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Sardegna

5 aprile 2009 - Domenica delle Palme - Anno B

Prendiamo come spunto di riflessione una frase dell' inizio del "Passio" secondo Marco. Si tratta del momento in cui Gesù rivolge ai presenti, durante il pranzo in casa di Simone il lebbroso, un rimprovero a coloro che criticano quella donna che Gli unge i piedi d' unguento, dicendo: "Essa compie verso di me un' opera buona e mi dà quel che voi dareste ai poveri. Voi i poveri li avrete sempre con voi e potrete far sempre loro del bene; mentre invece non sempre avrete me ".
E' un motivo per il quale pensare, tutt' altro che banalmente, a noi, al nostro comune operare troppo sovente poco attinente al Vangelo, Parola di Dio, che tutto contiene in consiglio ed in virtù indotta a noi credenti. Del Vangelo tutto dobbiamo non solo accettare, ma concretamente attuare: è questo il nostro massimo dovere. - Qui ci si dice che abbiamo sempre con noi i poveri, tanti, tantissimi poveri, nei riguardi dei quali siamo troppo spesso tentati ad applicare distinzioni e giudizi, per lo più soggettivi e chissà se rispondenti alle reali condizioni di coloro che ci chiedono aiuto. La tentazione di giudicare, sempre presente, è inevitabile, ma è fallace, dovendosi sempre prescindere dalla nostra reale possibilità di retta giudizio.
Resistendo a questo impulso naturale del giudicare, la condizione ideale sarebbe sempre quella del detto "la tua mano destra non tenga conto di quel che fa la sinistra".
In effetti una delle cose alle quali noi non siamo autorizzati è proprio il giudicare, per il semplice motivo che quasi mai può esserci consentito grazie ad elementi certi.
E' un grosso problema della vita comune, dei rapporti col prossimo, estesissimo nelle sue evenienze, che si può risolvere sempre soltanto seguendo da legge di Dio, che è quella della Carità.
Chiediamoci, per partire dalla base, "chi sono i poveri". Certamente non sono soltanto coloro che ci domandano l'elemosina; ciò è chiarissimo.
I "poveri" sono, in realtà, tutti coloro che per qualsiasi motivo o condizione di vita vengono a trovarsi loro malgrado - o per loro colpa che non deve interessarci - in uno stato psicologico o materiale al di sotto del nostro livello di relativo benessere. Ci guardiamo intorno e, senza stilare giudizi come abbiamo promesso, ne vediamo, in realtà - salvo eccezioni - l' aspetto poco invidiabile. "E se fosse capitato a me?", pensiamo, "come mi sentirei? Che aiuto chiederei, e a chi?". "Che cosa domanderei? ".
Per voler essere davvero giusti non possiamo non sentirci cointeressati, ma cercare di rivestire "quei panni" e...poi sperare, e pregando implorare il soccorso, il perdono, secondo i casi, da Colui che tutto sa, tutto vede, tutto e tutti aiuta.
Certo i "poveri" li abbiamo sempre con noi e dobbiamo tenerceli stretti al cuore nella Carità. Perché?
Ce lo ha detto qui Gesù: perché, come sappiamo, li abbiamo sempre accanto, mentre non sempre abbiamo con noi Dio, per il semplice motivo che siamo incalliti peccatori, ragione questa che Lo costringe, Suo malgrado, ad allontanarsi ed allontanarci da Sé.
In definitiva, dunque i veri "poveri", quelli che lo sono totalmente, sono coloro che si collocano lontano da Dio, lontano dalla Verità, dalla Carità. Tra essi quindi potremmo e, davvero dovremmo vedervi certi ricchi che sanno di esserlo, o che soltanto lo credono, compresi gli egoisti, gli avari, gli ingiusti, i falsi consiglieri, i propagatori di menzogne o di teorie nemiche di Dio... per un elenco difficilissimo da completare, fino a comprendervi tutti coloro ai quali pare impossibile far giungere il bene: i "senza Dio".

Coroncina: "Signore, pietà di noi, poveri peccatori!"

Portiamo anime a Cristo!


 

 

 

 




 


 

 


 

 

 

 


 

 

 



 

 

 

 


 

 

 


 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


 

 



 

 

 

 

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Riflessione

che trae spunto dalla liturgia domenicale

 

dal R.O.D. di Cagliari

Piero Agus


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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