Carissimi sorelle e fratelli,
"Un Bambino è nato
per noi; un Figlio ci è stato donato". Con queste parole
la liturgia ci invita per il prossimo Natale a fare posto a Gesù
Bambino nella culla del nostro cuore piena del fieno dell'umiltà
e della paglia della povertà. Quindi è festa di tutti
gli uomini in quanto Dio padre si cala nella nostra vita tramite Suo
figlio Gesù partorito dalla Vergine Maria. E' un giorno tutto
particolare di noi Operai del Getsemani in quanto abbiamo tutti
fatto una profonda scelta d'amore per cui il Cristo si è incarnato
al fine di redimere l'umanità dal peccato.
Noi operai non possiamo, sull'esempio di Gesù, fermarci sulle
cose, sulle nostre preoccupazioni, sui nostri problemi, ma dobbiamo
dilatare il nostro cuore verso Gesù Bambino che nasce fra qualche
giorno. E cosa può significare per noi la Sua venuta se non spingerci
sempre più verso la meta che Egli ci ha indicato con la Sua donazione
completa?
Non possiamo rimanere inerti dinanzi a come va il mondo contemporaneo;
siamo chiamati ad intensificare la nostra azione fondata sulla preghiera
e sulla nostra coerenza di cristiani pronti a donarci coi fatti e con
le nostre opere a quanto Egli ci ha comandato:
"Amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi".
Questo è l'augurio natalizio che mi viene dal cuore e che faccio
a tutti i fratelli che si sono consacrati nel Getsemani.
Con tali sentimenti vi abbraccio fraternamente nel Signore.