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28 dicembre 2008 - Santa Famiglia - Anno B

"Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore" (Lc 2. 22-40)

Quali e quanti esempi possiamo trarre da questo gesto dei Santi Coniugi? Per la loro fede legata anche alla devozione religiosa di allora esso rientrava nella più assoluta normalità. Ma adesso, dopo che Cristo, Dio Incarnato, è venuto nel mondo, l' avvenimento di allora, assume ben altri significati, diretto a sempre nuove finalità. Inconsapevolmente, certo, anche se sempre santamente, Maria e Giuseppe nella circostanza ci inviano così, tramite il Vangelo, un messaggio preciso ma certamente definitivo su quel che noi, per essere veri credenti, dobbiamo, nel rinnovamento nostro, "portare al Tempio" ed a quale preciso ed unico Tempio. Dobbiamo portare "noi stessi", sempre nuovi, sempre maggiormente credenti. Insieme possiamo portare anche qualcosa che potrebbe essere non indispensabile, sotto forma di offerta, anche se a Dio non occorre nulla, giacché Egli ha tutto, giacché Egli E' Tutto. A Lui può mancare una cosa sola: l'anima nostra: esattamente quel tanto d' anima nostra che da Lui ancora è distante; e ciò avviene quando essa si distrae da Lui, dalla fede in Lui, dal viìvere nell' Amore per Lui e per ogni nostro simile e fratello in Lui.
Il dono, l' unico che Dio ha l' assoluto diritto di ricevere e che non debba mai esserGli sottratto è l' anima nostra.
Il gesto rituale di Maria e Giuseppe ci è stato tramandato con questi precisi significati ed ha assunto valore immenso ed infinito per la storia del Mondo in quanto esso è stato la riconsegna a Dio di Suo Figlio, ma in forma di Uomo, cioè, in pratica, nella promessa della Redenzione dell' intera Umanità, della quale il "bambino " ha voluto farsi umile esemplare: una umanità di "figli di Dio ". Con questo inoltre è stata aggiunta, come ad integrazione della Incarnazione, una "pietra viva" del Generale Riscatto, pur non essendo ciò necessario; Tutto era già divinamente compreso, perché Cristo colmava ogni misura pensabile o perfino inimmaginabile, essendo Egli il " Tutto ".
Noi, credenti, noi di "buona volontà" possiamo soltanto imitare assai poveramente il Suo esempio vivo, quello che adoriamo sapendoLo presente tra noi sotto le sacre Specie Eucaristiche.
Come? "Andando in chiesa", semplicemente, con quello spirito, di quotidiana offerta, partendo proprio dalla singola giornata, dalla singola mattina, dando alla nostra presentazione al Tempio, il carattere di viaggio, di cammino ad incontrare Dio per presentarci a Lui, spogli di tutto, per ricevere da Lui le grazie necessarie per il giorno come promessa e garanzia per quelle avvenire, ad imitazione del "viaggio" divino compiuto da Cristo nel farsi uomo come noi.
La nostra offerta a Dio deve avere questi caratteri onde essere, iniziando dall' attuale Natale, al seguito di quella del Bambino Gesù che oggi adoriamo.

Coroncina: "Signore fa' il nostro cuore simile al tuo!"

Portiamo anime a Cristo! Buon Anno!

Buon Anno!

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 



 

 

 

 

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

Pirografia di Renato Ricotti  -Pavia, 2007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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