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Sardegna

29 giugno 2008 - 13a Domenica tempo ordinario - Anno A

"Chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà" (da Mt 10, 37-42)

Gesù Dio, quale autore della vita, avendocela donata con un atto d'amore, non ce la richiede in restituzione, ma se noi dovessimo perderla come prezzo della nostra fede e testimonianza, la accoglierà a suggello di essa e ci ricompenserà in adeguata gloria nella Sua Casa. Non lo avrà preteso, ma ci ha lasciato liberi di effettuare la donazione, senza che l'eventuale rifiuto comprometta il premio assegnatoci della salvezza eterna.
Si tratta di due differenti gradi di rapporto, da Dio stesso regolati e disposti per i Suoi disegni per noi misteriosi. Il nostro donarci nulla può apportare alla gloria infinita di Dio; eppure, nel Suo gradimento, in quanto manifestazione d'amore, contribuisce alla dilatazione della vita nell' universo dello spirito.
Dio Creatore ha fondato il Mondo esistente, le stelle e pianeti contenuti nell' infinità delle galassie, non quali elementi solo fisici ma in quanto residenze di esseri "viventi", a Lui simili, aventi un' anima destinata, nella immortalità, a convivere in amore con Lui: questa la Sua gloria, cercata, voluta anche costo di dare la sua vita nella Persona del Figlio, perché nessun' anima andasse
Il nostro vero "ritrovare la vita" è il ricongiungimento con Dio per sempre, del tutto fuori da un Tempo destinato a non valere più.
Questa dichiarazione di Gesù perciò, anche se esula anch' essa dal concetto di Tempo, riguarda noi di oggi. Lo indica l'espressione data al futuro: "chi avrà...", che, questo importa, non pone misure o modalità nel "perdere la vita".
Il "perdere la vita" assume significati praticamente infiniti quanto lo sono i casi della vita. Può significare innanzitutto - per esprimere un esempio, - che si accetta o si sceglie spontaneamente di modificare un tragitto finora seguito, anche se dato come definitivo, per iniziarne un altro particolarmente impegnato nel rapporto diretto con Dio, in preghiera ed opere, senza misura di tempo né impedimenti di luogo. Ciò che conta è che esso sia un' offerta libera, fatta in amore a Dio vedendone il riflesso nelle creature umane. È sempre l'"uomo" l' oggetto che interessa Dio.
L' orizzonte entro il quale l'offerta si effettua è senza limiti, perché, per gratitudine di Dio, essa viene collocata, per via dell' obbedienza, nell' intero mondo delle anime, per cui, per grazia, ricade su tutta intera la regolazione provvidenziale della vita universale, avendo parte in quella "causa di Dio" che riguarda tutte le anime, esistenti ed esistite, affinchè nulla e nessuna di esse possano perdersi.
Siamo cosi portati a commuoverci guardando al mondo straordinario della carità, quale quello - sempre per citare un esempio d' elevato valore - di tutto l'insieme missionario: che sembra esprimersi con cifre e numeri, ma che in realtà non è calcolabile in quanto a valore di impegno e di assoluta generosità in donazione, avendo contenuti di carità altamente imitanti quella di Gesù Redentore
Il "ritrovare la vita" che Gesù ha dichiarato inoltre non si limita al raggiungimento del premio eterno finale che attendiamo nella speranza, ma si riferisce al godimento di benedizione e di felicità vera e santa in ogni fase ed evenienza della nostra vita.
Cosi "ritrovare la vita" è il godere della serenità nello stesso esistere attuale, grazie alla amicizia con Dio e col prossimo, grazie ed in nome di Dio stesso. Come lo è la buona disposizione ad accettare, negli eventi sia normali che straordinari nostri immancabili compagni di viaggio, quello che si svolge "quaggiù", che presenta nel suo tragitto ostacoli di ogni genere e cambiamenti di tempo, di clima, di luogo, di atteggiamento nostro nell' adattarci.
Il "ritrovare la vita" dunque è l' accettazione costante, paziente, serena, grata a Dio: quel silenzioso "martirio" di tante sante anime.

Portiamo anime a Cristo!

 


 

 

 



 

 


 

 

 

 

 

 

 

 



 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 



 

 

 

 

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

Con l'Ora Gethsemanica del 19 giugno chiudiamo l'anno.

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Ci ritroveremo il
2 ottobre!!

Le "riflessioni" saranno ogni due settimane

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