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27 dicembre 2009 -
Santa Famiglia - Anno C
"Gesù
cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio ed agli uomini"
(da Lc 2, 41- 52)
Si conclude così il brano del vangelo che narra del ritrovamento
di Gesù giovinetto nel tempio da parte di Giuseppe e di Maria:
"cresceva stando sottomesso ai suoi Genitori".
Questa la precisazione fissata dall' evangelista Luca che è particolarmente
preciso e dettagliato nel riferire le vicende riguardanti la nascita
e la prima giovinezza di Gesù. Essendo stato discepolo stretto
di Paolo, Luca ha avuto la possibilità di ereditare le notizie
su quel periodo della vita di Gesù ed ha trasmesso per iscritto
anche quanto riguardava quelle sulla Santa Famiglia, come dimostra appunto
questo capitolo 2, da 15 a 52, riuscendo a dare ad esse la giusta e
fondamentale importanza, caratterizzante in fondo tutta la stesura del
vangelo.
Il racconto è certamente da attribuire a Maria in persona: il
vangelo di Luca è perciò il "Vangelo di Maria".
Lo sviluppo di Gesù è stato seguito da Maria nel serbare
con amore materno ogni elemento, nel suo intimo sapere che ogni particolare
della vita del Figlio sarebbe confluito nella Sua predicazione, a conferma
della Sua divinità. La "sapienza" di Gesù che
Maria avvertiva non si limitava ai particolari periodi della Sua vita
umana, ma ne abbracciava l' intera esistenza. Maria partecipava ad ogni
avvenimento anche come proprio, personale: da "corredentrice",
cosciente e presente sempre. La comunione di sentimenti e di intenti
tra Gesù e Maria non poteva che essere assoluta; ciò fin
dal momento della annunciazione e del Suo "sì!" al
concepimento.
Si può cosi legittimamente immaginare che, come Sant' Anna, madre
di Maria poteva esserne stata la maestra, altrettanto sia avvenuto tra
Maria e Gesù, per via di uno scambio di conoscenza non solo mentale
e spirituale ma anche di vera e propria istruzione reciproca: Maria
era maestra di Gesù e Gesù ne era il precettore fornitore
di grazia.
Nella sinteticità della redazione evangelica possono immaginarsi
o intravedersi questi dati, che assumono grande valenza spirituale e
contemplativa per la nostra lettura, avente lo scopo, comune a tutta
la Scrittura, della nostra crescita cristiana e della nostra santificazione
personale.
"Gesù cresceva 'in grazia' davanti a Dio", col massimo
compiacimento del Padre per l' obbedienza e l' impegno che, "Dio
fattosi uomo", dimostrava a Sua gloria.
Quel che poi direttamente riguarda noi fedeli e credenti è stata
la "crescita davanti agli uomini", che esprime, oltre che
continuità limitata alla vita terrena di Gesù, definitiva
proiezione nel Tempo e nella storia e destino dell' umanità intera.
Tutto quel che nel Vangelo tratta della esistenza e vita terrena di
Cristo è per la nostra vita eterna. E' per la nostra sapienza,
per il nostro raggiungimento di grazia nell' evolversi della storia
e di ogni nostra vicenda anche personale.
Il "Vangelo" è fatto, è stato ispirato e scritto
per la santificazione del mondo e la redenzione e restituzione al Padre
di ogni sua epoca, grazie a Gesù Salvatore e Redentore nostro.
Coroncina: "Gesù
donaci la Tua grazia"
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