nostro cuore simile al Tuo!"

Portiamo anime a Cristo!



 

 

 

 


 

 

 


 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 



 

 

 

 

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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