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2 novembre 2008 -
31a Domenica - Anno A
"Chi si
innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà
innalzato"
(da Mt 23, 1-12)
Cerchiamo di adattare questo detto di Gesù alla ricorrenza odierna,
che sollecita le nostre preghiere in ricordo e suffragio dei nostri
cari scomparsi, che ci hanno preceduto nella conclusione della vita
terrena.
Spesso si dice che in certe condizioni di pre-morte si abbia un' aumento
particolare di lucidità mentale, grazie al quale si sente la
necessità di fare una revisione della propria vita che si avvia
al termine, con chiarezza estrema per ogni particolare evento o momento,
compreso tutto ciò che da molti anni ormai non faceva più
parte della memoria. Speriamo per quel ci riguarda personalmente che
tra i casi ed argomenti che si accavalleranno allora nella nostra mente
ci siano anche quei momenti o atteggiamenti di superbia, di sopruso
sul prossimo, ingiustizie, menzogne e disonestà commesse, il
tutto frammisto con quanto avremmo più o meno colpevolmente compiuto.
Il ricordare ed il riesaminare i peccati, gli atti di superbia commessi
durante la nostra vita, il rivederli, essendo nell'estremo momento,
chiari nella giusta luce, speriamo che ci aiuti, anche se in minima
misura ad invocare la perfettissima giustizia di Dio: già il
frequente riflettervi potrebbe ben costituire un utile e provvidenziale
viatico per la nostra conclusione della esistenza terrena.
E' allora, speriamolo vivamente, in quegli estremi momenti, che deve
salire a Dio la preghiera estrema e - chissà? - la più
attesa, la più ascoltata nella speranza del misericordioso perdono
da parte del Padre.
Quanto qui espresso è pensiero rivolto alla morte nostra. Ma
la Parola di Gesù della corrente domenica ha riferimenti globali,
per tutta la vita, riferimenti di guida, di ammonimento verso la pratica
ferma e costante come regola di vita per una virtù che Egli ha
tenuto ad insegnare come fondamentale nella morale divina: l ' Umiltà.
L ' odierna commemorazione dei defunti deve farci riflettere non solo
sulla durata della nostra vita, pensiero che può ben essere banale
e scontato, ma soprattutto, umilmente, sulla qualità di valutazione
che siamo autorizzati a conferirle e sulle conseguenti applicazioni
pratiche durante il suo svolgersi: iniziando da come ci comportiamo
col nostro prossimo. E così, per i nostri cari trapassati, possiamo
aiutare la loro gioia in Cielo quanto più ci dimostriamo capaci
di credere che essi ci sono accanto, sì da far godere loro il
riconoscerci giusti per il loro giudizio nella Luce e in tal modo onorarne
in pieno il ricordo.
In che modo infine le nostre azioni, iniziative e parole potranno influire
sulla nostra futura serenità, iniziando dalla nostra pre-morte?
E' questa la domanda che dovremmo porci sempre, momento per momento,
occasione dopo occasione. Dovremmo saperci imporre la giusta paura del
rimorso; dovremmo essere capaci di sviluppare e curare al massimo il
desiderio più vivo della "buona morte", quella che
può far sì che ci presentiamo sereni, il più possibile
fiduciosi all' Eterno Giudice.
Ciò comporta una preparazione che interessa tutta la vita, specialmente
quella della maturità, quando siamo in grado di utilizzare un
già consistente grado di esperienza.
Prepariamoci dunque ad indossare da subito l' abito dell'umiltà,
del sentirci, per quel che siamo veramente, piccoli, poveri, bisognosi
di compassione e pazienza da parte di chi ci vive accanto, sì
da poter lasciare di noi un ricordo gradito e non amaro, ancora costruttivo
negli esempi forniti.
Dio ama i piccoli e li ama ancor più se essi sono sinceramente
umili, coscienti e fermi in questo loro stato.
Coroncina: "Rendici umili,
Signore!"
Portiamo anime a Cristo!

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