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6 genaio 2010 -
Epifania del Signore - Anno C
"...Alcuni
Magi giunsero da oriente in Gerusalemme..."
(da Mt 2, 1-12)
I tre Magi rappresentano gli stranieri, i pagani, i miscredenti e gli
atei di tutti i tempi, di oggi, che, attirati dalla stella di Cristo,
vogliono conoscerne la Parola, la figura, l' esempio: cioè tutti
coloro che si sentono inappagati da quanto il mondo è capace
di offrire, magari proprio perché ad un certo momento della vita
desiderano conoscere nuove esperienze, nuovi scopi per arricchire l'
esistenza.
E ' Cristo che chiama, che misteriosamente cerca chi può scegliere
di inserire nei Suoi progetti di vita quelli destinati alla maggior
gloria del Padre per opera dello Spirito. Dio però, nell' opera
della Rivelazione attuata mediante Suo Piglio fattosi uomo, intende
avere per Sé solo l' esclusività dell' azione. E anche
quando chiama noi uomini a collaborare lo fa senza porre limitazioni
al Suo agire.
Sicché anche l' "Epifania", manifestazione agli uomini
della propria presenza sulla Terra, rimane integralmente di Sua totale
pertinenza e ciò comporta per noi il prenderne atto mediante
la fede ed il riconoscimento totale della divinità di Cristo.
E' questo il punto di partenza, la base unica dell' essere cristiani
ed i Magi giunti "dall ' oriente " siamo noi ogni qual volta
cerchiamo di vedere sempre più chiaramente chi E' Cristo, senza
mai accontentarci del grado di conoscenza raggiunto. La vera "epifania"
nostra la raggiungeremo, per grazia ed a Dio piacendo, quando entreremo
nella vita eterna, oltre il Tempo.
Uno degli scopi della nostra vita di fede, addirittura da ritenersi
il più elevato, è appunto questo: vedere "Dio faccia
a faccia" così come Egli E', in una vita imperitura di totale
felicità.
Per raggiungere questa condizione che è nei desideri di Dio,
per noi singoli, personalmente creati ed amati, quale che possa essere
la condizione di fede nostra dalla quale partire, Dio, nella Sua infinita
misericordia chiama ciascuno, per nome, in modo unico e specifico. Pensiamo
all' esempio dei gemelli monocorini, quelli maggiormente somiglianti
tra loro: neanche essi sono stati fatti perfettamente identici e questo
semplice dato deve indurci a pensare a quanto Dio ci vede come singoli
ed unici creati; soprattutto in riferimento a quanto ci ama come tali
ed a quanta cura ha per ognuno di noi.
L' Epifania può ben essere la festa della nostra rivelazione
a Dio tramite la fede in Lui, come atto di dedizione e di totale abbandono
al Suo Amore.
L ' Epifania per noi perciò deve essere la festa del nostro rinnovo
di fede, che infatti va considerata nella sua evoluzione in crescita
nella pratica della carità. L ' "oro, l' incenso e la mirra"
che i Magi offrono al piccolo Gesù significano che anche noi
non dobbiamo mai lesinare, nei confronti del nostro prossimo - inteso
nella sua massima espressione e generalità - mai nulla dei nostri
averi, del nostro ben volere, a costo del massimo sacrificio di noi
stessi; perché il Bambino Gesù è lo stesso che
morrà in croce.
La personificazione esatta dei Magi ha carattere universale e riguarda
il desiderio di redenzione per tutte la nazioni, popoli, razze, epoche;
oserei dire perfino tutto lo spazio abitato attualmente o abitabile
in futuro. Come la Carità di Dio alla quale si è ispirata,
è senza limiti.
Coroncina: "Gesù, insegnami ad amare!"
Portiamo anime a Cristo!
Vita Operaia
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