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22 novembre-
34a Domenica - anno B
"Vegliate
e pregate" (
Lc 21, 25-28 34-36)
Per ben iniziare il tempo forte dell' Avvento la liturgia ci ripropone
un discorso escatologico di Gesù; discorso anch ' esso forte,
drammatico, minaccioso se non fosse per la consolante conclusione trionfale
della ricomparsa del Figlio dell' uomo.
La condizione per rimanere indenni nel vortice che sconvolgerà
il mondo è data da Gesù stesso, con immediatezza dal sapore
di misericordia: "Vegliate e pregate".
Ed è questo il chiaro programma per il "tempo d' Avvento":
intensificare la preghiera nell' accrescere I' introspezione sui difetti
da emendare.
Questo l' invito necessario dopo un anno nel quale chissà quanti
e quali nostri comportamenti sono andati allentandosi per difetto d'impegno.
E' incoraggiamento premuroso che Dio ci rivolge a cercar d' essere "migliori",
magari tramite l' imitazione e la preghiera dei Santi per i quali nutriamo
una particolare devozione, che ci riporta a quella massima e sostanziale
per Cristo, Re di nostri cuori.
E' il desiderio rinnovato di "perfezione", termine che esprime
solo vagamente quel "massimo " di noi che Gesù, vero
nostro riferimento ed esempio, attende e desidera si realizzi nell'
anima nostra, che Egli vuole il più possibile simile alla Sua.
Questo "desiderio di Cristo" è universale, quanto lo
è la Sua opera salvifica ed abbraccia l' incalcolabile mondo
delle anime umane. Ciò in estensione; ma che in intensità
deve esser considerato di pari livello per quel che riguarda l' anima
singola, quella affidata a ciascuno alla nascita, quella che riconsegneremo
al Padre al termine del nostro soggiorno sulla Terra.
C' è quindi l' inserimento della nostra anima nell' insieme delle
anime, per cui, grazie all' Amore infinito di Dio, la santificazione
di ogni singola anima va a vantaggio di quella dell' umanità
intera. Siamo nell' ambito dell' infinito e dell' eterno quando ci riferiamo
ad interesse di Dio; ed è grazie alla Redenzione operata da Cristo
che ogni santo accresce la santificazione generale nel mondo e dell'
intera storia umana.
Possiamo recepire e far nostre queste personali convinzioni, che è
indispensabile siano trasferite, mediante l' adorazione e la preghiera
e con l' aiuto della nostra testimonianza e delle nostre opere, a vantaggio
di tutte le anime esistenti o esistite.
Una umanità santificata dalla Redenzione deve farsi essa stessa
"santificante ".
Crediamolo, perché sono inconcepibili i limiti ali'Amore ed alla
misericordia di Dio. Crediamolo e, grazie alla nostra fede, chiediamolo.
Dio desidera ed attende che noi "chiediamo", con insistenza
ed incessantemente; desidera "dare", desidera "salvare".
Anche il più piccolo ed appena accennato sospiro di desiderio
Dio lo accetta come preghiera, purché espresso in innocenza e
con quell' amore per Lui che può ottenerci ogni grazia ed ogni
dono.
Buon "Avvento ", sorelle e fratelli!
Coroncina: "Signore accogli la nostra supplica!"
Portiamo anime a Cristo!

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Riflessione
che trae spunto dalla liturgia domenicale
dal R.O.D. di Cagliari
Piero Agus
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Buon "Avvento ", sorelle e fratelli!
Coroncina: "Signore accogli la nostra supplica!"
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