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7 dicembre 2008 -
2a Domenica di Avvento - Anno B
"Preparate
la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!"
(da Mc 1, 1-18)
Poche parole sarebbero necessarie per esprimere in
sintesi una delle aspettative di Dio nell' aver creato l' umanità.
"Colui che ti ha creato non ti salverà senza il tuo apporto,
senza il tuo consenso", ci ha detto Sant'Agostino, nel significare
come Dio desidera la collaborazione spontanea dell' uomo sia al mantenimento
della Creazione che al suo conseguimento della Vita Eterna quale sommo
ideale.
La Creazione non è stata voluta per un capriccio del Creatore,
ma quale dilatazione all' infinito di un Suo supremo atto d'amore, affinchè
il creato e "noi creati" fatti a Sua somiglianza, in quanto
destinati alla Vita Eterna fossimo il terreno fecondato dall'Amore di
Dio. Incarnandosi, facendosi uomo in Gesù Cristo, Dio ha rivelato
il Suo progetto perché fosse appreso ed accettato da tutti gli
uomini. Questo comandamento, che in pratica comprende tutti gli altri,
è l'investitura alla "missionarietà" che, sempre
idealmente, non esclude nessun uomo, che tutti chiama a vivere in questo
preciso modo e concezione di vita, tutti, senza esclusioni, nei più
diversi stati sociali: la strada della Carità.
Questo "preparare la via del Signore", la missionarietà,
derivando dal Vangelo di Cristo, è l' anima della Chiesa, ne
è lo scopo, ne è la vita. Cristo nella sua breve vita
sulla Terra ha voluto limitarsi a tracciare il solco da seguire, lo
ha fecondato con la Sua Passione e Morte, ma spetta a noi fedeli provvedere
alla semina della Sua Parola su di un terreno che man mano si è
rivelato di una estensione incalcolabile non tanto per le dimensioni
del Mondo quanto per le esigenze di salvezza delle anime, che sempre
più si deve estendere. L ' entità della sfida è
determinata doll ' apparente, clamoroso continuo ed incessante accrescersi
del male che il nemico di Dio va seminando nelle anime.
I "sentieri da raddrizzare" sono chiaramente costituiti dal
moltiplicarsi delle tentazioni, delle passioni, del materialismo, di
tutto quel che si sta per ora rivelando come terreno a totale disposizione
di Satana, di questa "persona" reale, di quest'angelo corrotto
che in odio a Dio va seminando il male ovunque, mirando alla dannazione
delle anime. Noi "fedeli", noi credenti apparteniamo alle
milizie dei santi che operano umilmente e silenziosamente affinchè
le anime si salvino, sempre più numerose. Il nostro compito ha
appunto, in ogni suo aspetto e forma, carattere missionario, di primissima
linea in fatto di testimonianza e di esempio e deve trarre forza da
quello lasciatoci in eredità dai primi cristiani, che giustamente
si chiamavano "i santi", in quanto fondavano la propria fede
nella certezza d' esser salvi per la Vita Eterna.
Sentendoci legati alla loro forza nella fede noi cristiani attuali dobbiamo
ritenerci evidentemente fermi all' epoca delle origini, perché
il nemico è sempre lo stesso, oggi come 2000 anni fa, pur avendo
in più lo svantaggio della modernità delle tentazioni
e delle occasioni di peccare, dovendo confidare quale elemento di speranza
su quel "non praevalebunt!" che è fermamente
presente nelle promesse di Cristo.
Gli ostacoli, le difficoltà, il continuo comparire di teorie
miscredenti, il disordine nelle coscienze non ci deve scoraggiare nel
nostro procedere sulla strada tracciata da Cristo: tutto ciò
fa parte del programma di santificazione riservatoci e che serve ad
aiutarci ad acquisire quel tanto di merito in più che la misericordia
di Dio desidera accordarci. Spesso per di più viene richiesto
a ciascuno di noi un qualche supplemento di prova di fede, che noi dobbiamo
accogliere come grazia personale, diretta per la nostra crescita. Nella
mente di Dio è scritto ogni aspetto del nostro presente e del
nostro futuro ed il nostro stentare a leggervi deve esser motivo del
totale affidarci a Dio ed al Suo Volere. L ' accettare queste condizioni
è il nostro contributo a correggere gli avvenimenti, è
il nostro "preparare le Sue vie" che vale tanto il bene che
possiamo operare e riceverne premio quanto per quel che noi chiamiamo
"male", quel castigo che spessissimo è determinato
- se stiamo davvero attenti ce ne accorgiamo - dal nostro mal operare,
dal nostro peccare.
Coroncina: "Signore, fa' che io veda"!
Portiamo anime a Cristo!

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