Società Operaia
Vita Operaia
 
Simbolo
Spiritualità
Storia
Sedi
Documenti
Vita operaia
Collegamenti

Sardegna - da Cagliari:

Riflessione che trae spunto dalla liturgia domenicale

27 gennaio 2008 - 3a Domenica Ordinaria - Anno A

"Gesù percorreva tutta la Galilea predicando la buona novella del Regno" ( da Mt 4,12-23)

Questo versetto del vangelo di Matteo coincide con l'importante avvenimento che stiamo vivendo in questo periodo: la grande Missione diocesana, nella quale numerosi sacerdoti diffondono la catechesi attuale partendo dalle nostre parrocchie.
Ci chiediamo, anche se adesso la missione è già in pieno svolgimento, quale debba essere e quale sia realmente l'apporto, la collaborazione da parte di noi laici.
Dovrebbe essere quello solito, quello consueto, che per vocazione noi diffondiamo nel nostro personale ambito.
Eppure siamo tenuti ad accogliere ed a trarre profitto di quanto in novità la presente occasione ci offre. Dobbiamo partire, ripartire anzi, dalla realtà evangelica che fa scoprire sempre "cose nuove". Il Vangelo è Parola di Dio e pertanto è fuori da ogni misura, senza alcuna possibilità di limitazione. Accettiamo perciò di buon grado e cerchiamo di far tesoro di ogni "nuova parola" che sentiremo.
Cerchiamo di vedere nelle persone degli attuali predicatori Gesù in persona. Del resto, lo diciamo con convinzione, per noi "un cristiano è un altro Cristo"; e ciò è vero più che mai nel campo della carità generale e santa.
Eppure, se questo si adatta alle persone dei predicatori, deve rappresentare quel continuo rinnovo di impegno che è la sostanza del vivere, noi, la nostra consacrazione.
Come comportarci dunque? Innanzitutto la nostra preghiera deve farsi più impegnata ed attenta esattamente a sostegno della missione, allargando il più possibile sia a persone che a situazioni sociali e morali le nostre intenzioni; collaborando poi non solo con la nostra presenza, ma specialmente col nostro esempio alle azioni ed a tutti i momenti liturgici.
Importantissimo, addirittura fondamentale e centrale è l'applicare preghiere ed attenzioni ai "fratelli lontani": intendendo per tali tutti coloro che ci vivono accanto e che noi sappiamo quanto siano affetti dalla piaga dell' indifferenza, della tiepidezza di spirito, o, peggio che mai, da quella dell'agnosticismo o dell' ateismo.
Diamo il giusto contenuto in carità a tutte queste intenzioni, ricordando che è Dio colui che converte, che è Dio che vede nei singoli cuori, che è Dio il solo che risana le anime.
A noi spetta il ruolo di recare la buona novella portando ovunque possibile la voce del perdono. È il perdono infatti l'argomento principale, anche se non espressamente dichiarato, di ogni qualsivoglia missione.
Possiamo perfino cercare, per quanto possibile in analogia, di trasferire lo stile particolare dei missionari che operano nelle terre non cristiane.
Ripetiamo perciò questo essenziale dato: la "buona novella del Regno di Dio" è il perdono, è la misericordia. Cerchiamo di guardare nell' anima dei nostri cosiddetti "fratelli lontani" con gli occhi di Cristo e chiediamoGlielo espressamente. Guardiamo a quel che è l'anima di ognuno, che è stata creata "santa" da Dio e che tale rimane agli occhi di Dio, anche quando si è ammalata del peccato, perché la possibilità di redenzione e di riscatto non si estingue mai. Spieghiamo in questi termini di carità e di speranza il significato vero della Missione.



 

 

 



 

 

 

 

Torna alla prima pagina

 

SOCIETA’ OPERAIA
Reparto Diocesano di Cagliari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.societaoperaia.org